Operazione “I signori della Coca”
Assolto dopo 10 anni Fabrizio Scagnoli

Il titolare de "Le 4 Porte", noto locale di Macerata, è stato ritenuto estraneo dai fatti dal giudice Giovanni Manzoni. Nove anni all'albanese A. R., vertice dello spaccio nei locali della movida maceratese e civitanovese

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Fabrizio Scagnoli

Fabrizio Scagnoli

 

AGGIORNAMENTO 23 novembre 2022 – L’albanese A. R. dopo la condanna in primo grado è stato poi assolto in appello (leggi l’articolo).

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di Laura Boccanera

Nove anni e l’espulsione dall’Italia per l’albanese A. R., cuspide dello spaccio nei locali della movida maceratese e civitanovese. Arriva a sentenza di primo grado, dopo un processo durato 10 anni l’operazione partita nel 2003 e denominata “I signori della Coca”, un vasto giro di spaccio con arresti in tutta Italia. Le indagini partirono infatti un decennio fa quando gli inquirenti iniziarono ad indagare sullo spaccio di sostanze stupefacenti in tutta Italia. Una branca dell’organizzazione aveva base proprio nel Maceratese (Montefano) e riforniva spacciatori minori e consumatori che orbitavano nel mondo dei locali notturni. Un largo giro di insospettabili del mondo del divertimento e professionisti. I locali della movida infatti furono al centro dell’indagine che nel 2003 portò al sequestro di oltre 2 chili di polvere bianca e che ha visto imputati, oltre ad A. R. (difeso dall’avvocato Antonio Renis) altri due suoi concittadini albanesi, Florian Asslani e Papa Enki e il maceratese Fabrizio Scagnoli, titolare del noto locale maceratese “Le quattro porte”.

Mentre A. R. è stato questa mattina condannato dal giudice del tribunale di Civitanova Giovanni Manzoni a 9 anni (6 anni e due mesi per il traffico di stupefacenti e 3 anni per il possesso di arma da fuoco) gli altri due imputati albanesi (Papa Enki, difeso da Roberto Meriggi e Florian Asslani, difeso da Massimiliano Cingolani) sono stati assolti.

Assolto perchè estraneo ai fatti anche Fabrizio Scagnoli: il giudice ha infatti ritenuto che non vi fossero elementi a suo carico. Nel 2006 all’interno del locale, nella notte di santo Stefano venne fatta una perquisizione che però diede esito negativo e anche le intercettazioni utilizzate durante le indagini hanno appurato l’estraneità dello Scagnoli, difeso dall’avvocato Luciano Pacioni, rispetto al capo di imputazione (la cessione ai fini di spaccio). L’operazione destò una vasta eco tanto da far tremare la Macerata “bene” e gli insospettabili assuntori di cocaina.


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