Barriere architettoniche, inadempienti
Macerata e gli altri capoluoghi

Il segretario di Ancona dell'Associazione Luca Coscioni ha scritto ai Comuni per conoscere la stato di attuazione delle normative in materia. La risposta è disarmante
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Barriere Architettonichedi Gabriele Censi

“In riferimento alla richiesta di accesso pervenuta… si comunica che presso questo Comune non esiste un piano di eliminazione delle barriere architettoniche”.  Firmato il dirigente dei Servizi Tecnici del Comune di Macerata, Dott.Ing Cesare Spuri. Questa la secca risposta ricevuta da Renato Biondini, il segretario della cellula di Ancona dell’Associazione Luca Coscioni  che ha scritto ai comuni capoluogo per conoscere la stato di attuazione delle normative in materia. Meno scarne e più articolate le altre risposte che trovate riprodotte sotto, ma nella sostanza nessun Comune ha adempiuto all’obbligo. Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro, Urbino  ammettono  la propria latitanza in tema di adozione  dei Piani Eliminazione delle Barriere Architettoniche, i Peba, obbligatori per legge da ben 25 anni. Tra i tanti interventi normativi che lo stato italiano ha adottato in questi decenni a tutela dei disabili,  la Legge 41 del 1986 obbliga infatti tutte le pubbliche amministrazioni ad adottare il PEBA (piano di eliminazione delle barriere architettoniche) e anche la Regione Marche ha recepito questi precetti con la legge 52 del 1990. E non sono ovviamente carenti solo le amministrazioni dei capoluoghi, ricorderete che dell’argomento ce ne siamo occupati anche nelle scorse settimane raccogliendo la testimonianza di una cittadina di Sarnano (guarda il video).

TAMBURI 0La lettera spedita dall’associazione risale allo scorso settembre e i Comuni hanno risposto dopo diversi solleciti nella maniera che abbiamo detto, ora la campagna diventa ancora più impegnativa e dalla “Luca Coscioni” dicono: “Noi  pretendiamo che  i comuni della Regione Marche adottino i PEBA in base alle due seguenti    motivazioni: La prima motivazione è di ordine generale e di rispetto della legge, poiché in uno stato moderno e civile, deve esserci uno stato di diritto, dove  lo Stato in primis inteso in senso lato comprendendo anche gli enti locali, deve  rispettare la legge e le regole che egli stesso ha emanato, noi riteniamo che il rispetto di questa regola sia  fondamentale per uno Stato democratico. Se non c’è, uno stato di diritto non ci sono diritti ma sopraffazioni, favori e privilegi.

biondini

Renato Biondini

La seconda motivazione riguarda specificatamente la difesa e il rispetto dei diritti delle persone diversamente abili, come prescritto innanzitutto dalla nostra Carta Costituzionale. Art. 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica,economica e sociale”;  Art. 3Tutti i cittadini hanno pari dignita’ sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione  di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.  Noi crediamo che in un paese civile, come l’Italia  si ritiene di essere, i diritti dei disabili oltre che essere difesi e sanciti dalle norme legislative devono essere tradotti in pratica e  materialmente applicati attraverso politiche che attuino i dettami previsti dalla legge.  Il rispetto di queste norme per la difesa dei diritti dei disabili, deve essere un obbligo morale per tutti,  tanto più uno stato si occupa dei diritti dei più “deboli” tanto più sarà un paese civile, democratico e rispettoso dei diritti di tutti. La mancata applicazione dei diritti dei disabili  lede la loro  dignità, offende la loro persona e li fa sentire realmente diversi, emarginati e cittadini di serie B, questo è inaccettabile!”

urbino

 

Pesaro

AscoliPiceno Fermo Macerata

Ancona

 

 



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