Direttiva Bolkenstein, disappunto dei balneari
“In Spagna e Portogallo rinnovi a 70 anni”
Claudio Pini, coordinatore regionale del Sib, commenta così la mini proroga decisa dal Senato
Ha il sapore del contentino e non soddisfa la direttiva Bolkenstein, che prevede una mini proroga di 5 anni per le concessioni demaniali marittime, che slittano dal 2015 al 2020, come deciso dalla commissione Bilancio del Senato. “Se pensiamo che in Spagna e in Portogallo hanno accordato rinnovi automatici a 70 anni! Comunque, meglio di niente anche perché abbiamo avuto rassicurazione che di sarà una proroga anche per le concessioni portuali e in questi cinque anni speriamo ci sia la possibilità di lavorare per escludere le imprese balneari dalla direttiva Bolkestein” commenta Claudio Pini, coordinatore regionale del Sib, il sindacato italiano balneari: 2 mila imprese, 15 mila addetti. In questi mesi ha ‘asfaltato’ la strada per Roma, facendo avanti e dietro per seguire da vicino i lavori del Governo e delle commissioni parlamentari rispetto al parere della Commissione Europea, contraria a proroghe e ferma sulla decisione di un’asta pubblica delle concessioni. Per quanto ottenuto Pini ha qualche ringraziamento da fare: “intanto al presidente della Regione Gianmario Spacca che ci e’ stato accanto e ci ha sempre messo la faccia, e poi a Mario Ruggini e Pietro Talarico, responsabili per la Regione dei settori turismo e commercio. Tutti hanno dimostrato di tenere alla difesa di una tipicità marchigiana, e italiana, che e’ quella delle imprese balneari”.
Solo la libera concorrenza stimola investimenti e innovazione.
Le premetto, sig. Francesco Vitolo, che sto parlando pro domo mea, perché sono un piccolo imprenditore Balneare di Civitanova Marche.
Leggo il suo commento, peraltro molto chiaro e quindi immagino che lei abbia un’idea ben precisa sul concetto di libera concorrenza.
A questo punto allora mi piacerebbe chiederle:
Secondo lei cosa dovrebbe cambiare dopo aver mandato a casa 30.000 aziende balneari e averle sostituite con altrettante aziende della stesso tipologia?
IPOTESI PER ASSURDO. Se nel comune dove abita lei, supponiamo che ci siano 5 bar pasticceria. Il sindaco (con poteri speciali che gli sono stati dati dall’alto) fa un’ordinanza ed espropria i bar rimborsando i proprietari con una cifra stabilita per legge. Rimette immediatamente all’incanto tutti e cinque i bar con asta aperta a tutti, inclusi i vecchi proprietari. I bar vengono tutti e 5 assegnati a nuovi e in parte ai vecchi proprietari.
Cosa è cambiato per i consumatori? (a mio avviso ben poco, però mi dica lei.)
Invece quale e quanto potere si è trovato in mano il sindaco del suo paese durante il periodo di queste fantomatiche aste dei bar?
Sig Vitolo mi creda noi balneari anche umanamente, siamo in grandissima difficoltà, perché come tutti siamo preda di questa questa opprimente e terribile congiuntura. Perdipiù ci troviamo anche a dover fronteggiare questa legge europea e la quasi totale assenza di normativa del governo, che ci lascia completamente al buio senza possibilità di gestire adeguatamente le attività e le passività dei nostri esercizi commerciali.
Ritornando all’esempio dei BAR.
I balneari italiani devono ringraziare la Camera e il Senato della repubblica che sono stati il “bravo Sindaco”, che non ha approfittato delle legge per espropriare rivendere (con tutto il potere che ne consegue) ma ha voluto con forza prorogare di 5 anni in attesa di una normativa, chiara, completa e condivisa che tuteli i cittadini, il turismo, gli investimenti e se permette anche i balneari e rispettive famiglie.
Egregio sig. Scarpetta, Io vorrei aprire una attivita’ come la sua come posso fare? Senza dover pagare, una licenza 800.000/ 1.000.000 di euro, cifre chieste a Civitanova per rilevare una piccola attivita’ balneare come la sua!!! Nel vostro settore non c’e’ liberta’ d’impresa, siete diventati una casta di privilegiati altro che storie. E finisco qui.
@ scarpetta
L’esempio che lei fa, sui bar, è fuorviante in quanto incompleto…
Il Sindaco NON espropria proprio nulla in quanto la proprietà dei bar è pubblica ed è stata data in affitto (a prezzi al mq ridicoli, mi dicono) ai baristi che, come ogni affittuario, ha fatto delle migliorie tese ad incrementare i suoi utili…
Non è la materia che genera il pensiero, è il pensiero che genera la materia. (Giordano Bruno “quello vero”)
Egregio Giordano Bruno “de le zone nostre”.
