I ragazzi della scuola di via Politi incantati dai monti della Laga
RECANATI - Dopo la vittoria del concorso Vividaria i giovani studenti delle classi seconda e terza sezione A accompagnati dalle insegnanti, dall'assistente comunale e dall’assessore alla Pubblica Istruzione hanno visitato come premio la città di Amatrice
Dopo la vittoria del concorso Vividaria i giovani studenti delle classi seconda e terza sezione A di Via dei Politi a Recanati, accompagnati dalle insegnanti Giuliana Gaudini, Paciotti Marta, Pantella Annarita, dall’assistente comunale Cotica Cristina e dall’assessore alla Pubblica Istruzione Andrea Marinelli, hanno visitato come premio la città di Amatrice ed una porzione del bellissimo Parco dei Monti della Laga.
L’esperienza, che molti dei ragazzi presenti hanno definito indimenticabile, è stata resa possibile grazie alla collaborazione dell’Associazione Lega Insieme che ha sede proprio nel territorio di Amatrice e si è occupata di fare da guida e coordinamento a tutta l’esperienza. La visita è stata incentrata sul rapporto con la natura, con gli studenti che hanno attraversato un bosco ai confini della città, seguendo un antico tracciato romano, per poi raggiungere un eremo dal quale si apriva una vista meravigliosa e senza tempo. “Ripenso, e mi manca già, quel bellissimo parco Nazionale dei Monti della Laga, fatto di tranquillità, immerso nella natura, con il suo lago, i suoi animali e la sua vegetazione.” – dice uno studente della seconda A. I ragazzi hanno avvertito la fatica di una lunga camminata, ma anche la grande soddisfazione di attraversare paesaggi unici, pascoli e fattorie, per poi scendere sino al Lago di Scandarello e ammirare la bellezza della vallata del Tronto che si apre alle spalle della grande diga.
“Che emozione sentire la storia dei nazisti che volevano far saltare con la dinamite la diga del lago di Scandarello . Ma un gruppetto di abitanti, aiutati anche dai bambini riuscirono a togliere la dinamite e fu così che la diga è ancora intatta. Oggi sulla diga hanno scritto i loro nomi sul marmo. Noi l’abbiamo attraversata ed era proprio vero. In fondo alla diga c’erano scritti i nomi. Che bello attraversarla!” scrive una ragazza della terza A che è rimasta incantata dai racconti della guida locale.
