Le sale del Buonaccorsi
si svelano alla città
Carancini: “Questo palazzo vi parlerà”

L'INAUGURAZIONE DEI MUSEI CIVICI - Giorno di festa per Macerata che ritrova molti dei suoi tesori. Il primo cittadino si appella alla Fondazione Carima: "Fateci esporre delle opere di palazzo Ricci per l'inaugurazione delle sale dell'arte contemporanea il prossimo 8 dicembre". L'assessore Monteverde: "Questa è una città fondata sulla cultura"
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(In alto la galleria fotografica di Lucrezia Benfatto)

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Il taglio del nastro di questo pomeriggio a palazzo Buonaccorsi

 

di Alessandra Pierini

«Ora parlerà Buonaccorsi»: così il sindaco Romano Carancini, emozionato ma consapevole di essere protagonista di un evento storico per la città (tanto da confessare di non aver dormito la notte scorsa), ha concluso quello che l’assessore alla Cultura Stefania Monteverde ha definito “un discorso pubblico e non semplici parole”. Il primo cittadino tratta il palazzo come uno di famiglia, ne parla come di qualcuno molto caro e si muove al suo interno come uno di casa. Lo ha fatto stamattina durante l’anteprima per la stampa (leggi l’articolo), lo ha rifatto questo pomeriggio guidando al grido di “Avanti popolo”  un maxigruppo di centinaia di persone, accorse per assistere allo storico momento. Tra queste l’ex sindaco Giorgio Meschini, rimasto in piedi, gli assessori, i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, il prefetto Pietro Giardina e l’ex prefetto Vittorio Piscitelli, Tiziana Tombesi attualmente vicario nella prefettura di Perugia, il direttore artistico del Macerata Opera Festival Francesco Micheli, il direttore Amat Gilberto Santini, il rettore Luigi Lacchè e poi il presidente dell’Anci Marche, Maurizio Mangialardi, la soprintendente ai Beni culturali Maria Rosaria Valazzi, il consigliere regionale Angelo Sciapichetti, gli assessori provinciali Paola Mariani e Massimiliano Sport Bianchini, il sindaco di Pedaso, Barbara Toce,, il presidente dell’Istituzione Macerata Cultura, Graziano Ciurlanti, l’architetto Luca Schivaoni e tutte le autorità civili e religiose e quanti hanno lavorato (ben 20 aziende, oltre al personale comunale) per completare l’opera.

Monteverde

L’assessore Monteverde durante la cerimonia di presentazione al teatro Lauro Rossi

Non è stato un giorno come un altro per Macerata che ha respirato una primavera briosa e vitale. Proprio i suoni di primavera, i cinguettii e i suoni della natura hanno dato avvio nel teatro Lauro Rossi ad una cerimonia animata da immagini, parole, musica e racconti alla quale ha partecipato l’intera Giunta, compreso il nono  assessore Irene Manzi, come l’ha definita il sindaco, ora onorevole parlamentare.
A dare inizio al viaggio e a presentare l’evento è stata l’assessore Stefania Monteverde: «
Macerata è una città fondata sulla cultura – ha esordito –che costruisce sulla cultura il suo vivere civile, il suo sviluppo, il suo welfare,  una cultura che non sia un lusso e che riduca il deficit di democrazia. Quello che inizia oggi è un incontro con la nostra straordinaria bellezza, un viaggio con una carrozza ideale che ci porterà dentro palazzo Buonaccorsi. Un viaggio che facciamo idealmente insieme a quanti ci hanno preceduto, insieme a tutta la giunta che ha creduto e investito in questa idea di città. Da oggi abbiamo un museo che è un luogo dove vivere, rigenerarsi, aver cura di sé con occhio particolare alle nuove generazioni a cui vogliamo raccontare il bello che abbiamo”». Ha quindi mostrato le immagini della campagna promozionale della Primavera Buonaccorsi per poi lasciare spazio ai discorsi pubblici.

Il sindaco Romano Carancini con l'onorevole Irene Manzi e l'assessore Monteverde

Il sindaco Romano Carancini con l’onorevole Irene Manzi (ex assessore alla cultura) e Stefania Monteverde, attuale assessore alla cultura

Il primo è stato il sindaco Carancini che ha iniziato citando Giorgio La Pira, noto a Firenze come “sindaco santo”: «”Una città non può essere amministrata e basta. Non è niente amministrare una città, bisogna darle un compito, altrimenti muore” diceva La Pira. Una delle forme che abbiamo scelto per amministrare è il sociale, non come peloso assistenzialismo ma come ricerca di valore in ogni persona. Poi la cultura, la convinzione che la città avesse energia inespressa e repressa che mortificava, non tanto e non solo i simboli culturali in sé considerati fisicamente, ma soprattutto i maceratesi e la straordinaria energia positiva, moltiplicativa, contagiosa, virale che, attraverso quei luoghi, la storia culturale di questa città ci ha donato. E che abbiamo il compito di preservare e semmai arricchire. Sulla cultura posso fare due esempi, lo Sferisterio che la città non recepiva e di cui oggi è innamorata grazie a Francesco Micheli, e la torre civica che entro 400 giorni riavrà il suo orologio. Decidere di investire nel Buonaccorsi non è stato semplice, nè scontato, potevamo guardare altrove, ma siamo certi che Palazzo Buonaccorsi vi parlerà. Io posso solo dire che non è mai stato così bello, così capace di dialogare. Non un luogo silenzioso, polveroso e visitato, ma vissuto, gioioso e frequentato».