Se lei ha il vivo pensiero di entrare materialmente in possesso di uno stabilimento balneare, altrettanto materialmente venga a trovarmi e penserò io ad accompagnarla in associazione balneari dove normalmente hanno qualche info sugli chalet in vendita nel comprensorio, anche a cifre ben più basse di quelle da lei nominate tanto per riempire la pagina.
Se invece lei vuole fare l’affare o và cercando un’attività da rilevare a gratis ha sbagliato posto ora e lo sbaglierà anche quando ci saranno le aste.
Infatti le indicazioni all’applicazione della direttiva bolkenstein prevederanno certamente il rimborso della struttura e del valore dell’attività agli attuali concessionari..
Ma poi lei avrà voglia di investire poco o tanto che sia, sapendo che in 6-10 anni la sua attività andrà all’asta?
Il terzultimo, il penultimo e l’ultimo anno di attività prima dell’asta quanti investimenti farà e quanti clienti si impegnerà a portare nel suo balneare, sapendo che questo le verrà rimborsato per legge e non per il reale valore commerciale.?
Gianfranco Cerasi. guardi la seguo sempre nei suoi commenti e le dico che avrei veramente piacere di conoscerla.
Le sue opinioni a volte le condivido a volte no. Ma sinceramente ammiro la sua costanza nel voler buttare sassi in cosi tanti stagni. Complimenti e se passa per Civitanova mi contatti cosi se ha piacere anche lei, prendiamo un caffè insieme e facciamo una chiacchierata.Tornando alla sua risposta.Il suo commento stavolta tocca un argomento parecchio “burocraticizzato” e purtroppo la devo correggere perché quello che le hanno detto è decisamente inesatto.Il motivo è che spesso come in questo caso, si fa confusione tra la spiaggia che è del demanio e l’azienda che c’è sopra che invece è assolutamente di proprietà del privato.
Quindi
– Il balneare non è in affitto ma è in concessione.- A questo punto il concessionario, visto che non stiamo parlando più di affittuario, dicevo il concessionario è il legittimo proprietario della propria azienda anche se questa è situata su un terreno demaniale.Di fatto caro Cerasi, senza l’intervento del legislatore, a noi Famiglie di balneari verranno espropriate le aziende per merito di una legge europea scritta da una commissione presieduta da un economista e petroliere olandese tale Frits Bolkenstein.
Ora lei potrà anche guardare con superficialità alle nostre vicende e considerarle dei semplici fatti personali o una stortura tutta italiana.
Le assicuro però, che il settore balneare è una tipicità o peculiarità tutta italiana come il formaggio di fossa, come la pizza o come il Rosso Conero.
Basti pensare a tutta la cinematografia o letteratura in materia. Se lo ricorda quanto era simpatico Gassman in spiaggia ne Il Sorpasso e quanti altri film o libri hanno trattato il tema vacanze al mare.
Ecco questa è la tipicità italiana sulla quale si basa il lavoro di circa 30.000 aziende dirette, più le aziende di indotto, più le azienda che che lavorano nel circuito che il turismo balneare crea.
Mettere mano a questo settore non può essere fatto con leggerezza, perché nonostante le nostre bellissime città d’arte le straordinarie montagne, il balneare rimane settore saldamente al primo posto nei risultati dell’offerta turistica italia.
Per quello che concerne i costi a carico dei concessionari, non dia retta a facili qualunquismi.
Come le dicevo prima, noi non siamo affittuari bensì concessionari.
Il concessionario oltre pagamento del canone demaniale, oneri accessori e apertura di fidejussioni ad esso collegati è anche tenuto ad una serie di obblighi, il servizio di salvataggio, ici, imu e tarsu, lavori di mantenimento dell’arenile, eventi straordinari come le recenti mareggiate etc etc etc.
Combinate ai costi che tutte le aziende hanno, queste voci in costante aumento rendono la gestione finanziaria di uno stabilimento balneare attività assolutamente non semplice.
La visione non reale che il pubblico ha nei confronti dei balneari e distorta dal fatto che il pubblico (in quanto tale) va al mare tutto insieme e quindi vede tutte le spiagge piene, senza considerare che gli altri 320/330 giorni all’anno il pubblico non c’è ma il tassametro dello stabilimento balneare per il gestore corre ugualmente.
