Macerata è nel cuore:
“Cultura? Non per le scuole”
Francesca D’Alessandro interviene sulla chiusura della Mostra a Palazzo Buonaccorsi
Da Francesca D’Alessandro, capogruppo in Consiglio comunale di “Macerata è nel cuore”, riceviamo:
“La mostra “ Violetta, Carmen e Mimì”, ha chiuso domenica 30 settembre i battenti. Una mostra inaugurata il 14 luglio scorso, che ha riscosso un gran successo con oltre tre mila visitatori, viene chiusa proprio quando l’attività scolastica è appena ricominciata. E’ inutile pensare di inserirsi in circuiti di respiro nazionale come Federculture, che apparentemente danno lustro e visibilità alla nostra cittadina, se l’Amministrazione è così miope nel riconoscere e gestire le proprie risorse locali! Sarebbe stato molto importante e utile coinvolgere le scolaresche nel percorso della mostra, sia per continuare ad avvicinare le nuove generazioni all’opera lirica, sia per appassionarle alla nostra affascinante storia locale. Alcuni quadri della nostra Pinacoteca, che sono finalmente riemersi dalle tombe degli archivi per vedere la luce del meraviglioso palazzo Buonaccorsi, sono stati restituiti ai legittimi proprietari: i maceratesi, i quali avevano quasi dimenticato di avere un tale prestigioso patrimonio. Ma è durato poco questo incanto, troppo poco, considerato che la mostra non è stata neppure così economica: 70.000 euro circa è costato quest’evento estivo! Con tutte queste risorse investite, gran parte delle casse comunali e con il contributo della Regione, della Camera di commercio e della Provincia, ci si sarebbe aspettati una durata sicuramente maggiore, per lo meno fino a Natale se non addirittura fino al termine delle lezioni scolastiche, quindi a ridosso della prossima stagione lirica.
La cultura è importantissima e degna di essere oggetto di investimenti e della massima attenzione, per i mille risvolti economici, culturali e sociali che ha, ma proprio per questo non può essere gestita con questa leggerezza. Settantamila euro sono tanti, soprattutto di questi tempi e soprattutto perché si è trattata di una mostra fatta con opere locali, della nostra stessa Pinacoteca! E’ inutile quindi pensare di essere virtuosi in campo culturale perché si aderisce ad associazioni come Federculture, come è successo in uno degli ultimi Consigli comunali. L’ambito culturale di questa città, come tanti altri ambiti, ha bisogno di risposte concrete e di gestioni efficienti. La realtà è che Palazzo Buonaccorsi è praticamente ancora vuoto, la Pinacoteca non è fruibile, del Museo del Risorgimento non si ha più notizia, non c’è dialogo con altre realtà museali cittadine come Palazzo Ricci o la Diocesi con cui si potrebbero creare gestioni congiunte per abbattere i costi, il Museo di storia naturale è praticamente abbandonato a se stesso. La cultura a Macerata, come d’altronde in tutta Italia, potrebbe essere uno snodo sociale ed economico fondamentale, ma se non si danno alle parole un risvolto pratico, saremo costretti ancora ad illuderci di essere importanti perché Associazioni nazionali, come Federcultura, ci fanno la “cortesia” di essere loro associati, a pagamento s’intende!”


Il Palazzo è davvero bello, ho avuto occasione di vederlo all’interno per un matrimonio di amici. In generale, penso che la cultura, se fatta bene, dia ottimi risultati. Nello scorso weekend ho avuto modo di andare a Ferrara per il Festival di “Internazionale”, manifestazione a cui collaborano anche l’Università e il Comune. Non è stato semplice trovare un posto per dormire (l’ho trovato solamente perché una persona ha disdetto all’ultimo). Risultato: alberghi pieni e ristoranti stracolmi. Da “noi” (inteso come Basse Marche) perché non si verifica tutto ciò? C’è la stagione lirica allo Sferisterio, ma oltre a quello? L’Università ha portato avanti anche iniziative interessanti come “un giornalista al mese” però mi è sembrata relativamente “sola” (correggetemi se sbaglio, magari ricordo male). In generale mi chiedevo: perché non proporre eventi culturali così da poter dare respiro anche ad albergatori, ristoratori ecc…? Penso al Festival di “Internazionale” appunto, al Festival del giornalismo di Perugia, all’Internet Festival di Pisa (anche questo svoltosi in questo weekend). Le persone per ciò che interessa loro si muovono. A Ferrara praticamente tutti i posti (b&b, ristoranti ecc…) applicavano lo sconto del 10% con una carta del Festival. Insomma, con un po’ di buona volontà tutto si fa. Loro erano reduci da prenotazioni cancellate per via del terremoto, eppure hanno cercato di riprendersi sfruttando al massimo le loro risorse…
Ottimo articolo.
La ricchezza che abbiamo la fortuna di avere nel nostro territorio non è sufficientemente valorizzata. Quanti maceratesi sanno dell’esistenza di così tanto materiale storico/artistico proprio nella nostra provincia? L’arte non è soltanto quella dei grandi maestri, anzi, il patrimonio artistico più importante e affascinante è proprio quello a livello locale… Quello davanti al quale passiamo tutti i giorni senza mai accorgerci del suo valore.
Invece di partecipare a grandi mostre o a visite in musei famosi, impieghiamo la metà della spesa e del nostro tempo per informarci sulla cultura maceratese, guadagnando sicuramente il doppio in soddisfazione e gratificazione.
Triste verità,brava Francesca!
Escludendo dal discorso “Popsophia” (mi è tornato in mente ora) che ha un suo richiamo. Capisco che ci sono dei costi (alti) da sostenere, però se c’è un ritorno…Macerata potrebbe metter su qualcosa seguendo questa falsariga lasciando aperti musei e palazzi…
A Macerata abbiamo la cultura de magnà.
L’articolo afferma che il costo della mostra in questione ammonta a 70000 euro. Messa così, stupisce anche noi, associazione culturale che ha allestito una mostra a maggio, sempre a palazzo Buonaccorsi, di un importante pittore italiano. La notizia è fondata? Ci piacerebbe che qualcuno degli organizzatori confermasse o (meglio) smentisse.