Carancini ha poi richiamato il tema della restituzione, già utilizzato per palazzo Legato Filati, per la copia dell’orologio dei Ranieri e diventato a quanto pare il suo cavallo di battaglia: «Servire la città attraverso la politica  per noi vuol dire restituzione e apertura agli altri, vuol dire accoglienza sincera a chi arriva». Il primo cittadino ha concluso citando Futura di Lucio Dalla e minacciando di cantarla, ma quando dal pubblico qualcuno ha detto “Per carità” ha proseguito «nel domani del Buonaccorsi c’è una montagna da scalare ma noi ci metteremo a pedalare per farlo. L’obiettivo è quello di restituire l’8 dicembre 2014 anche la collezione di arte contemporanea. Chiedo alla Fondazione Carima che per chiudere il cerchio con un favoloso abbraccio tra palazzo Ricci e Buonaccorsi alcuni dei loro tesori per l’inaugurazione».

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Clicca sull’immagine per guardare il video con le interviste e il tour vituale tra le nuove opere di arte antica

Da sinistra l'assessore  Marcolini, il sindaco Carancini, la Sfrappini, direttore di Macerata Cultura e Barucca della sovrintendenza

Da sinistra l’assessore Marcolini, il sindaco Carancini, la Sfrappini, direttore di Macerata Cultura e Barucca della sovrintendenza

Altro discorso pubblico è stato quello dell’assessore regionale Pietro Marcolini: «Le Marche hanno ricevuto 580 milioni di euro per il recupero dei beni culturali, palazzo Buonaccorsi beneficia di 10 milioni ed è uno dei pochi che risponde a tutti gli standard europei. La cultura non può sostituire le industrie in crisi e l’agricoltura in declino ma può contribuire ad uno sviluppo armonioso del nostro territorio».
Grande apprezzamento quello manifestato da Roberto Grossi, presidente di Federculture (associazione nazionale dei soggetti operanti nella cultura ndr): «Questo è un pezzo di Italia che insegna a non inseguire le emergenze come accaduto a Pompei ma ad avere una visione strategica. Create lavoro, fate un’operazione di educazione e di rilancio del territorio, fate il bene pubblico e create un ponte tra passato e futuro. Con una buona gestione e la creazione di reti, Macerata può dare coraggio ad altri. E’ un’operazione di contemporaneità».

Inaugurazione_Palazzo_Buonaccorsi (2)Gabriele Barucca della sovrintendenza ha ripercorso la storia della pinacoteca e ha spiegato la logica seguita nell’allestimento: «Sono certo che palazzo Buonaccorsi – ha concluso – diverrà la porta di accesso alla bellezza della città e di tutto il territorio, una delle provincie più belle d’Italia». Ha analizzato il lavoro fatto e le prospettive future la dirigente comunale e direttore di Macerata Cultura: «Il palazzo avrà futuro fino a quando coinvolgerà la città, non deve banalizzare il proprio ruolo e i propri temi. Il sindaco in questi mesi – ha concluso scherzando – è stato un assillo terrificante, ripetere tutto questo l’8 dicembre non mi rende particolarmente lieta».

Conclusa la cerimonia gli intervenuti si sono diretti a Palazzo Buonaccorsi per il taglio del nastro cui è seguita l’inaugurazione della mostra fotografica “Il lungo lavoro che ha fatto rinascere la bellezza” di Romano Folicaldi con testi di Giancarlo Liuti. E’ iniziata così la primavera del Buonaccorsi che continuerà con grande intensità nei prossimi due giorni, ma che soprattutto ha l’ardito compito di diventare il Buonaccorsi di tutte le stagioni. 

(VIAGGIO IN ANTEPRIMA NEL PIANO NOBILE DI PALAZZO BUONACCORSI, GUARDA IL TOUR)

Il teatro Lauro Rossi gremito per la cerimonia inaugurale

Il teatro Lauro Rossi gremito per la cerimonia inaugurale

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L’ex sindaco Meschini con i consiglieri Pd Carelli e Staffolani

Angeli

Il portavoce Onu Andrea Angeli con il consigliere Ivano Tacconi

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