Se poi vogliamo basare tutti i nostri ragionamenti basandoci sulle vicende di 50/100 spiagge italiane che hanno la fortuna di esistere su dei luoghi meraviglia del mondo allora il discorso potrebbe essere diverso. Ma si tratta di poche spiagge e ben diverse dalla quasi totalità del litorale affidato ai concessionari.
Si sa che non è un esproprio ma un’asta pubblica alla quale gli attuali concessionari possono partecipare. Essendo area in concessione demaniale sarebbe giusto così. Oppure la acquistate come ha fatto qualcuno. Un discorso che vale per tutte le attività, dai taxi ai notai. E vale anche per l’ area portuale in cui i capannoni dovrebbero essere destinati ad attività effettivamente produttive, e non mi pare che sia così.
Enzo Sampa
Carissimo anche lei commenta riportando dei dati poco precisi.
Taxi e notai. La questione non è paragonabile perché a loro è stato paventato la liberalizzazione delle licenze. Quindi nessuno toccherà il loro taxi o il loro timbro ma piuttosto potrebbero ritrovarsi con più concorrenti sul mercato.
Nel nostro caso invece andrà all’asta la concessione della spiaggia che nelle nostre aziende è l’oggetto sociale dell’impresa. Quindi se perdiamo l’asta l’impresa chiude e viene sostituita da altra impresa.
Quindi le confermo senza timore di alcuna smentita che nel caso dei balneari, in assenza di adeguata normativa che tuteli il settore ed i singoli imprenditori, si tratta di un’esproprio bello e buono.
Per quanto riguarda invece la partecipazione alle aste, il mio balneare l’ho già comperato qualche anno fà, sto pagando le rate del mutuo e annualmente faccio degli investimenti per innovazione e abbellimenti.
Secondo la sua teoria, dove dovrei cercare le risorse per ricomprare ancora una volta il mio stabilimento balneare?
Ma una domanda mi preme farle, si fosse trattato della sua azienda e del suo lavoro avrebbe ragionato cosi?
@ marco scarpetta
Ha ragione la porzione di spiaggia è demaniale, quindi in concessione e non in affitto.
Ma la sostanza del ragionamento non mi sembra che cambi.
Le strutture che voi ci avete costruito sopra (i cui costi dobrebbero essere ammortizzabili, e strutture che hanno reso utili: bar, ristoranti, ecc.) avrebbero dovuto essere amovibili per cui, a scandenza, avreste dovuto “sbaraccare” e restituire la porzione di spiaggia così come l’avevate trovata (cioè vuota)….
(quindi teoricametne non vi esporpriano nulla)
… Ma queste cose già le sapevate all’atto della concessione….
Inoltre nella concessione, mi sembra, ci fossero obblighi che avete sottoscritto (eventuali costi aggiuntivi: salvataggio, pulizia arenile, ecc) ed ci sono altre eventuali -successive- tasse che con la concessione nulla c’entrano (se non c’è il ristorantino l’IMU non la pagate)
Per quanto riguarda gli eventi “eccezionali” (mareggiate, ecc.) questi, mi sembrano, rientrino nella casualità propria che ad ogni imprenditore può capitare: ed è un rischio da correre che, credo, possa rientrare nei “rischi d’impresa”…Se mi crolla la fabbrica per un terremoto o una tromba d’aria io sono nella sua stessa identica situazione in cui la mareggiata le ha distrutto il ristorante
Ma appunto perchè, come dice lei, il problema è molto complesso non si può certo liquidare con 2 battute e semmai si dovrebbe trovare una soluzione complessiva partendo dalla possibilità di rifondere (meno la parte ammortizzata ovviamente) eventuali strutture che verrebberro “perse” in caso di asta fino ad arrivare ad una vera liberalizzazione senza lacci e lacciuoli amministrativi…
Per quanto riguarda il caffè sarò ben lieto di venirlo a prendere e fare 2 chiacchiere, per approfondire l’argomento e per, eventualmente, tornare sui miei passi se le sue argomentazioni mi convincano….
Cerasi non è che io voglia insistere sulla questione giusto per lo sport di contraddirla.
Però le concessioni riguardano tutta l’area e nessuna porzione è in affitto.
Quindi cortesemente eviti di snocciolarmi gli obblighi dei concessionari perche questo è un tema che lei non conosceva (pensava fossimo degli affittuari e quindi non avessimo pagato neanche l’imu)e glielo fatto presente io nel mio commento precedente.
Comunque, all’atto della concessione c’erano obblighi di rimovibilità che sono stati soddisfatti in pieno, i pochi scorretti che non lo ho fatto ne hanno pagato le conseguenze con atti che sono arrivati fino alla acquisizione delle struttura da parte del demanio.
