Mobili attacca la maggioranza:
“Niente partecipazione, solo divisione di posti”

CIVITANOVA - Malumori per le nomine in partecipate e commissioni

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di Laura Boccanera

“La partecipazione tanto sbandierata da Corvatta è solo a parole”. L’opposizione attacca all’indomani del consiglio comunale (leggi l’articolo) e Massimo Mobili, ex sindaco commenta quanto successo ieri sera in aula, biasimando gli emendamenti e le votazioni per le commissioni.
“E’ evidente che a sinistra c’è una fame di posti da parte di alcuni consiglieri che devono essere accontentati, abbiamo chiesto e voluto la modifica del regolamento per il quale un consigliere può partecipare fino a 2 commissioni – dice Mobili – invece la nostra proposta che prevedeva la ripartizione di 3 commissioni da 3 componenti e 3 da 5 è stata bocciata, probabilmente non riescono ad accontentare tutti. In più – continua Mobili – avevamo richiesto di votare l’azzeramento del gettone di presenza e anche questo non è stato accettato”.

Altro punto sottolineato dalla minoranza è sulle nomine per le partecipate e per le commissioni  (quella dell’Atac dovrebbe avvenire fra venerdì e lunedì e con tutta probabilità sarà Sergio Cognigni a rivestire il ruolo di presidente ndr). Con un emendamento presentato dal Pd e dal movimento 5 stelle si proponeva di escludere dai nominabili  parenti fino al terzo grado di sindaco e assessori. L’opposizione propone invece di allargare anche ai parenti dei consiglieri il veto sulla nomina: “ma la proposta nostra non passa, e si trova come scusa quella che allargare anche ai parenti dei consiglieri avrebbe allargato troppo la selezione. Viene da pensare – prosegue Mobili – che qualche consigliere insoddisfatto sia stato tacitato con la promessa di qualche posto, alla faccia di parentopoli, se il buongiorno si vede dal mattino. Comunque aspettiamo le nomine per vedere se qualche parente entra in commissione per bloccare i mal di pancia interni”.

Intanto anche le associazioni di Civitanova (No al cavalcavia, Cultura legalità progresso e Gruppo generazione anni 80) condividono i malumori e alcune scelte politiche, biasimando “la sudditanza alla spartizione politica vecchio stile” usata per le nomine, ma si dichiarano ancora fiduciose in Corvatta: “il timone della città veniva preso dopo un ventennio di egemonia della destra e la governabilità immediata doveva essere garantita anche a costo di alcuni sacrifici che a tanti di noi non sono piaciuti e non piacciono – scrivono – attenzione però a non buttare via il bambino con l’acqua sporca perchè è evidente un lavoro di destabilizzazione che non deriva solo dalle giuste rivendicazioni di Rogani e di alcuni esponenti del Pd, ma che affonda le sue radici in vecchi conti da saldare e rancori personali. Le associazioni non guardano con favore a questa spettacolarizzazione dei problemi, ma la città che ha votato Corvatta ha ancora fiducia in lui, non diamo la possibilità a quella destra che ben conosciamo di riallungare le mani sulla città”.


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