Le “Nature narranti” di Sirio Bellucci a San Severino

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siriobellucci11-300x199La sala degli Stemmi del Municipio di San Severino Marche ospita, fino al 10 giugno prossimo, la mostra dal titolo “Nature narranti”, omaggio all’opera dell’artista marchigiano Sirio Bellucci. L’evento, promosso dall’assessorato comunale alla Cultura, propone una “pittura di narrazione – come spiega il curatore dell’esposizione, Massimo De Nardo, che sottolinea – Si tratta di racconti nei quali è certo predominante la figura umana, ma dove non è lei la protagonista. Le voci narranti provengono dalle cose, dalla natura. Queste “cose” hanno forma di carri con gigantesche ruote di pietra, di biciclette circensi, di pagliai costruiti come architetture sacre, di animali domestici con sembianze mitologiche. È comunque la figura umana a dare il ritmo alla narrazione. Sono “figurette” in abbozzi anatomici, risolte con pennellate rapide. In ogni scena l’evento è in pieno sviluppo. Sta a noi prenderne un senso, un significato o una direzione. A volte, Sirio Bellucci sfiora il surreale, ma senza essere onirico. La sua pittura è più di memorie che di inconsci. Per questo ne siamo ancora più coinvolti. La forza di queste rappresentazioni sta nella ritualità, che è grandiosa, volutamente eccessiva, a tratti didascalica. La narrazione pittorica di Bellucci – aggiunge De Nardo – è complessa, ma poi si dipana in capitoli la cui sintassi suggerisce uno stile realistico allegorico. Forse è la stessa tecnica degli antichi cantastorie. In un’epoca in cui la ritualità si celebra nelle autostrade e negli ipermercati – conclude il curatore della mostra – queste storie sono davvero fuori dall’ordinario. Straordinarie, appunto”.

L’esposizione resterà aperta tutti i giorni secondo i seguenti orari: il mattino dal lunedì al sabato dalle 9,30 alle 14, la domenica dalle 10 alle 13. Il pomeriggio dal venerdì alla domenica dalle 16,30 alle 19,30.

siriobellucci2-229x300Sirio Bellucci è uno degli artisti più originali di questi ultimi decenni. È stato uno dei protagonisti dell’arte concettuale. Alla fine degli anni Settanta ha recuperato una pittura espressionista e simbolista e, per certi versi, ha anticipato quella che poi saràla Transavanguardia. EnzoCucchi e Sandro Chia, esponenti di spicco di questa corrente neo-figurativa, hanno voluto sottolineare la loro stima e il loro apprezzamento incontrando Bellucci nel suo studio di Belvedere di Fabriano, località nella quale Bellucci si è “ritirato” da qualche anno visto che prima viveva a Macerata. Dalla pittura materica e gestuale, che non esclude del tutto la rappresentazione, il maestro è passato poi al Concettuale. Alla fine degli anni Novanta è poi però ritornato alla pittura, onirica, simbolica. Nella sua opera ci racconta memorie, ma anche utopie. E le utopie, si sa, fanno parte del futuro. Bellucci da qualche tempo riattraversa la sua origine (le colline alte e solitarie di Belvedere, vicino a Fabriano) e ne ricava una pittura corposa e anche veloce, meditata e anche improvvisata, arcaica e anche contemporanea. Sicuramente una pittura riconoscibile per un “suo” stile.


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