BCC di Recanati e Colmurano
Elezioni al veleno
Nella serata di sabato si conoscerà il nome del nuovo presidente dell'istituto di credito. Sfida a due tra Alberto Nicoli e Gerardo Pizzirusso
di Stefano Palanca
Domani sera (sabato) si conoscerà il nome del nuovo presidente della Bcc di Recanati dopo un’aspra battaglia che dura da circa 9 mesi.
L’assemblea dei soci, comunque, in programma nella sede dell’ex Bocciofila recanatese, aprirà i lavori, poi le votazioni. I circa 3000 soci saranno chiamati a eleggere il nuovo numero uno tra l’attuale presidente Alberto Niccoli, che a settembre scorso prese il posto del dimissionario Giacomo Regnicolo, e Gerardo Pizzirusso.
Da una parte, infatti, il presidente voluto in quanto ex professore di materie economiche. Dall’altra l’avvocato portorecanatese Pizzirusso, sostenuto ora dal Comitato per la tutela dei soci che conterebbe oltre 400 voti di quanti si sono apertamente iscritti al gruppo. Il problema di incomunicabilità tra Niccoli e i suoi soci si era subito manifestato tanto che si era costituito proprio il Comitato dell’avvocato Marco Lorenzini.
Sui due candidati, comunque, l’ombra dell’ex di turno Regnicolo c’è sempre stata. In questo periodo di campagna elettorale, poi, è stato spesso tirato in ballo in merito alle verifiche della Banca d’Italia durante la sua gestione e il bilancio del 2010 in perdita di 13milioni 700mila euro.Cosa che al portorecanatese non è andata certo giù. “La crisi si stava facendo sentire. Sono stato io a chiedere i controlli alla Banca d’Italia e avviare
la ristrutturazione” sottolinea Regnicolo “molte aziende che avevano dei fidi con noi stavano soffrendo: la stessa Banca d’Italia non si era preoccupata di alcune situazioni ma noi le abbiamo risolte”. I dati, poi, parlerebbero chiaro: già nel 2011 le scelte di Regnicolo avevano dato i frutti e la banca era andata in attivo. Conclude infatti il portorecanatese: “A marzo avevamo 583mila euro di utile e a giugno 717mila euro. Frutti che continuano oggi come testimoniano le note all’ultimo bilancio che parlano di quella ristrutturazione”. All’assemblea dei soci in cui i presenti esprimeranno il loro voto ci sarà anche l’ex presidente che, pur non parteggiando per nessuno, si toglierà forse altri sassolini dalle scarpe.


Prima di tutto diamo i numeri corretti.
La perdita di esercizio “effettiva” del’anno 2010 non è stata di 13 milioni 700 Mila euro ma di oltre 25 milioni. Questo è il risultato del 2010, poiché ai 13,7 milioni devono essere aggiunti circa 5 milioni di imposte anticipate ( che tecnicamente riducono il risultato netto) e circa 6 milioni di perdite su titoli che sempre tecnicamente non vanno contabilizzati a conto economico, ma vengono spesati nel patrimonio netto .
Quindi – 25 milioni ( 13,7 + 5 + 6) è stato il risultato della gestione precedente, che seppur si è trovata nel bel mezzo di una congiuntura sfavorevole, probabilmente ci ha messo molto del suo deliberando affidamenti e finanziamenti a soggetti scarsamente meritori dal punto di vista creditizio. Ecco la causa delle ingenti perdite.
Adesso vi voglio raccontare una storia di pura fantasia….ed i cui riferimenti a fatti o persone ė da considerare puramente casuale.
Stante questa situazione appena descritta, un anno fa è stato rinnovato l’intero CDA, ad eccezione di 2 componenti dello stesso (l’ ex Presidente ed un altro consigliere di Recanati) che a distanza di qualche mese si sono dovuti dimettere, sembra su richiesta di Banca d’Italia.
È stata quindi cercata una persona di elevato spessore professionale e morale a cui è stato chiesto di prendere la guida dell’istituto che risponde alla figura del prof. Niccoli, il quale ha accettato ponendo una sola condizione: auto riduzione del suo compenso del 50% rispetto al suo predecessore ( passando quindi da 80 Mila euro a 40 Mila euro annui)
La banca a causa di questo squilibrio patrimoniale è costretta a richiedere un prestito subordinato garantito dal fondo di garanzia della federazione delle BCC.
La situazione non è affatto semplice tanto che il fondo di garanzia sembra voler chiedere una clausola di gradimento sui futuri Organi di Governance. È come dire ti faccio un prestito solo se conosco e mi fido di chi gestirà la Banca nei prossimi anni e non dilapiderà nuovamente il patrimonio , che in questo caso ti ho dato in prestito.
All’orizzonte si profilano “potenziali”responsabilità in capo ai vecchi consiglieri e sindaci.
Che fare allora?
Idea, si può dare incarico a qualcuno, magari un legale, di guidare una cordata che si contrappone a quella del Prof. Niccoli , la quale in caso di vittoria possa garantire i vecchi consiglieri e sindaci che non venga avviata alcuna azione sociale di responsabilità per “mala gestio”.
Queste potrebbero essere le nobili motivazioni che portano questa cordata a contrapporsi a quella del prof. Niccoli ….
Se poi il capo cordata è il legale fiduciario del precedente presidente e consiglio ….tutto appare molto più chiaro.
In tutto ciò qualcuno sta giocando con la raccolta delle deleghe per la partecipazione all’assemblea e sembra preoccuparsi molto poco del bene della banca e del personale che ci lavora.
Ma questa che vi raccontato è solo una storia di pura fantasia che solo casualmente potrebbe corrispondere ad una situazione di vita reale o già vissuta…..