Politica e potere
questa sera a Popsophia

TOLENTINO - Appuntamento per stasera alle 22.30 con gli interventi di Simone Regazzoni e Corrado Ocone
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Il pubblico all'inaugurazione

Il pubblico all’inaugurazione

pubblico_seraleDai giornali al palco di Popsophia al Castello della Rancia, la discussione attorno ai temi della politica appassiona e richiama l’attenzione degli intellettuali. Già ieri pomeriggio, l’affolatissima conferenza inaugurale delle Giornate della Rancia con il giornalista Marcello Veneziani e il filosofo Umberto Curi ha animato il dibattito “O combatti o scappi oppure…”. Secondo Curi la terza via è rappresentata dalla capacità politica dell’uomo in grado di operare una mediazione. Per il giornalista il nostro Paese è la patria dell’alternativa alla componente bellica, una alternativa che spesso, però, si fa “estetica della rinuncia”. Bisogna rivendicare la necessità di una sovranità della politica nei confronti dell’economia e della tecnica. La discussione continua oggi con l’appuntamento delle 22.30 con il filosofo Simone Regazzoni e il giornalista del Corriere della Sera Corrado Ocone sul tema “Il potere in scena”. A Corrado Ocone, giornalista del Corriere della Sera e al filosofo Simone Regazzoni protagonisti a Popsophia questa sera rivolgiamo alcune domande su politica e potere che saranno in scena a Popsophia grazie all’Ubu Re della Compagnia della Rancia. Dalla Biennale Teatri di Venezia alle pagine del Domenicale del Sole24ore, nel panorama culturale contemporaneo uno spazio importante l’ha riacquistato ultimamente uno dei colossi del teatro del ‘900, Re Ubu. La storia del cialtrone che prende il potere, che lontano da ogni etica si disfa di amici e nemici e che quando dovrebbe combattere sceglie di darsi alla fuga, sembra in qualche modo popolare l’immaginario collettivo del potere contemporaneo.

Corrado Ocone

Corrado Ocone

«Il potere è un elemento intimamente connesso al mondo umano – ci spiega Ocone – Dai cosiddetti “potenti” agli uomini semplici ognuno di noi ne ha e lo esercita nei tempi e modi che crede e per i fini che vuole. Eppure esso, forse proprio perché così comune, è spesso disconosciuto o frainteso. Il potere – continua il pensatore – non si esercita in modo verticistico e unidirezionale, dall’alto al basso, soprattutto nelle nostre società complesse e avanzate. Il potere è una relazione in movimento». Ognuno di noi infatti è a seconda dei casi “servo” o “padrone” e «Noi stessi – specifica Ocone – non esistiamo come identità solida e compatta, come in-dividui, ma siamo un precario equilibrio di punti di forza in tensione e competizione». È qui che si colloca la riflessione sul potere. «Il potere si autorappresenta con l’immagine, la corporeità, la parola. E assume stilemi e retoriche che è compito della filosofia smascherare». L’intervento di Ocone verterà, dunque, su un esercizio di smascheramento delle retoriche di potere nella lotta politica italiana e in particolare si focalizzerà ci racconta «sul cortocircuito che si crea fra media, politica, istituzioni, opinione pubblica. – conclude il giornalista – e nel predominio, soprattutto fra il medio ceto intellettuale, di una pensiero buonista e politicamente corretto che legittima poteri proprio mentre rassicura e fa sentire buoni».

Simone Regazzoni

Simone Regazzoni

Il filosofo pop Simone Regazzoni intende invece concentrarsi sulla retorica dell’immagine connessa al potere. «Che immagine ha il potere? – incalza il filosofo – Esiste un corpo fisico e un corpo politico. Non c’è potere senza la costituzione di un corpo politico, un’immagine, una sua messa in scena”. A questa costruzione dell’immagine del corpo politico contemporaneo, il filosofo arriverà tracciando un excursus che passa anche per il cinema del Terzo Reich e che evidenzia in maniera forte il legame tra il potere e la sua auto-rappresentazione.

 

 

 

 

 

 

 

Vignette sul ring

Vignette sul ring

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Lucrezia Ercoli, Ilaria Cozzaglio, Luca Boschi, Giulio Giorello

Lucrezia Ercoli, Ilaria Cozzaglio, Luca Boschi, Giulio Giorello

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