Un Balcone a stelle e strisce:
“Resort internazionale nell’ex seminario”

CINGOLI - Ne ha parlato il sindaco Filippo Saltamartini nel corso dell'inaugurazione dela struttura recuperata dopo i danni subiti con il terremoto del 1997. A Troviggiano durante i lavori di ripristino post sisma fatta una grossa scoperta: templare la chiesa parrocchiale
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L'ex seminario

L’ex seminario

di Maurizio Verdenelli

Dal “Balcone delle Marche” adorato dagli inglesi (anche dalla Royal family, sembra) s’affacceranno adesso pure gli americani? Non protetti dall’assoluta privacy britannica in inaccessibili tenute nel verde dei colli, al contrario “en plein air” i nuovi ospiti a stelle e strisce alloggeranno in un grande resort nelle immediate vicinanze della piazza principale. Inaugurato oggi alle 15, il resort prossimo venturo (nei progetti) si chiama “Domus San Filippo” ma seminario è stato fino al 1830. Da allora quel grande complesso di edifici ha ospitato praticamente tutte le istituzioni di Cingoli. Essendo stato, via via, pretura, scuola di avviamento professionale, ufficio delle imposte, direzione didattica, ufficio dei vigili urbani, sede di associazioni sportive. E dopo il 1976: pinacoteca, biblioteca, museo. E fino al 1997 casa di riposo. Dopo i gravi danni inferti dal terremoto, un lungo silenzio. Rotto dall’ottobre 2005 dei lavori di recupero, lunghissimi per i vincoli della Soprintendenza e per alcune varianti per valorizzare meglio l’edificio. Ed ora una nuova vita, nuovi spazi preziosi (un piano in più, per l’esattezza) dice monsignor Claudio Giuliodori, chè l’ex seminario è e rimane di proprietà della diocesi maceratese. All’interno, tra sale riunioni, cucina, dispensa, spazi anche al servizio del parrocchia e dell’oratorio, c’è posto per cento persone. La nuovissima “Domus San Filippo”, considerata l’estrema centralità della posizione, cambierà forse il volto alla città di papa Castiglioni, restituendole anzi a distanza di almeno 50 anni quella vocazione turistica e d’accoglienza che fecero dire, a buon ragione, a tutti i tiratardi di due province “Non è ancora notte a Cingoli”. E non solo per gli ultimi tardivi bagliori della luce solare che qui si ricevono rispetto ad altri luoghi.

Già, gli americani. “L’ipotesi è quella di realizzare in questo meraviglioso coacervo di fabbricati –dice il senatore Filippo Saltamartini, il sindaco di Cingoli – un resort internazionale. C’è una via che porta ad un importante fondo pensionati statunitense, interessato alla nostra città”. Del resort non dice nulla monsignor Giuliodori, limitandosi ad affermare che la diocesi ha realizzato sul territorio tante “accoglienze” che sono utilizzate a fini di formazione religiosa e per le famiglie.

In conferenza stampa il sindaco parla di “momento straordinariamente importante, questo dell’inaugurazione dell’ex seminario e del ripristino di tanti beni ecclesiastici sul territorio comunale. Una storia nuova che prende avvio e noi siamo pronti ad interpretare sotto ogni profilo questo ruolo di accoglienza (tra un anno e mezzo sarà pronto l’ex Convitto degli Studenti) anche usufruendo delle opportunità del turismo religioso lungo la strada Assisi-Loreto. Abbiamo tutte le carte in regola: non a caso, sotto il manto della Madonna benedicente abbiamo tre patroni, Sant’Esuperanzio, Santa Sperandia e San Bonfiglio”.

Particolare di uno degli affreschi

Particolare di uno degli affreschi

Alla conferenza stampa, con Saltamartini e monsignor Giuliodori hanno partecipato l’assessore provinciale Leonardo Lippi (ha portato la solidarietà dell’ente alla diocesi in tema di difficoltà finanziarie ed opere da completare), gli assessori comunali Stefano Filonzi, Luigi Ippoliti e il tecnico della diocesi, ingegner Gianfranco Ruffini. Che, alla maniera del cireneo, ha preso su di sé la croce dell’allungamento dei tempi dell’operazione di ristrutturazione e restauro dell’ex seminario, peraltro “radicale”.

Per il recupero dei beni ecclesiastici, numerosi e di grande pregio nel cingolano, ci sono voluti e tuttora ci vogliono milioni e milioni di euro. Per l’ex seminario non ne basteranno, ad esempio, tre e mezzo. Per il momento 2,8-2,9 milioni sono venuti dalla legge 61/98 (ricostruzione post sisma Umbria Marche) e 300.000 euro dai contributi della diocesi e dall’8 per mille dalle Cei. In futuro? Quello è legato all’utilizzazione del grande contenitore realizzato anche e soprattutto nella prospettiva di nuovi orizzonti nell’auspicio che questi magari si colorino a stelle e strisce.

