Coppia di ladri svaligia La Rotonda
Immortalati dalle telecamere degli chalet

PORTO RECANATI - Dallo stabilimento sono stati sottratti attrezzi da lavoro ma anche luci, casse audio, una televisione per un bottino complessivo di circa 5mila euro. I ladri hanno poi cercato di introdursi anche nel vicino balneare, Masaya, portando via però solo pochi spiccioli
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Enzo Pandolfi

Enzo Pandolfi

Trova il magazzino aperto e poi scopre che i ladri erano stati dentro il suo chalet di Porto Recanati. Brutta sorpresa per il titolare dello storico chalet La Rotonda, all’estremo sud della costa portorecanatese: sono sparite nella notte di lunedì, verso le 2.30, le apparecchiature elettroniche, un televisore costoso e tanti piccoli attrezzi da lavoro. Enzo Pandolfi in mattinata aveva  notato che il lucchetto del magazzino vicino al suo balneare non c’era, aveva controllato all’interno ma tutto sembrava in ordine e poi aveva verificato attorno al ristorante chiuso dopo l’estate. “La porta era senza il lucchetto, ma dentro c’era solo una vecchia saldatrice che era spostata e non gli ho dato peso. Intanto” racconta Pandolfi “sono andato verso lo stabilimento balneare deciso a chiamare i miei figli per chiedere loro se erano stati qui a lavorare e se avevano lasciato aperto il magazzino”. Nel frattempo, lungo il breve tragitto, il bagnino ha dato uno sguardo in giro, notando alcune palline colorate sparpagliate per la spiaggia verso lo chalet Masaya, poco più a nord. “A quel punto ho pensato che i ladri erano stati dai colleghi e li ho avvertiti con una telefonata, realizzando che la stessa cosa poteva essere successa anche a me” spiega il ristoratore di lungo corso “ho sentito la mia famiglia e mi hanno

Lo Chalet La Rotonda

Lo Chalet La Rotonda

confermato che nessuno era stato qui. Ho controllato meglio il magazzino e il ristorante insieme a loro, scoprendo poi che mancavano tv, attrezzi e altre cose di valore”. Dal magazzino, infatti, erano scomparsi il trapano, i frullini e altri attrezzi ma anche una borsa. Dentro il ristorante, invece, Pandolfi ha trovato i fili dell’allarme staccati ma nessuna porta forzata e ha immaginato anche da dove erano passati i ladri. “Sono saliti sul tetto e sono entrati da una porta che c’è sopra per poi scendere attraverso una scaletta a chiocciola, hanno staccato i contatti e poi hanno rovistato e portato via tv, casse audio, luci psichedeliche e hanno poi percorso la strada inversa per andarsene”. A conti fatti, tra gli attrezzi, la televisione pagata a suo tempo 1.600 euro, l’impianto audio e le luci, i ladri si sono portati via almeno 5.000 euro di materiali. Il tutto sotto gli occhi delle telecamere di alcuni privati. Dai filmati di alcuni suoi colleghi che hanno le telecamere esterne, infatti, si vede un furgone che verso le 2,35 percorre quella strada senza uscita. Da un’altra telecamera, invece, verso le 3 si vedono due persone che si dirigono a piedi al sottopasso che collega la strada chiusa con la statale Adriatica, davanti l’Hotel Regina, con un pesante sacco sicuramente con gli attrezzi all’interno,  mentre

Lo stabilimento Masaya

Lo stabilimento Masaya

verso le 3.30 i due lo riattraversano portandosi via la televisione. Stessa sorte è toccata allo chalet Masaya dove però i ladri hanno solo asportato e spaccato un gioco per bambini con all’interno le palline colorate che Pandolfi aveva visto in spiaggia e magari una manciata di spiccioli, probabilmente danneggiando anche qualche vetrata durante l’uscita. All’inizio di via delle Nazioni, all’altezza della discoteca Green Leaves e l’incrocio con via Salvo D’Acquisto, una telecamera del Comune potrebbe anch’essa aver immortalato quel furgone, ma sembra che non sia in funzione.

(Redazione CM)



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