Proseguono le manifestazioni a difesa dell’ospedale di San Severino
Diverse le richieste del comitato per la difesa e la tutela del nosocomio
Sabato 20 e lunedì 22 ottobre il Comitato per la difesa e la tutela dell’ospedale “Bartolomeo Eustachio” di San Severino ha portato avanti la sua protesta e ha informato la cittadinanza della grave situazione in cui si trova l’ospedale. Il Comitato ha chiesto che venga indetto quanto prima il concorso per le nomine dei posti rimasti vacanti nel reparto di pediatria, attualmente con un solo medico; che torni alla normalità il CUP (accettazione), con il ripristino del personale necessario a garantire un regolare svolgimento dei lavori, così da evitare le lunghe file e i notevoli disagi agli utenti e agli operatori; che vengano mantenuti il pronto soccorso, il laboratorio analisi, la chirurgia e gli altri reparti del nostro nosocomio.
Il comitato si oppone ad ogni eventuale decisione della direzione dell’Area Vasta n°3, che porterebbe ad un ridimensionamento dell’ospedale “Bartolomeo Eustachio”.

Una porcata dietro l’altra, si fa in modo di mantenere in vita ospedali che sono una camera mortuaria, e si
tenta di eliminare ciò che funziona, accorgendosi poi che chi prende di queste decsioni, ragiona con i
piedi anziché con il cervello. Una massa di cointeressati, che in un modo o nell’altro, partecipanpo al banchetto
dei ladri, di cui questo stato nelle sue varie espressioni è ripieno.
E vengo a S.Severino uno degli ospedali che funzionano, e dove i sanitari sanno veramente cosa è la loro profes
sione. Frequento spesso questo ospedale, per un motivo preciso, dove risiedo una radiografia si aspetta 3 mesi
una mammografia anche un anno, non parliamo poi di altri esami, si fa in tempo prima a morire.
Non è raro che con queste motivazioni mi è capitato anche di incontrare, altra gente da fuori, più che soddisfat
ta del trattamento ricevuto in questo ospedale.
Ma le cose in questo maledetto paese vanno cosi, se c’è qualcosa che funziona si deve distruggere, se non
altro per i capricci di qualche trombone, incapace, imbroglione, e parassita a tempo pieno.
Vale la pena di lottare perché l’ospedale non sia minimamente toccato. Bisogna ribellarsi.