Bcc Recanati e Colmurano
Esposto alla Banca d’Italia

Per domani si preannuncia un'assemblea di fuoco in vista del rinnovo degli organi. Gerardo Pizzirusso, escluso dalle schede elettorali, si è rivolto alla vigilanza di Via Nazionale. "La sensazione è che all'attuale governance della Bcc sia tutto permesso". L'avvocato maceratese contesta anche le scelte dell'istituto. "Risparmi sui dipendenti e non sugli amministratori"
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L'avvocato Gerardo Pizzirusso

Gerardo Pizzirusso

di Marco Ricci

(foto di Lucrezia Benfatto)

Continua con un esposto alla Banca d’Italia la battaglia dell’avvocato Gerardo Pizzirusso per la governance della Bcc di Recanati e Colmurano, l’istituto cooperativo a cui nel 2011 venne richiesto da Banca d’Italia di aumentare la propria patrimonializzazione  a causa delle perdite emerse per svalutazioni del portafoglio crediti. La nuova immissione di patrimonio avvenne poi da parte di altre consorelle marchigiane attraverso la sottoscrizione di un prestito obbligazionario subordinato di circa 13 milioni di euro garantito dal Fondo di Garanzia. Tra le richieste del Fondo, oltre ad un piano di risanamento, ci fu l’introduzione nello statuto della BCC di una clausola di gradimento per gli eletti negli organi amministrativi. Il Fondo agisce tramite la sua articolazione territoriale, la Federazione Marchigiana.  Già nell’aprile del 2012, al momento dell’introduzione della clausola e del contemporaneo rinnovo parziale del Cda, si sollevarono diverse polemiche. Il gradimento sui nomi presenti nelle liste avvenne infatti prima che l’assemblea dei soci della Bcc approvasse la clausola e prima che il Fondo decidesse concretamente di intervenire con la propria garanzia. In una circolare inviata a tutte le Bcc marchigiane, infatti, emerge che ad aprile 2012 – un mese prima dell’assemblea – il Fondo di Garanzia aveva espresso solo un orientamento di massima favorevole all’intervento senza, come sembrerebbe, esprimere effettivamente il proprio gradimento o meno sui candidati, gradimento invece indicato dalla Federazione Marchigiana. Solo a maggio 2013 – ovvero ex post – il Fondo avrebbe avvallato le cariche apicali della Bcc.

L'assemblea dei soci del 25 maggio 2013

L’assemblea dei soci del 25 maggio 2013

L’avvocato Pizzirusso, a cui nel 2012 venne negato il gradimento, aveva già espresso le proprie perplessità sui fatti del 2012 ma in ogni decise di presentarsi anche per il rinnovo degli organi previsto per l’assemblea di domani, questo anche attraverso una lettera inviata al presidente del Cda della Bcc, Bruno Fiorelli, al presidente del collegio sindacale, Romualo Rondina, e al direttore generale della Federazione Marchigiana delle BCC, Franco di Colli. E per la seconda volta il gradimento non è venuto, nonostante Gerardo Pizzirusso  richiamasse nella lettera quei criteri di onorabilità e competenza che la Vigilanza della Banca d’Italia reputa necessari per coprire posizioni amministrative presso gli istituti bancari. E’ difficile pensare che Pizzirusso possa stato escluso per mancanza di competenze. Laurea specialistica in giurisprudenza, specializzazione in diritto del lavoro, dottorando di ricerca, una monografia sul sistema bancario cinese, una cinquantina di pubblicazioni scientifiche, diversi corsi a contratto tenuti presso l’Università di Macerata.

