“Inceneritore Sacci, si spieghino i rischi”

Il Pdl di San Severino preoccupato per l'impatto ambientale dopo l'autorizzazione concessa dalla Regione

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SacciSulla vicenda dell’inceneritore del Cementificio Sacci (leggi l’articolo) riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Gilberto Chiodi a nome del Popolo della Libertà di San Severino: 

La Regione Marche con Decreto del Dirigente in materia Ambientale ha rilasciato l’Autorizzazione per l’ammodernamento dell’attuale Cementificio in località Gagliole e Castelraimondo consentendo la possibilità di procedere allo smaltimento di rifiuti non pericolosi con capacità superiore a 100 tonnellate al giorno. Appare evidente, che questa autorizzazione desta moltissima preoccupazione non fosse altro per tutto ciò che sta accadendo in questi giorni in altre parti d’Italia e ciò che è accaduto pochi mesi fa al Cosmari, con lo spegnimento dell’inceneritore. Si sottolinea inoltre, che detto provvedimento viene rilasciato dalla Regione Marche alla società Sacci s.p.a. in concordato preventivo, in ragione di una richiesta avanzata in data 29 aprile 2010, senza che il territorio ne fosse a conoscenza con gli ordinari e comuni mezzi di informazione. La situazione venutasi a creare sicuramente appare schizofrenica e lontana dalle esigenze del territorio che purtroppo si vede sempre più penalizzato, senza infrastrutture, senza vie di comunicazioni (basti ricordare il recente cordoglio per l’anniversario del Traforo del Cornello) e con impianti che potrebbero danneggiare la già vituperata vallata del Potenza e la nostra qualità di vita. Si aggiunga inoltre, che questa opera non avrebbe neanche una ricaduta sul territorio, visti anche i presidi sindacali attualmente in atto.

sciopero_sacci (3)Nell’atto istruttorio, tuttavia si leggono alcuni profili estremamente preoccupanti, quali la possibilità di deroga, in particolari fasi critiche, al rispetto dei valori limite previsti dall’AIA, oltre che i forni attualmente in uso hanno una vetustà di oltre 30 anni, quindi si ipotizzano dotati di tecnologie non attuali, inoltre, sembrerebbe possibile recuperare rifiuti non pericolosi, post operam, quali, tra gli altri  scorie provenienti dall’industria dei metalli, scorie di acciaieria, polvere di alluminia ecc…  Questa situazione, quindi preoccupa e visto il tam tam che sta circolando, si richiedono formali spiegazioni per avere chiaro l’eventuale “rischio ambientale” che si corre e quali sono gli impatti che avrà sul territorio.”


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