Dimissioni, Marangoni a Sel:
“Mi attaccano i lustrascarpe del Pd”

IL CASO - Il consigliere regionale dice di essere disposto a farsi da parte "dopo chi ha riso per le domande dei giornalisti sui tumori a Taranto". Sulla vignetta con Mussolini che insulta il ministro Kyenge e la presidente della Camera Boldrini: "Aveva finalità goliardiche, sono pronto a scusarmi ma con le dirette interessate"
- caricamento letture
Enzo Marangoni

Enzo Marangoni

Non si spegne l’eco delle polemiche dopo il post condiviso su Facebook dal consigliere regionale di Forza Italia Enzo Marangoni nei confronti del ministro Kyenge e del presidente della Camera, Laura Boldrini. Dopo la presa di posizione del Pd e quella di Sel, che ha chiesto le dimissioni da consigliere regionale di Marangoni e l’invito al suo partito di intervenire – un invito, per ora, caduto nel vuoto (leggi l’articolo), è lo stesso esponente di Forza Italia a rispondere:

«Replico al comunicato stampa di Sel provinciale che chiede le dimissioni del sottoscritto per l’ormai famosa vignetta da me postata su Facebook con un gesto d’istinto, come accade su Facebook, con finalità sostanzialmente goliardiche. Ebbene sì, riconosco di aver sbagliato. Dopo che il Pd si è scagliato contro di me con tre note stampa in 48 ore e dopo l’ordine dato dal Pd ai due giornalisti della Zanzara di azzannarmi con la grazia di un pitbull che non mangia da un mese, avevo dichiarato di aspettarmi un ulteriore attacco mediatico dal fattorino del Pd. Invece no, è il lustrascarpe del Pd ad attaccarmi, non il fattorino. Questo è stato il mio errore: ho sbagliato. Ho sbagliato la mansione del servitore del Pd che, per la quarta volta, mi avrebbe attaccato a mezzo stampa. Chi sarà il prossimo? E quello successivo ancora? Vedremo.
Anche il lustrascarpe del Pd non entra nel merito del problema concreto e serissimo che io pongo da qualche anno e che è l’unica cosa che conta nella vignetta, peraltro da me non fatta ma solo condivisa. Il problema è questo: oggi in Italia gli extracomunitari godono di un sistema di assistenza, agevolazioni e benefici che è complessivamente superiore a quello di milioni di italiani poveri. Punto. Su questo nessun politico di sinistra mi ha dato finora una risposta o ha mai contestato con argomentazioni valide questa mia affermazione. Lo sanno, purtroppo per loro, anche milioni di persone che votano per i partiti di sinistra i cui dirigenti si ostinano invece a non voler vedere il problema, accecati come sono dall’unico vero obiettivo che a loro interessa. Trasformare in breve tempo il maggior numero possibile di extracomunitari in cittadini italiani per ottenere così il loro voto. Non volendo affrontare il problema reale e centrale che la vignetta pone, i sinistri mi attaccano sul personaggio Mussolini della vignetta, pur sapendo che il mio orientamento politico è di destra liberale e libertaria, non fascista. Oppure si concentrano su offese alla Boldrini e alla Kyenge che in realtà non ci sono perché annacquate nella moda del vaffa ormai diffusissima e dilagante, a torto o a ragione, dopo le performance politiche e mediatiche dell’affermato politico genovese. In ogni caso non era mia intenzione offendere nessuno, tanto meno gli immigrati in generale.

Il post condiviso dal consigliere Marangoni su Facebook

Il post condiviso dal consigliere Marangoni su Facebook

Comunque, se le due signore in questione si fossero sentite offese, sono pronto a porgere personalmente e direttamente a loro, ma solo a loro, le mie scuse andando a Roma. Non ha invece titolo per chiedere scuse chi offeso non è, cioè i partiti di loro appartenenza. Ribadisco comunque che per me questa parte della vignetta è irrilevante, così come lo è, di per se, l’immagine del Duce. Inoltre, giusto per accontentare i lustrascarpe del Pd, sono anche prontissimo a dimettermi da consigliere regionale, eletto dal popolo maceratese, come da loro richiesto. Lo farò però il giorno successivo a quello in cui si dimetterà chi ha riso al telefono per le domande dei giornalisti sui tumori a Taranto oppure chi è indagato per concussione aggravata nell’ambito di una maxi inchiesta giudiziaria per disastro ambientale, cosa davvero singolare per il leader di un partito che si richiama all’ecologia. In alternativa, sono anche pronto a dimettermi da consigliere regionale quando si dimetterà chi si è recata con un volo di Stato in Sud Africa ai funerali di Mandela pur non avendo titolo per recarvisi (in quanto funerali riservati ai soli Capi di Stato e di Governo) con l’aggravante di farsi accompagnare dal fidanzato e da uno stuolo di collaboratori. Più in generale chi dovrebbe dimettersi è questo governo a guida Pd che nulla fa per risolvere il problema numero uno che interessa gli italiani: la mancanza di lavoro. Su questo tema fondamentale il Pd tace preferendo occuparsi di integrazione degli extracomunitari o ius soli o adozione di bambini da parte di coppie gay».

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X