Per ultimo è inutile che le dica che quando abbiamo sottoscritto, la legge dello stato diceva che la concessione sarebbe stata rinnovata a noi. Con questi spirito i balneari italiani hanno negli anni fatto miliardi di euro di investimenti su aree demaniali. Però poi sono state cambiate le carte in tavola.
Per il resto direi che possiamo parlarne a voce perché non mi va di starle a raccontare che le mareggiate arrivano più spesso del terremoto e della mareggiata nella sua fabbrica.
Morale, sono contento che lei controbatta perché tra l’altro mi da modo di dire punti di vista che chi non è interessato non conosce. Però come le dicevo questo è un settore ad alto contenuto burocratico a che starne a disquisire cosi puntigliosamente.
Dal mio punto di vista la morale è: i balneari stanno perdendo il lavoro, i risparmi di una vita e francamente anche la dignità perché essere chiamato casta (mentre la realtà è che lavoro e studio da quando avevo 13anni) non fà piacere affatto.
Il suo commento sembra essere “vi sta bene cosi”. non pensa di essere un pò duro?
@ scarpetta
Se Tizio prende in concessione una porzione di spiaggia e non prevede che (stando a pochi metri dal mare) vi possano essere delle mareggiate (che potrebbero danneggiare le strutture) mi sembra che questo sia un imprenditore con molta approssimazione…
Stesso discorso vale per chi va a costruire a 2 metri dai fiumi e poi si lamenta se c’è un inondazione….
Che negli anni vi siano stati miliardi di investimenti su aree demaniali non ci piove, ma tali investimenti hanno prodotto utili, mi pare.
Se poi sono stati fatti investimenti in strutture “fisse”, ben sapendo che dovevano essere amovibili, adesso non credo che ci si possa lamentare.
Per quanto riguarda cambiare le carte in tavole (concessioni da rinnovare agli stessi concessionari) ha perfettamente ragione.
Ma non è la prima volta che cambiano le leggi e non comprendo perchè tutte le altre volte che una legge è cambiata, coloro che sono stati svantaggiati dal cambio della legge, devono prendersela in saccoccia ed invece voi quasi pretendete di avere un percorso privilegiato….
Non comprendo perchè dovete perdere i guadagni di una vita: se gentilmente potrebbe essere più chiaro; così come potrebbe gentilmente farmi sapere all’anno quanto costa 1 metro quadro di concessione???
Facciamo cosi Cerasi. Mi dica lei come dovrebbe essere a suo avviso uno stabilimento balneare quando saranno attuate le concessioni con aste ogni 6 anni.
@ marco scarpetta
Non mi sembra che abbia risposta alla mia precedente gentile richiesta
Le risposte le avevo già scritte, tutte nei miei precedenti commenti.
Inclusa la risposta alla sua “argutissima” domanda sul prezzo al mq.
Per sintetizzarle e usando il suo modo di esprimersi le direi che al mq paghiamo ed abbiamo sempre pagato quanto ci è stato richiesto dallo stato.
Ma questa faciloneria non fà parte del settore balneare dove gli oneri per un concessionario non sono solo di carattere economico.
Comunque se veramente è interessato e se ha ancora dubbi venga a trovarmi che avrò sincero piacere di spiegarle a voce e farle vedere come funzionano queste strutture . Un caro saluto
La differenza per i consumatori sta nel fatto che la concorrenza non è data solamente dal numero di attività commerciali ma anche dal comportamento che tali persone tengono.
La spiaggia è demaniale, concessa a dei privati che dovrebbero installare delle strutture provvisorie, inventarsi delle attività ludiche e/o gastronomiche, mantenere il luogo in condizioni rispettose delle caratteristiche naturali, far pagare ai clienti un prezzo adeguato per l’utilizzo di quanto l’imprenditore balneare ha inventato e manutenuto.
Oggi abbiamo questo? Secondo me, in alcuni casi sì ed in alcuni casi no.
Personalmente, la concessione sessennale dovrebbe essere un’occasione per trovare il migliore soggetto in grado di realizzare quanto sopra, per controllare che il soggetto detentore della concessione abbia rispettato i propri limiti e che non vi siano accordi tra imprenditori vòlti a formare un cartello.
Di nuovo, personalmente, non trovo nulla di sbagliato nel rinnovare la concessione all’imprenditore che abbia rispettato, innovato, manutenuto, intrapreso con successo. Non di meno, la concessione va sicuramente riassegnata quando risulti chiaro come l’imprenditore non abbia rispettato nulla.