False spedizioni di alcolici
per frodare il fisco: due indagati

Secondo la procura l'importo dell'evasione sarebbe superiore al milione e mezzo di euro. L'indagine è nata dall'ufficio antifrode dell'Agenzia doganale di Civitanova, che ha scoperto come la merce venisse venduta in Italia e non all'estero

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Il tribunale di Macerata

Il tribunale di Macerata

di Gianluca Ginella

Oltre un milione di euro evasi sulle tasse degli alcolici: due persone sono indagate dalla procura di Macerata per truffa finalizzata all’evasione dell’accise e dell’Iva sugli alcolici. L’operazione nasce da una attività dell’ufficio antifrode dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Civitanova. E’ il gennaio del 2012 quando l’Agenzia decide di fare dei controlli relativi ad un carico di alcolici che era giunto a Civitanova per fare la bolletta di esportazione, arrivando da una distilleria di Pastorano, in provincia di Caserta e che in realtà doveva raggiungere Bari, dove era previsto l’imbarco del carico verso l’Albania. Un carico di alcolici (come vodka e gin) che, venduto all’estero, non era soggetto al pagamento di Iva e accise. In Italia, invece, si pagano 8 euro per ogni litro a 100 gradi, a scendere (se i gradi fossero 50 si pagherebbero 4 euro). Il fatto che il carico giungesse a Civitanova per fare l’esportazione era parsa una anomalia agli uomini dell’ufficio antifrode. Un giro che non aveva senso, perché poi da Civitanova il carico era previsto scendesse a Bari e da lì venisse esportato. Avevano così deciso di fare un pedinamento, scoprendo che la merce non andava a Bari, ma tornava a Pastorano o a San Giorgio a Cremano, dove aveva sede la società di trasporti che si occupava di portare il carico. Quattro le spedizioni che avevano fatto questo tragitto dalla Campania a Civitanova e ritorno. Perché in realtà le bottiglie non andavano all’estero, ma venivano rivendute a prezzi vantaggiosi e senza tasse in Italia. 28 in totale le false operazioni (24 a Bolzano), effettuate nel giro di 4 mesi, scoperte dai tre uomini in servizio all’ufficio antifrode dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Civitanova. Per un giro di evasione che si attesta a un milione e 636mila euro. Gli uomini dell’ufficio antifrode, coordinati dal Pm Claudio Rastrelli, hanno operato con pedinamenti e installando sistemi Gps sia sui rimorchi che sulle motrici dei trasporti. Alla fine, la brillante operazione, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Mattia Barletta, legale rappresentante della società Agro ambiente International srl, e Vincenzo Scala, amministratore della società Vst sas, la ditta con cui avvenivano i trasporti dei carichi di alcolici. Indagato era anche Ciro Esposito legale rappresentante di un’altra azienda coinvolta nell’indagine, la Mercogel Srl. Esposito è però stato assassinato il 9 novembre del 2012 nella faida di Scampia.


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