“Ci sarebbe da recuperare – dice Ruffini – anche la splendida chiesa barocca di San Rocco legata all’ex Seminario”. “Una chicca” la definisce il vescovo. Ruffini: “Un barocco carico, meraviglioso con stucchi di grande pregio. Tuttavia in stato di grande abbandono ed usura visto che all’interno per anni è stata attiva una segheria”.

2014.03.07 020Prima che sia completamente notte sui tesori di Cingoli, città amata dai papi, occorre spendere e spendere. Ma pur utilizzando la legge sulla ricostruzione post sisma, l’8 per mille, gli sforzi dei parrocchiani (Chiesa di San Nicolò), la Regione, il ‘nevone’ del 2012 (Chiesa di San Francesco e a Colognola), i contributi della diocesi, le anticipazioni su finanziamenti previsti ma che non ci sono e soprattutto sperando, come fa Giuliodori, nella ‘Provvidenza’, i soldi non bastano.

Sono invece bastati per la bellissima chiesa Santa Maria Assunta a Troviggiano. Non solo per riaprirla ai fedeli il 5 aprile (“Una grande soddisfazione per me intervenire in queste due inaugurazioni a Cingoli…non speravo tuttavia d’arrivarci” dice monsignor Giuliodori, ormai condannato sine die a sostituire se stesso) ma per fare grandi scoperte. La chiesa, la cui fondazione è fatta risalire  al primo medioevo, ha rivelato un’inedita presenza: quella dei monaci guerrieri che conquistarono e difesero il Santo Sepolcro. All’interno un capitello ha infatti sul lato ovest il simbolo di un sole raggiato che rimanda all’Ordine dei templari. I crociati a Troviggiano: è dunque molto più di un’ipotesi. Ed inoltre sotto le decorazioni settecentesche sono emerse, dopo uno studio insieme con la Soprintendenza di Ancona, figurazioni risalenti al 1400-‘500.

Ed ora chiesa per chiesa (ad eccezione di quella di Troviggiano, di cui abbiamo detto) tutte ‘percosse’ dal terremoto umbro-marchigiano, ciò che è stato fatto, ciò che non si potrà adesso fare e ciò che si spera in futuro di fare per una loro valorizzazione “pastorale, culturale e sociale” sottolinea il vescovo.

Chiesa di San Filippo. Splendido esempio di architettura filippina del ‘600, collegata alla struttura dell’ex seminario. Gli ultimi lavori sono terminati nel dicembre scorso con il recupero della facciata, dopo campanile, mura, cornicioni e cupola.

Chiesa di San Girolamo. Risalente al 1336, nel centro storico, messa a rischio dal sisma del ’97: dopo un ‘cantiere’ dal 2005 durato fino allo scorso dicembre è stata letteralmente salvata.

Chiesa di San Francesco (XVIII sec.). Il progetto di recupero, approvato, consentirà di iniziare i lavori a giugno seppure le somme stanziate da Regione e diocesi non saranno sufficienti per l’adeguamento funzionale e il suo utilizzo come auditorium.

Chiesa di S.Nicolò (XIII sec.). Si è temuto di recente un crollo improvviso. La parrocchia ‘ci’ ha messo i soldi per un intervento di messa in sicurezza. Per il restauro si spera ‘nella provvidenza’.

Chiesa di San Giovanni Evangelista a Villa Strada (X sec.). Ingenti opere dal 2009 al 2011 che hanno recuperato il luogo di culto, tenuto sempre aperto nonostante le profonde ‘ferite’ del terremoto.

Chiesa di Santa Maria del Rosario a Cervidone. Perlopiù crollata. Approvato un progetto di ‘ruderizzazione’ che prevede il recupero della parte stabile del complesso e la demolizione di quelle danneggiate, lasciando il segno a terra delle murature rimosse. Lavori entro l’anno.

Chiesa di San Giovanni Battista a Colognola (XIX sec.). I Lavori dai prossimi mesi.

Gli altri interventi auspicabili.

Sistemazione dei ruderi della Chiesa di San Bonfiglio (centenario nel 2015); chiesa e opere parrocchiali di Avenale; chiesa e canonica di Santo Stefano; canonica di Castelsantangelo; eremo di Sant’Angelo; locali adiacenti alla chiesa di San Flaviano; chiesa di San Venanzo e Sant’Ubaldo di Piancavallino (Troviggiano)

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