Dopo Veneziani Biumor ospita Marco Severini
TOLENTINO - Grandissimo successo per gli appuntamenti sul centenario della prima guerra mondiale. Mercoledì 19 il dibattito con lo storico dell'Università di Macerata
La Prima guerra mondiale fu un passaggio inevitabile? Questa domanda ha appassionato un foltissimo numero di persone nel primo appuntamento di “Warum”, i mercoledì di Biumor a Tolentino. Mercoledì scorso ha provato a dare una risposta al quesito Marcello Veneziani, editorialista de Il Giornale, il primo dei quattro ospiti d’eccezione che Biumor accoglie fra marzo e aprile per la serie di appuntamenti organizzati in occasione dei 100 anni dal primo conflitto bellico internazionale. Nell’Auditorium della Biblioteca Filelfica, una folla seduta e in piedi ha partecipato al primo degli incontri voluti dall’amministrazione comunale di Tolentino e dal direttore artistico Evio Hermas Ercoli. È stata una vera e propria lectio magistralis che Veneziani ha concesso ad un pubblico attento e interessato, consapevole del fatto che ciò che è successo nell’estate del 1914 riguarda direttamente anche il momento storico contemporaneo. “Con questo centenario – ha spiegato il giornalista, membro del Comitato per il centenario della Prima Guerra Mondiale – va ricordato che l’Unione Europea non nasce semplicemente indolore come crediamo, ma da un sostrato di conflitti, di odi atavici di cui dobbiamo ricordarci. Poi, – ha aggiunto Veneziani dobbiamo ricordarci che le nostre identità nazionali si sono inevitabilmente fortificate attraverso la guerra e quindi dobbiamo ricordare il contributo di sangue anche quando avvertiamo tutto l’orrore di quella guerra”.
Il prossimo appuntamento con la storia raccontata da Biumor è fissato per mercoledì 19 marzo, sempre presso l’Auditorium della Biblioteca Filelfica, alle ore 17, quando Marco Severini, storico e docente di storia contemporanea, racconterà un’altra faccia della guerra, quella de “La trincea e la periferia”. Severini, storico e docente di storia contemporanea, sarà a Tolentino non per illustrare le complesse strategie delle grandi battaglie o gli intricati giochi di potere, ma la vita di chi quelle battaglie le ha veramente vissute tra il fango e il sangue delle barricate. Si parlerà della vera Guerra mondiale fatta di sofferenza, incredulità, disperazione e preghiere per la pace, di quel conflitto che hanno sperimentato anche coloro che vivevano nelle periferie delle città dove il dramma della guerra ha sconvolto le vite di milioni di persone.
(foto @chiara_gori Tolentino)







Se non ho capito male Venenziani asserisce che l’Unione Europea è una delle conseguenze della I Guerra Modiale e che le Identità Nazionali sono fortificacate attraversola guerra…
Però che cuoriosi personaggi che sono finiti nel Comitato per il Centenario della I Guerra Mondiale (guerra che per noi inizio successivamente nel 1915, dopo che scegliemmo da che parte stare facndo a chi ci offriva di più) e che curiose rivisitazioni storiche, che tesi ardite, che cristallino revisionismo storico….
Dopo la fine della I Guerra venne creata la Società delle Nazioni, la UEE è di qualche decennio più tardi, dopo la CECA
Strano poi teorizzare l’identità nazionale attraverso la guerra quando, a parte l’Italia (infatti da noi si chiama anche, impropriamente, IV Guerra Risorgimentale), le altre nazioni erano secoli e secoli unitarie, ed avevano sicuramente un identità ben fondata.