Martini: “Inaccettabile il taglio dei posti letto a San Severino”
Martedì 16 aprile il Consiglio comunale aperto al teatro Italia sul futuro dell’ospedale
Il presidente del Consiglio comunale di San Severino Marche, Ostilio Beni, ha convocato per martedì prossimo (16 aprile), alle 17,30, presso il cinema teatro Italia una seduta aperta dell’assise settempedana. All’ordine del giorno del Consiglio aperto la proposta di riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera. “In queste ore – spiega il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini – si susseguono una serie di riunioni operative per discutere dell’ospedale Bartolomeo Eustachio, vorremo arrivare a sottoscrivere, al termine del Consiglio comunale aperto, un documento congiunto di tutte le forze politiche da inviare alla Regione ed ai vertici dell’Asur regionale”. Il primo cittadino di San Severino Marche, anche in qualità di presidente dell’Anci Marche, ha anche inviato una serie di missive all’autorità competente chiedendo “interventi seri e concreti per la salvaguardia dell’ospedale e dei diritti dei cittadini della Val Potenza”. All’assise di martedì 16 aprile saranno invitati anche il presidente della Regione e quello della Provincia, gli assessori, i consiglieri eletti a San Severino, i sindaci del territorio, il presidente della Comunità Montana. “L’Amministrazione comunale di San Severino Marche non può assolutamente accettare l’ipotesi in discussione – torna a tuonare il sindaco Martini – che contesta anzitutto per il metodo. Chi ha deciso i criteri per l’abbattimento dei posti letto che, di fatto, verrebbero dimezzati? – lamenta il primo cittadino, che sottolinea – Nessuno ha tenuto conto delle performances, della qualità del servizio, della mobilità che a San Severino è fra le più attive della regione. E non vi è certo sovrabbondanza di posti letto nel territorio della Val del Potenza visto il ridimensionamento totale ed assoluto degli altri presidi esistenti come quelli di Matelica, Treia e Recanati che, ormai, non hanno più dignità di ospedale ma sono stati convertiti in case della salute”.

Attenzione perché rischiate di finire come Tolentino, ed altri centri, privati dell’ospedale. Ora a Tolentino regna
il caos e il disservizio, mentre il personale è rimasto invariato, l’arroganza in aumento, e da pazienti utenti si
è divenuti, solo carne da macello.
E mentre nella porcilaia si studia il modo di fregare la gente, all’interno i tromboni non si sono privati di un
solo centesimo, continuano ad insaccocciarsi 15.000 euro al mese, e vari privilegi. Il popolo si deve rivolgere
alla caritas. Quello che ci rubano possano spnderlo proprio all’interno dell’ospedale. E pretendono di rappre
sentare la regione, questi rappresentano solo se stessi.