Trasporti sanitari, l’allarme della Cri
Del Balzo: “A rischio gli aiuti alle famiglie”

La Croce Rossa e le associazioni che effettuano i servizi di 118 e di movimentazione dei pazienti lanciano l'ennesimo appello alla Regione. Il presidente regionale Cecconi: "Rimborsi fermi dal 2008, siamo alla canna del gas. Dal 1 febbraio rischiamo di fermarci". La presidentessa della sezione maceratese teme una possibile riduzione del sostegno per chi è in difficoltà: "Assistiamo 1800 nuclei familiari: bollette, libri di scuola, spese mediche"
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Donazione_Ambulanze_Fondazione_Carima (2)di Marco Ricci

Un duro attacco della Croce Rossa e di tutte le pubbliche assistenze che effettuano i servizi di trasporto sanitario alla Regione Marche. Un grido di allarme perché non vi sono più i soldi per garantire i trasporti sanitari  ma non solo. Perchè il taglio o il mancato pagamento dei rimborsi per i trasporti sanitari rischia di avere un’altra drammatica ricaduta sociale, cioè la riduzione del sostegno alle famiglie che la Croce Rossa riesce a fare solo  grazie ai propri introiti.

“Le sedi periferiche della Croce Rossa” – ha spiegato il suo presidente regionale Fabio Cecconi – “non sono più un ente pubblico ma un’associazione la cui mission è essere vicini ai cittadini in difficoltà. I nostri introiti  provengono dunque dai servizi che eroghiamo, dalle donazioni e dalle manifestazioni che organizziamo. Il fatto di avere molti volontari ci permette di ottenere dei risparmi e dunque di devolvere risorse per altri servizi a trecentosessanta gradi, laddove ce ne è la necessità. E se non si risolverà con la Regione Marche l’annosa questione dei costi sostenuti per i trasporti sanitari, dal primo febbraio il volontariato potrebbe non solo non essere più i grado di erogare i servizi di trasporto ma rischia di vedersi costretto a ridurre gli aiuti alle famiglie”.

Il presidente regionale della Croce Rossa, Fabio Cecconi

Il presidente regionale della Croce Rossa, Fabio Cecconi

La Croce Rossa e le altre associazioni chiedono alla Regione di rispettare l’accordo firmato a febbraio del 2013 per le liquidazioni degli anni 2010, 2011 e 2012. “Non solo non abbiamo ancora preso i rimborsi del 2012 e non sappiamo come e quando prenderemo quelli dei due anni precedenti”, ha proseguito Cecconi, “ma il valore dei rimborsi è fermo al 2008, per cui siamo quasi alla canna del gas. L’Asur”, è andato avanti il presidente regionale della Cri, “dal 1 febbraio 2014 sospenderà tutti i trasporti non prevalentemente sanitari, tra cui quelli da effettuare nei confronti di pazienti che non possono essere esclusi da questo tipo di servizio per via di malattie invalidanti, alle volte anche gravi. E noi a nostra volta rischiamo di non poter erogare più questi servizi. Doveva essere avviata una verifica e ristrutturazione del sistema di trasporto sanitario, ma di tutto quanto previsto nulla è stato fatto”.

Le associazioni  che effettuano il servizio di trasporto sanitario – oltre ad invitare il governatore Spacca a farsi carico personalmente della questione e a lamentare il silenzio dell’Assessore alla Salute Mezzolani e a chiedere un incontro urgente – rivendicano sostanzialmente i rimborsi dei costi effettivamente sostenuti nell’erogazione del servizio di trasporto sanitario, così come indicato dalle direttive europee.

Rosaria del Balso, presidentessa della sezione maceratese della Cri

Rosaria del Balzo, presidentessa della sezione maceratese della Cri

“Solo a Macerata e dintorni”, ha spiegato Rosaria del Balzo, presidentessa cittadina della Cri, “rispondiamo a circa 160 chiamate di 118 al mese e i trasporti non emergenziali ci impegnano per 800 viaggi al mese. Questo ci consente offrire poi tanti altri servizi di assistenza, in un momento  di altissima difficoltà economica per le famiglie che vede inoltre le pubbliche amministrazioni a corto di risorse per i servizi sociali. Come Croce Rossa di Macerata – ha proseguito la del Balzo – assistiamo in modo più o meno continuativo circa 1800 nuclei familiari della provincia: bollette, viveri a cadenza mensile, medicinali, libri scolastici, oltre a tutte le spese mediche che non rientrano nel servizio sanitario. E parte delle risorse necessarie arrivano proprio dai servizi che svolgiamo, riducendo i nostri costi grazie ai volontari. In questo momento drammatico, in cui a volte i nuclei familiari hanno un solo reddito a disposizione, mettere a rischio questi aiuti alle famiglie sarebbe drammatico”.

 



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