Casa di riposo di Loro Piceno
Vietato l’accesso alla Cisl

Il sindacato denuncia l'impossibilità per la delegata Laura Raccosta di partecipare ad una riunione con i lavoratori. Il segretario Tamagnini: "Violato lo statuto dei lavoratori"

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Marco Ferracuti

Dalla Cisl Macerata riceviamo un comunicato in merito alla vicenda della Casa di Riposo di Loro Piceno, di cui ci siamo occupati anche lo scorso dicembre (leggi l’articolo):

“Dopo l’amaro Natale delle  lavoratrici della Cooperativa che ha l’appalto alla Casa di riposo comunale di Loro Piceno, la doccia gelata.
Venerdì sera alle 20.30, le lavoratrici erano invitate a partecipare all’assemblea sindacale, regolarmente indetta dalla Cisl Fp di Macerata. Ma Laura Raccosta non ha varcato la soglia della struttura: infatti, le operatrici in servizio hanno riferito di avere avuto l’ordine dalla Cooperativa INSIEME di non permettere a nessuno di accedere. Data la gravità di quanto stava accadendo, la sindacalista non ha potuto far altro che chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
Marco Ferracuti, Segretario generale della Cisl di Macerata esprime solidarietà alle lavoratrici cui è stato negato un fondamentale diritto  e garantisce che il sindacato fornirà  la tutela necessaria.  E’ inammissibile che nel settore socio-assistenziale gli Enti pubblici bandiscano gare di appalto al massimo ribasso, esponendo lavoratori ed utenti a sfruttamento e sciacallaggio.
“Chiediamo” aggiunge Ferracuti “che tutte le Pubbliche amministrazioni applichino i principi contenuti nell’atto di indirizzo in materia di condizioni di lavoro negli appalti, strumento di civiltà che protegge sia le lavoratrici e lavoratori, che i fruitori dei servizi, persone vulnerabili che meritano la massima attenzione e rispetto”.
Secondo Sistino Tamagnini, Segretario generale della Cisl Fp, “quanto è successo costituisce una violazione dello Statuto dei Lavoratori, è nostro dovere reagire interessando l’autorità giudiziaria, che stabilirà se ricorrono gli estremi della condotta antisindacale”.
Purtroppo i nostri ripetuti interventi a tutela delle lavoratrici, non hanno “sensibilizzato” affatto l’Amministrazione comunale che gestisce la struttura. Non vogliamo credere che il divieto di svolgere l’assemblea possa essere riconducibile ad una nostra richiesta, a tutt’oggi senza risposta, al Sindaco, indirizzata per conoscenza alla Procura della Repubblica ed ai NAS, di chiarimenti sulla somministrazione dei farmaci in struttura”.


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