Al vaglio della Polizia il “tesoro” di Poccioni
Si indaga sulla provenienza degli oggetti
MACERATA - Quadri, stampe,arredi sacri e monili di grande valore nella casa-museo del pittore trovato morto
di Alessandra Pierini
Quadri, stampe,arredi sacri e monili: la casa di Roberto Poccioni, il 73enne maceratese, trovato morto lo scorso 1 settembre (leggi l’articolo) diventa ogni giorno che passa una fucina di sorprese. L’artista maceratese, trovato cadavere in casa dopo almeno sei mesi dal decesso, custodiva nella sua palazzina cielo terra in via Leopardi un vero e proprio museo composto da numerosissimi pezzi, alcuni dei quali di assoluto valore che farebbero gola ai migliori antiquari. La Polizia di Macerata aveva sequestrato nei giorni scorsi l’abitazione per repertare i tanti oggetti contenuti. Questa mattina, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Macerata, insieme al personale dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona e alla Polizia Scientifica, sono tornati ancora una volta in via Leopardi per un nuovo sopralluogo.
Tanti gli interrogativi che ruotano, infatti, intorno agli oggetti conservati accuratamente da Poccioni. Uno su tutti: in che modo l’artista maceratese è entrato in possesso di questi pezzi? Forse li acquistava per poi rivenderli? Con quali persone era in contatto? Li conservava per il semplice piacere di possederli? La dubbia provenienza degli oggetti ha indotto la magistratura a porre l’abitazione sotto sequestro, anche per questioni legate alla successione dei beni di Poccioni che, a questo punto, avrebbero un valore decisamente elevato. Gli inquirenti dovranno ora accertare la provenienza di tutto il materiale contenuto all’interno della casa-museo. Verrà quindi inventariato e sottoposto a tutti gli approfondimenti e accertamenti del caso. Il pittore viveva da solo dal 2003, quando è scomparsa la mamma, e, secondo il medico legale era morto da almeno sei mesi, anche se il tassista che lo accompagnava a fare la spesa dichiara di averlo incontrato alla fine di giugno (leggi l’articolo).
(Foto Cronache Maceratesi – Vietata la riproduzione)






