Spaccio a Pieve Torina,
la barista patteggia sei mesi

Era stata sorpresa a prelevare stupefacente da una piccola nicchia che si trovava in una cappellina

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montaggio pieve torina drogaPatteggia sei mesi, ed esce dagli arresti domiciliari, la barista Silvia Fronzi, finita in manette sabato (leggi l’articolo). Era stata sorpresa a prelevare stupefacente da una piccola nicchia che si trovava in una cappellina a Pieve Torina.

Si è svolta questa mattina la convalida dell’arresto e il processo per direttissima, al tribunale di Camerino, per la 30enne Silvia Fronzi, barista di Pieve Torina. Nel corso dell’udienza, i legali della giovane, gli avvocati Cristiano Elisei e Lidio Palumbo hanno insistito in particolare sul fatto che i quantitativi di droga non fossero destinati allo spaccio. Ma che si trattasse di una mera detenzione di stupefacente. Una tesi che è stata accolta sia dal Pm che dal giudice Domenico Potetti. Alla fine, per la detenzione dello stupefacente – e dunque non per spaccio –, la giovane barista ha patteggiato 6 mesi, pena sospesa, e 1.500 euro di multa. Il giudice ha anche riconosciuto l’attenuante della lieve entità. <Abbiamo dimostrato che la nostra cliente non è una spacciatrice e la droga non era destinata allo spaccio. Era mera detenzione. Non solo, il giudice ha anche disposto la restituzione dei mille euro sequestrati, perché provenivano non dallo spaccio ma dall’attività del bar dove lavora la mia cliente> dice l’avvocato Palumbo, soddisfatto per l’esito dell’udienza. Fronzi era finita in manette nel pomeriggio di sabato, dopo che i carabinieri della Compagnia di Camerino l’avevano sorpresa mentre prelevava stupefacente nascosto nella cappellina della Madonna, che si trova in località Gabbiano, a Pieve Torina. La giovane era finita agli arresti domiciliari. Da oggi è libera e potrà tornare al suo lavoro di barista.

(Gian. Gin.)


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