Non rispondeva da giorni
Anziano trovato morto in casa
RECANATI - La vittima è un 76enne di origine rumena
di Mauro Nardi
E’ stato il cattivo odore proveniente dall’appartamento ad insospettire i vicini di casa che hanno lanciato l’allarme. Ilie Maca, romeno di 76 anni, era infatti deceduto da almeno dieci giorni e giaceva nel suo letto circondato dalle poche cose di valore che aveva collezionato in vita. Il rinvenimento è avvenuto questa mattina in un piccolo appartamento di vicolo Giacometti a Recanati, una via caratteristica che si affaccia sul centralissimo corso Persiani. Ilie viveva da solo e andava avanti con i pochi euro della pensione. La morte lo ha colto nel sonno piu’ di una settimana fa, secondo i sanitari del 118 giunti sul posto unitamente ai Carabinieri e ai Vigili Urbani. Si è richiesto anche l’intervento dei Vigili del Fuoco di Macerata per sfondare la porta della sua abitazione, pochi metri quadrati arredate di misere cose. Maca Ilie si era trasferito da molto tempo nella città della poesia e del bel canto dopo aver abitato a Roma, alloggiando in conventi e case di accoglienza. A chi lo incrociava raccontava spesso della sua vita, della passione per la scrittura e dei personaggi famosi incontrati e frequentati nella capitale. Maca Ilie era dunque un volto noto in paese, così come erano di dominio pubblico i suoi problemi di salute e sopratutto economici, tanto che le spese del funerale saranno a carico delle autorità.

Un tempo, quando i rioni erano abitati da generazioni dalle stesse famiglie, dove tutti si conoscevano, dove c’era un controllo costante sugli avvenimenti, dove tutti si facevano gli affari di tutti, dove c’era solidarietà, e così via, non si sarebbero aspettati giorni per accorgersi dal puzzo che in quell’appartamento qualcosa non andava. Al di là della morte improvvisa, ricordo che bastava un urlo, una richiesta di aiuto e tutti accorrevano. Ricordo che le famiglie più abbienti del rione non dimenticavano di accendere i focolari dei più poveri e di dare sostentamento ai più bisognosi.
Poi, con il miracolo economico, con la lotta di classe, con i diritti, molti, e i doveri, pochi, venne la febbre del denaro e degli agi. La gente se ne andò dai rioni. Si fecero meno figli… Oggi, siamo diventati solo dei numeri nella solitudine, degli schiavi del potere, degli ingranaggi che ti tengono fino a che tu funzioni. Poi, non sei più nulla in quanto improduttivo.
Televisione, telefonini, computer, Internet, blog, twietter ed altre diavolerie, ti tengono aggiornato e in contatto in tempo presente. Ma non eliminano la solitudine, non riempiono di cose importanti… Forse, aumentano la tua “conoscenza”. Ma, a cosa serve la “gnosi” senza Amore?
Il romeno è morto solo… Ha chiesto aiuto? Non si è reso conto di morire? Se realmente era un uomo dei “sogni”, forse avrà sognato di non essere più solo, forse sarà stato inondato di “luce”, forse avrà udito una “voce” che gli diceva “vieni, figlio, tra le mie braccia e addormentati nella pace.”