bcc logoPur lamentando la mancanza di ogni spiegazione sui criteri con cui la Federazione Marchigiana Bcc ha espresso il proprio gradimento sui candidati, Pizzirusso aveva deciso di rimanere nelle liste. La clausola di gradimento, a suo parere, varrebbe per l’elezione negli organi della Bcc di Recanati e Colmurano, non per la candidatura. Nello spirito dell’avvocato maceratese la sua presenza – che ovviamente non avrebbe poi portato all’elezione – aveva lo scopo in qualche modo di valutare se la sua visione sul futuro della banca e le sue critiche espresse in passato sulla governance avessero o meno il gradimento degli altri soci. Due giorni fa, però, Pizzirusso è venuto a conoscenza che il suo nome è stato escluso anche dalla scheda elettorale, contrariamente a quanto accaduto nel 2012. Così ieri ha scritto direttamente all’Area Vigilanza della Banca d’Italia e alla filiale anconetana di Via Nazionale spiegando quanto accaduto, auspicando un intervento diretto di Banca d’Italia. “Ritengo la circostanza gravissima – scrive Pizzirusso – perché il diritto a candidarsi e a partecipare alla votazione è cosa diversa dal diritto all’eleggibilità. La clausola di gradimento non impedisce che ciascun socio possa candidarsi”, scrive ancora l’avvocato maceratese contestando alla base di tutto – come si legge nella lettera – una presunta “ennesima violazione di norme di legge e di statuto, nonché irregolarità nella gestione dell’assemblea“.

La nostra testata ha provato a contattare il direttore generale della Federazione Marchigiana Bcc per chiedere chiarimenti sia sull’accaduto sia sulle motivazioni per cui il gradimento non fosse stato concesso all’avvocato Pizzirusso, ma non abbiamo ottenuto risposta.  

Pizzorusso ha già contestato, insieme all’altro socio Marco Lorenzini, le decisioni assunte nell’ultimo periodo dagli amministratori della Bcc, a partire da quella di investire i 13 milioni provenienti dalle obbligazioni subordinate in titoli di stato piuttosto che utilizzarne almeno una parte per nuovi fondi in grado di sostenere il territorio. “I vertici della banca – ci ha spiegato il suo pensiero – mostrano una profonda lontananza dal tessuto produttivo, dalle famiglie, dai piccoli imprenditori a cui  spesso non solo viene negato il credito anche dopo procedure contraddittorie che offrono poche certezze, ma anche per la richiesta di elevatissime garanzie”. Venendo allo stato del portafoglio, Pizzorusso parla di eccessive svalutazioni che ovviamente, oltre a compromettere i bilanci della Bcc, ingesserebbe ancora di più la possibilità di fornire credito.

Gerardo Pizzirusso (1)“La mia è una posizione di dissenzo posta per il bene della banca e dei dipendenti. La Bcc è un gioiellino che dovrebbe operare di più, ed è questo che sostengo da due anni nell’interesse del territorio e dei soci”. L’avvocato aveva in passato attaccato duramente contestando in primis la decisione di ottenere risparmi di gestione contenendo il costo dei dipendenti piuttosto che quello degli amministratori. “Consiglieri e sindaci della banca – ha spiegato – costano circa 130.000 euro in più rispetto agli organi di altre banche cooperative di simile grandezza, per un totale di oltre 270.000 euro l’anno. Su questa voce e sullo stipendio del direttore generale andavano cercate quelle risorse che sono state tolte ai dipendenti”. Pizzorusso ha anche rilevato la scarsa trasparenza nel come indirizzare i contributi che l’istituto cooperativo devolve al territorio, contributi che egli stesso definisce eccessivi. “E’ come se Fondazione Carima, stando i problemi di Banca Marche, erogasse sul territorio la stessa quantità di denaro degli anni precedenti. Io avrei investito sull’operatività della banca, riducendo per qualche anno i contributi. Oltretutto – ha aggiunto tra le righe – mi risulta che in alcuni casi tra chi eroga e chi riceve vi siano dei conflitti di interesse”.

Sabato insomma si prevede un’assemblea di fuoco per la Bcc di Recanati e Colmurano con il rischio che – qualora la Vigilanza dovesse intervenire o la magistratura, a cui l’avvocato sembra volersi rivolgere, esprimessero pareri favorevoli a Pizzirusso – il rinnovo degli organi previsto per domani possa essere azzerato.



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