Presenze in calo al Micam
La sorpresa arriva dalla Spagna
ECONOMIA - La più importante fiera della calzatura vive una flessione dei visitatori (-4%). La Cina si conferma un mercato in forte espansione, ed il prossimo aprile la kermesse milanese si terrà anche a Shangai
di Filippo Ciccarelli
Non è tanto il calo dei visitatori al Micam, quasi del 4% rispetto al valore di settembre 2011, a spaventare gli imprenditori del settore calzaturiero, quanto le crescenti difficoltà dello scenario economico e politico dell’Italia. In parole povere, quelle aziende che riescono ad esportare avranno margini di crescita e profitto. Viceversa, chi punta sulle tasche – sempre più leggere – degli italiani, vivrà alcune difficoltà “almeno per le prossime tre stagioni” secondo quanto dichiarato da Claudio Scocco, imprenditore e componente del consiglio direttivo Anci.
“Nessuno di noi si aspettava grandi cose da quest’edizione del Micam, viste le difficoltà del momento” spiega Remo Ciccioli, Presidente della sezione calzature di Confindustria Macerata “ci siamo subito resi conto del calo di italiani. Meno curiosi, certo, ma anche piccoli negozianti che a Milano non vengono più. Qualche calo di presenze anche dall’est europeo, ma la scorsa settimana c’è stata una fiera a Mosca e ce ne sarà un’altra importante tra tre settimane; la vera sorpresa è rappresentata dagli
spagnoli, che hanno effettuato anche numerosi ordini- Il mercato più effervescente, comunque, si conferma quello cinese, la Cina è un Paese enorme e basterebbe che aumentasse del 10% l’acquisto delle calzature per risollevare in modo decisivo la situazione delle imprese”.
Effettivamente la Cina compra ed apprezza la qualità del made in Italy, che è soprattutto Made in Marche quando si parla di calzature: al Micam su 973 aziende italiane presenti, 280 sono marchigiane e di queste quasi 100 della provincia di Macerata. Nel periodo da gennaio-maggio 2012 l’export verso la Cina ha raggiunto i 53 milioni di euro; il valore e la quantità di calzature esportate, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, è cresciuto rispettivamente del 76.4% e del 42.5%, un balzo incomparabile rispetto alle variazioni – pur lusinghiere – fatte registrare dagli altri Paesi. In un mercato sempre più dagli occhi a mandorla è importante la novità di portare il Micam a Shangai, nel cuore economico della Cina; la fiera calzaturiera sarà presente nel paese del Dragone dal 9 all’11 aprile 2013, e l’obiettivo è quello di portare almeno 500 aziende italiane nella città più popolosa del mondo.
La Francia rimane il principale partner per le aziende calzaturiere italiane, che nei primi 5 mesi dell’anno hanno fatto affari per 495 milioni di euro. Seguono Germania (354 milioni), Stati Uniti (283 milioni) e Svizzera (253 milioni). La Russia viene subito dopo e si conferma comunque in crescita rispetto ai valori del 2011.
Nei primi 5 mesi del 2012 il decremento della produzione ha toccato il 10% al livello generale, ma c’è stato un aumento dell’export pari 4% in valore. Significa che il prezzo medio della calzatura aumenta. Il mercato richiede sempre più calzature di fascia più alta. Dati significativi per un paese in cui l’80% della produzione è destinata all’estero; sono soprattutto i modelli per donna che tirano il mercato: “L’uomo sembra essere scomparso” scherza – ma non troppo – Ciccioli “l’unica eccezione è rappresentata dalla Cina, dove si vendono più calzature per lui che per lei. Anche il prodotto per bambini rimane su livelli bassi”. Per competere su una realtà sempre più internazionale, la sezione maceratese della Confindustria ha realizzato una serie di iniziative di aiuto agli imprenditori. “Abbiamo i desk in India, Cina e Russia” afferma Carlo Cipriani “e numerose attività formative: già l’anno scorso è stato attivata la Fondazione per l’istruzione tecnica superiore con l’indirizzo calzature e moda che coinvolge, con due corsi biennali, l’Itc Corridoni di Civitanova e l’Itis Montani di Fermo. Oltre a ciò ci sono i percorsi formativi e di affiancamento di impresa competitiva; il prossimo appuntamento è previsto per lunedì prossimo e verterà sulla gestione della forza vendita”.
(Foto Cronache Maceratesi – Vietata la riproduzione)




Occorre attuare politiche di salvaguardia dell’industria calzaturiera principalmente attraverso al re-introduzione di dazi doganali in quanto mai le aziende marchigiane potranno competere con chi ha costi di manodopera 10 volte inferiori.
Per quanto riguarda il rilancio dell’economia interna occorre recuperare la sovranita’ monetaria, in quanto l’attuale sistema di emissione della moneta e cioe’ a debito tendera’ solo ed esclusivamente ad impoverire la gente anche se i raccolti agricoli fossero molto performanti ed i magazzini delle industrie fossero piene di beni.
A riguardo consiglio la lettura di Euroschiavi :
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__euroschiavi.php