Maltempo da record, in un’ora
è caduta (quasi) l’acqua di un mese

MACERATA - La precipitazione che ha colpito diverse zone della provincia ha scaricato oltre 40 millimetri sul capoluogo, contro una media regionale che non supera i 65 in tutto l'arco del mese di giugno

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Piaggia Floriani

Piaggia Floriani, Macerata

La grandine a Sforzacosta

La grandine a Sforzacosta

di Filippo Ciccarelli

Più che un temporale, sembrava fossero state aperte le cateratte del cielo: ma, per fortuna, non era ancora giunto il momento del diluvio universale, anche se il nubifragio che ieri ha colpito Macerata e altre zone della provincia (leggi l’articolo) ci è andato vicino. La violenza e l’intensità della pioggia, a cui è seguita una vasta grandinata, hanno fatto seguito a una brutta settimana, dal punto vista meteorologico. La Protezione civile e i meteorologi avevano in effetti avvisato che l’ultimo periodo di giugno sarebbe stato bagnato, ma ieri l’intensità della precipitazione è stata davvero fuori dal comune.
“Il fenomeno è conosciuto, nubifragi del genere sono avvenuti anche a marzo e maggio, anche se non con questa violenza” spiega Redo Fusari, meteorologo dell’Osservatorio Geofisico Sperimentale di Macerata. “Di norma, durante l’inizio dell’estate, l’anticiclone delle Azzorre avanza dall’Atlantico al Mediterraneo. E ci copre dall’aria fresca da nord. Ma adesso l’anticiclone è “bloccato” all’altezza della vallata del Reno in Francia e su parte del mar Tirreno. L’aria fredda dal polo è venuta direttamente sull’Adriatico, oltrepassando le Alpi.  Queste irruzioni, quando si verificano, contrastano con l’ambiente tiepido-caldo nel Mediterraneo”.
Sono oltre 40 i millimetri di pioggia caduti sulla città di Macerata in appena un’ora: un valore altissimo, anche perché a giugno la media regionale delle precipitazioni non supera i 60-65 millimetri. Oltre a pioggia e grandine, nelle ultime ore sono stati molti i fulmini caduti, che hanno creato problemi anche alla circolazione dei treni: “Sono sempre le correnti ascensionali caldo umide e quelle di aria fredda che scendono e contrastano le responsabili – conclude Fusari – le molecole di vapore acqueo che salgono nell’atmosfera sono infatti elettrizzate. Quando salgono, si formano zone di alto e basso voltaggio, ed è probabile che l’elettricità venga scaricata a terra con i fulmini”.

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