La stagione della Filarmonica si chiude con la magia

RECENSIONI - Nell’allestimento curato dall’associazione «A passo di danza», in collaborazione con la Compagnia C.D.F.

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Lo Spaventapasseri, Dorothy e il Boscaiolo di Latta

Lo Spaventapasseri, Dorothy e il Boscaiolo di Latta

 

di Walter Cortella

A conclusione della stagione di prosa della Società Filarmonico-Drammatica di Macerata, un folto pubblico ha assistito nel Teatro di via Gramsci all’ultimo spettacolo, a  pochi giorni dalla chiusura dei locali per l’imminente pausa estiva. In scena Il mago di Oz, nell’allestimento curato dall’Associazione «A passo di danza», in collaborazione con la Compagnia C.D.F. Si tratta della versione teatrale ispirata al celebre romanzo omonimo di L. Frank Baum, dato alle stampe nel 1900 e da allora tradotto in numerose lingue. L’opera, adattata nel 1939 per il cinema, narra le fantastiche avventure di Dorothy, una bambina del Kansas, rapita col suo cagnolino Toto da un violento tornado e trasportata in un baleno nella fantastica terra dei Mastichini. La bimba, frastornata e disorientata, incontra subito la Strega Buona del Nord che le consiglia di recarsi dal mago di Oz, il solo capace con i suoi ultrapoteri di riportarla nel suo paese, dai suoi cari. Lungo il tragitto, protetta a sua insaputa delle portentose Scarpette rosse, dono della Strega, incontra tre singolari personaggi che la accompagnano nel periglioso viaggio. Ognuno di essi ha un buon motivo per incontrarsi col Mago di Oz: lo Spaventapasseri vuol chiedergli un cervello, il Boscaiolo di Latta un cuore e il Leone Codardo un po’ di coraggio. Ma il quartetto dovrà evitare gli insidiosi tranelli della perfida Strega Cattiva dell’Ovest che vuole vendicare la morte della sorella, la malvagia Strega dell’Est, e riprendersi le Scarpette rosse. Una volta giunti nella Città di Smeraldo, scoprono che il Mago non è altri che un vecchio ventriloquo del Nebraska, capitato nella terra di Oz a bordo di una mongolfiera, trascinata da un forte vento e costretta all’atterraggio in quella terra sconosciuta. Ma pur essendo un comune mortale, il Mago riesce ad esaudire con qualche artificio i desideri dei tre compagni di Dorothy. Per ricondurre la bambina a casa costruisce una nuova mongolfiera, ma ancora una volta il destino ha in serbo per lei una brutta sorpresa. Il Boscaiolo di Latta, con un maldestro colpo d’ascia, libera la mongolfiera che parte con il solo Mago a bordo. Dorothy, ormai disperata, chiede aiuto a Glinda, la Strega Buona del Sud. Nel suo palazzo, scopre che le Scarpette rosse che tiene ai piedi hanno il magico potere di portarla ovunque. Grazie ad esse, torna finalmente a casa, dove riabbraccia i suoi zii.

Cristian Ruiz

Cristian Ruiz

Parliamo ora dello spettacolo. Il mago di Oz nasce come saggio finale di un corso di musical tenuto presso la Scuola dell’Associazione «A passo di danza», ma fin da subito il suo Direttore Artistico, Cristian Ruiz, si rende conto che gli allievi «hanno stoffa», che possono fare qualcosa di buono e che dalla loro performance  può nascere un vero e proprio spettacolo. La sfida è esaltante. Bisogna lavorare sodo ma ciò non fa paura a nessuno. E alla fine il Mago di Oz, o meglio Cristian Ruiz, compie una vera magia: riesce ad amalgamare i componenti del cast, tutti elementi molto motivati e dotati di buone potenzialità. Ciascuno dà il meglio di sé, impegnandosi al massimo ed ecco che finalmente, dopo qualche mese di duro lavoro, Il Mago di Oz diventa una bella realtà. Lo spettacolo va in scena con soddisfazione di tutti. E non è da escludere che possa affrontare in autunno la nuova stagione teatrale. Chi è Cristian Ruiz? A dispetto del cognome esotico, è italianissimo, anzi è marchigiano, di San Benedetto del Tronto. Fin da bambino sente una forte attrazione per il teatro e quindi artisticamente nasce come attore. Diventa professionista ma, strada facendo, si appassiona alla danza e al canto, che studia con serietà. A questo punto fatalmente si fa sedurre dal musical, grazie al quale trova la definitiva consacrazione artistica. Il suo curriculum è ricchissimo, nonostante la giovane età. Nel breve arco di qualche stagione prende parte ai più prestigiosi musical: Grease, con Lorella Cuccarini, West Side Story, Rent, La febbre del sabato sera, La bella e la bestia, The last five years, Hairspray, Montecristo, Jesus Christ Superstar. Poi l’Associazione «A passo di danza» lo chiama per affidargli un corso proprio di musical.

Una scena dello spettacolo

Una scena dello spettacolo

Gli allievi lo seguono entusiasti e sotto la sua esperta guida, ciascuno entra immediatamente nel personaggio assegnatogli. E così Cecilia Franceschetti, protagonista assoluta della pièce, diventa una frizzante e graziosa Dorothy; Fabio Campetella è il Mago di Oz ma anche lo zio Henry e il professor Meraviglia; Daniela Treggiari la dolce Glinda, la Fata Buona del Nord; Laura Silvetti, una perfetta perfida Strega Cattiva dell’Ovest. Paola Cosimi, Filippo Micozzi e Ivana Silla sono le Scimmie Volanti, mentre Francesco Properzi, Stefano Cingolani ed Euro Guzzini sono insuperabili nel dare vita a Spaventapasseri, al Boscaiolo di Latta e al Leone Codardo. A completare il cast, un bel gruppetto di giovanissimi allievi della Scuola. Di grande effetto i coloratissimi costumi realizzati da Maria Sincini, mentre i suggestivi fondali sono di Andrea Scipione. Luci e suoni a cura di Antonello Ciampitti e Aldo Caldarelli. Il Mago di Oz è uno spettacolo per grandi e piccini perché è capace, con la magia propria del teatro, di lasciare grande spazio alla fantasia.

 

Laura Silvetti

Laura Silvetti

 

 


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