Palazzo Legato-Filati:
“Vicenda opaca, Carancini chiarisca”

MACERATA - I consiglieri Francesca D’Alessandro, Fabrizio Nascimbeni, Fabio Massimo Conti, Anna Menghi e Giorgio Ballesi tornano alla carica dopo l'interrogazione in Consiglio comunale
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Da sinistra Anna Menghi, Fabrizio Nascimbeni e Giorgio Ballesi

Da sinistra Anna Menghi, Fabrizio Nascimbeni e Giorgio Ballesi

Le risposte date dal sindaco Romano Carancini all’interrogazione della consigliera Francesca D’Alessandro (Macerata è nel cuore) su palazzo Legato – Filati di proprietà dell’Ircr (leggi l’articolo) non hanno accontentato i componenti delle liste civiche Francesca D’Alessandro, Fabrizio Nascimbeni, Fabio Massimo Conti, Anna Menghi e Giorgio Ballesi che tornano alla carica:

“L’interrogazione presentata all’ultimo Consiglio comunale su Palazzo Legato-Filati ha ricevuto delle risposte, da parte del Sindaco, che non ci sono sembrate chiare e sufficientemente esaustive. Dunque proviamo a riformularle nella speranza che, secondo i criteri di trasparenza frequentemente evocati anche durante il Consiglio comunale aperto proprio sull’Ircr, il Sindaco risponda pubblicamente in modo che i cittadini possano sapere come stanno realmente le cose su Palazzo Legato-Filati. I lavori del palazzo dovevano essere ultimati nel gennaio del 2009 dalla ditta Italappalti, che si era impegnata a realizzarli in cambio dei terreni su cui oggi ha costruito i palazzi in via Ghino Valenti. Per quel ritardo la ditta non ha mai pagato le penali contrattualmente previste. Il 17 giugno del 2011 è stata così sottoscritta una transazione tra l’Ircr e l’Italappalti, per definire nuovi accordi. Da tale transazione, che pare sia costata alle casse già esangui dell’Ircr 45.000 euro di parcella per l’avvocato che l’ha curata, si evince che l’Ircr rinuncia alle penali precedentemente maturate e al risarcimento del danno per il ritardo nel completamento dei lavori, ma concorda una nuova ultimazione dei lavori, prevista per il 31 agosto 2012, e contempla altre penali qualora non si rispetti il termine predetto, quantificati in 3.000 euro giornalieri. Il Sindaco, interrogato su tali questioni, ha risposto che i lavori non sono stati ultimati secondo l’atto di transazione e che per ciò che riguarda l’obbligo di pagamento delle penali, si sta valutando il da farsi. Onestamente non si è ben capito quando questi 27 alloggi, i cui proventi sarebbero necessari per l’Ircr e per gli anziani che ospita, saranno finalmente e definitivamente pronti e se ancora una volta sia stato eluso  l’obbligo contrattuale di un atto, costato tra l’altro svariate decine di migliaia di euro. Se la trasparenza e la chiarezza hanno una evidenza oggettiva, la vicenda della gestione dell’IRCR, casa di riposo di Macerata, oggi azienda pubblica dei servizi alla persona, presenta ancora diversi lati a dir poco opachi. Caro Sindaco, non avendoci di fatto risposto in Consiglio Comunale, la preghiamo di farlo pubblicamente, in risposta alle nostre sempre più rilevanti perplessità, affinché i cittadini sappiano esattamente come stanno le cose”.



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