A Macerata morire costa (ancora) troppo caro

Un anno dopo l'aumento del 500% delle tariffe per la sepoltura decisi dalla giunta nulla è cambiato, nonostante la bocciatura del consiglio comunale
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L'avvocato Andrea Marchiori

L’avvocato Andrea Marchiori

di Andrea Marchiori

Agli inizi del ’90 sul settimanale satirico “cuore” impazzava la classifica dei dieci motivi per cui valeva la pena vivere. L’amore, sentimento unisex, ebbe la meglio sull’altra cosa scritta elegantemente con la lettera G, sugli amici e su la fine di Andreotti. La nutella, partita bene, perse terreno anche per via de il lancio di Giuliano Ferrara su Bagdad e su la dichiarazione di guerra alla Svizzera.

Erano tempi in cui, nonostante tutto, si poteva sorridere.

Purtroppo il settimanale chiuse nel 1996, un presagio sulla deriva dell’humor. Noi maceratesi, a ben guardare, possiamo consolarci con “la rucola” ma soprattutto con un altro motivo per cui vale senz’altro la pena di sopravvivere: il costo della sepoltura.

La Giunta, con delibera 119/2012, ha infatti disposto l’adeguamento della tariffa per l’inumazione portandola da € 142 a 730, con un aumento quindi del 500%; alla faccia dell’adeguamento!

occhettoSi tenga anche conto che la delibera di Giunta e’ stata dotata di immediata esecutorietà, motivata dall’urgenza, così da sfuggire al termine dilatorio di entrata in vigore ed all’eventuale controllo di legittimità (si voleva forse evitare che nei dieci giorni di vacatio i soliti furbetti la facessero franca con soli 142 euro!?!).

I Consiglieri Lattanzi e Blanchi, con una mozione presentata nei giorni immediatamente successivi, invitavano l’Amministrazione a rivedere la nuova tariffa in ragione del fatto che il servizio aveva un obiettivo carattere sociale e, in un momento di crisi economica così accentuato, andava a colpire indistintamente tutti i cittadini.

A seguito della discussione, si formava una stravagante convergenza tra i due Consiglieri proponenti ed i gruppi di minoranza, mentre i Consiglieri di maggioranza, forse impegnati in gesti apotropaitici, si astenevano dall’alzare la mano, cosicché la mozione veniva approvata con soli cinque voti contrari, quelli del Sindaco di Mari, Menchi, Orazi e Ricotta.

Ad un anno dall’approvazione della mozione, però, nulla e’ cambiato.

perchè piangere due volteEd allora, augurandoci altri cent’anni di mozioni, vediamo quanto ci costerebbe una dignitosa sistemazione in via Pancalducci.

Per un loculo si va dai mille ai duemila euro a seconda della posizione, mentre risultano decisamente più abbordabili, ancorché scomodi, i colombari.

Come detto, il costo per l’inumazione (tecnicamente sepoltura in bara di legno leggera nella terra) e’ ora di € 730 mentre per la tumulazione (sepoltura in loculo o tomba di famiglia) la tariffa varia da 50 a 200 euro. Per il deposito del feretro in camera mortuaria si paga 85 euro per 24ore o frazione (così e’ scritto! Al Claudiani si risparmierebbero venticinque euro). Da segnalare però che il Comune offre gratuitamente il servizio di traslazione dei resti mortali e delle ceneri (mentre per la traslazione della salma il costo e’ di soli € 140), così da favorire il ricambio generazionale.

Il cimitero cittadino

Il cimitero cittadino

Ma al di là dei costi, dei dovuti scongiuri e dell’ironia, la questione politica che se ne ricava è sempre la medesima: quale concreta utilità svolge l’organo istituzionale del Consiglio comunale se la maggior parte degli ordini del giorno e mozioni non vengono approvate e quelle accolte vengono puntualmente disattese?

Quale dignità viene riservata ai Consiglieri che partecipano attivamente alla vita politica della città se, poi, le loro istanze vengono snobbate, anche quando sono rivolte direttamente a tutelare interessi generali dei cittadini?

La mozione dei Comunisti italiani era così faziosa da creare imbarazzo all’interno della maggioranza, tanto da essere approvata con i voti della minoranza?

Ho la sensazione che si è completamente perso il senso dei ruoli istituzionali, le prerogative degli organi di governo della città, il rispetto delle funzioni e, soprattutto, dell’elettorato attivo che tale viene considerato solo in prossimità delle votazioni.

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