Nuove frontiere per le imprese
Macerata guarda a Marocco e Turchia
L'INCONTRO - In occasione della visita dell'ambasciatore Hakki Akiil, dispiegamento delle forze dell'ordine e manifestazione pacifica a favore della "democrazia in Turchia" organizzata da alcuni studenti dell'Università
di Erika Mariniello
(Foto di Lucrezia Benfatto)
Bastano solo sei giorni per aprire un’impresa in Turchia, contro una media Ocse di dodici. Un Paese con una mentalità giovane e imprenditoriale, moltissime piccole e medie industrie, che ha intrapreso la strada dell’informatizzazione, dove poter lavorare e vendere i prodotti marchigiani già conosciuti per la loro qualità. E’ questa l’analisi emersa dal convegno di studi “Marocco e Turchia, mercati e culture emergenti a confronto”, che si è tenuto in mattinata all’Università di Macerata e al quale hanno preso parte anche imprenditori marchigiani. Ospiti di rilievo, l’ambasciatore Hakki Akil e, nel pomeriggio, quello del Marocco Hassan Abouyoub.
«Questo importante incontro – ha commentato il rettore Luigi Lacchè – sancisce il rapporto tra i Paesi del Mediterraneo e la Regione Marche e, soprattutto, tra il nostro Ateneo e le due ambasciate”. “Ci troviamo agli angoli del medesimo bacino del Mediterraneo – ha detto l’ambasciatore turco Akil -. La diversità è la nostra forza. I diritti umani, la democrazia, la giustizia per tutti e l’aspirazione al benessere sono i nostri valori comuni». «L’attuale momento di crisi della Turchia – ha spiegato il senatore Paolo Amato, presidente dell’Associazione parlamentare di amicizia Italia-Turchia – è un fatto politico e da cui la democrazia Turca uscirà rafforzata. Non avalliamo equazioni troppo facili con la primavera araba, pur riservandoci di criticare gli eccessi. La Turchia è un grande Stato democratico, con una tensione tra la società musulmana e turca che preesiste alla costituzione della Repubblica».
Hanno partecipato all’incontro anche il direttore del Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e relazioni internazionali Francesco Adornato e il direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Ermanno Calzolaio, il vicepresidente di Confindustria Macerata Luca Guzzini, il console onorario Mauro Minestroni, Yasmina Sbihi dell’Agenzia marocchina per gli investimenti. Tra i relatori si segnalano gli interventi dell’ex Ambasciatore italiano in Turchia Carlo Marsili, oltre che di Paola Brunetti, Dirigente del Ministero dello Sviluppo economico. Hanno portato il proprio contributo anche Elisabetta Muscolo di Invitalia, Lorenzo Ascanio e Francesca Spigarelli dell’Università di Macerata. Hanno arricchito il dibattito i casi di imprese italiane operanti in Turchia e Marocco. Erano, infatti, presenti: Rolando Rossetti dell’Iscar, Pasquale Forte dell’Eldor, Vincenzo Gullà dell’Aditech Srl e Stelvio Lorenzetti dell’Eko Music Group.
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In occasione della visita in città dell’ambasciatore Hakki Akil presente in città e per sostenere il popolo turco, un piccolo gruppo di studenti stranieri dell’Università di Macerata, si è riunito in una manifestazione pacifica, organizzata in mattinata. Alcuni ragazzi dell’Ateneo di nazionalità turca, albanese, bielorussa, cinese, polacca, tedesca, ceca, rumena, svedese e italiana, hanno manifestato Piazza della Libertà, per un paio d’ore a partire dalle 13.30 di questa mattina.
La loro presenza, assolutamente pacifica, è stata un modo per esprimere solidarietà al popolo turco contro i continui attacchi alla democrazia da parte del Governo. Per l’arrivo dell’ambasciatore era stato comunque disposto un imponente servizio d’ordine che ha visto per tutta la giornata odierna la presenza di blindati delle forze dell’ordine in diversi punti del centro storico.
La causa del Parco Gezi di Istanbul, le proteste e i violenti scontri di questi giorni nel centro della città, rappresentano un punto di partenza per esprimere una rivolta generale contro i diritti umani e per esprimere la volontà collettiva di vivere in un paese democratico. “Resist Istanbul”, il motto dei ragazzi che questa mattina hanno voluto esprimere la vicinanza a chi, in questi giorni, sta lottando in prima persona contro ogni forma di violenza e manipolazione. “Stop violence”, “Solidarietà alla Turchia”: si legge sui cartelli degli studenti riuniti in Piazza della Libertà, messaggi di pace e sostegno al popolo turco che si aggiungono a quelli degli studenti di numerose altre nazionalità che hanno appoggiato l’iniziativa.
«Affinchè il sangue e gli sforzi di una potente nazione guidata, un tempo, da un grande uomo non vengano dissipati, Voi lottate nelle piazze e per le strade giovani turchi. Noi, da ogni parte del mondo, ci informiamo, diffondiamo e vi sosteniamo – ha detto Deny Savu studente proveniente dalla Romania».
«A tutta la gente di Macerata una possibilità di dimostrare la vostra consapevolezza e solidarietà nei confronti della disobbedienza civile che si sta svolgendo contro la repressione statale in Turchia. La democrazia consiste nella popolazione civile che la crea e la difende se è necessario. Condividiamo la causa della democrazia turca tramite la nostra dimostrazione di sostegno – afferma nel suo messaggio Mona Raubertochter, dalla Germania».



Che tenerezza mi fanno questi ragazzi!
Il regime islamico attualmente al potere in Turchia sta solamente attuando la “shari’a”. E poi, quando si tratta di fare affari, politici e imprenditori si turano il naso. Oggi fanno affari con il regime sanguinario di Pekino, come un tempo lo facevano con quello Nazista. Sempre quattrini sono… Quindi, smettiamola di fare gli ingenui.
A proposito, quand’è che facciamo una bella “primavera italiana” contro questa masnada di magnaccia politici che si articolano il potere tra correnti interne e tra maggioranze e opposizioni onde continuare a mangiare alla faccia del popolo italiano?
Da Macerata, nessuna risposta. Ormai, è una citta di zombi.
Ci aspettiamo qualcosa dal Movimento 5 Stelle?
Fino ad oggi c’è il totale “silenzio assenso” verso il Comune. Sembra che qualcuno si sia stancato di fare l’utile idiota del “signorsì, signor Grillo” e che, quindi, il Movimento di Macerata si sia spaccato in tre tronconi: padre, figlio e spirito santo. Ma, cosa ci potevamo aspettare dai grillini, quando sono maceratesi?
Speriamo che qualcuno faccia un meetup aggiornato e di lotta alla Casta di magnaccia.