Commissione d’Inchiesta su Montarice?
Il sindaco: “E’ solo una perdita di tempo”

PORTO RECANATI - Il centro sinistra torna alla carica sulla zona Peep 3 e sulle “apparenti incongruenze fra il tenore di vita condotto dai soci prenotatari ed il possesso dei requisiti soggettivi richiesti dal regolamento”. Rosalba Ubaldi: "Gli organi addetti ai controlli già ci sono"

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Lorenzo Riccetti, capogruppo in Consiglio comunale di Uniti per Porto Recanati

 

di Stefano Palanca

Uniti per Porto Recanati (Upp) chiede l’istituzione di una Commissione Consiliare Speciale d’Inchiesta sulla zona di edilizia convenzionata di Montarice ma il sindaco risponde che non è necessaria. A quasi sei mesi di distanza dal polverone alzato dall’Upp e dal Pd di Porto Recanati, il centro sinistra torna alla carica sulla zona Peep 3 e sulle “apparenti incongruenze fra il tenore di vita condotte dai soci prenotatari ed il possesso dei requisiti soggettivi richiesti dal regolamento” come è scritto sulla mozione protocollata lunedì. Il sindaco Rosalba Ubaldi, che non si è scomposto troppo dopo aver chiarito la situazione a suo tempo, parla di una “perdita di tempo” perché gli organi addetti ai controlli già ci sono.

Era il novembre del 2011 quando il Capogruppo in consiglio comunale Lorenzo Riccetti aveva denunciato con una nota stampa che alcune persone “abbienti” risultavano iscritte alle cooperative della zona Peep3 della collina di Montarice per edilizia convenzionata. A seguirlo negli attacchi, poi, ci aveva pensato anche il Pd portorecanatese. Tra le persone considerate “possidenti” c’era anche il vice sindaco Javier Pagano, considerato figlio di una famiglia benestante, che aveva subito spiegato la sua posizione. Si cominciò a parlare di quell’area nel 2005 e il vice sindaco 26enne all’epoca lavorava come operaio, poi risultò richiedente nel 2007 e in regola coi requisiti in quanto entro i canoni di reddito previsti, ma era uscito dalla lista dei prenotatari poco dopo.

 

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Alcune abitazioni in edilizia popolare sulla collina di montarice

L’avvocato Riccetti, dopo quel periodo di attacchi e i successivi chiarimenti da parte del primo cittadino e del suo vice, ha chiesto di fare chiarezza con la mozione urgente (21 maggio 2012) firmata anche dai consiglieri Maria Grazia Pantone, Loredana Zoppi, Giuliano Paccamiccio e Pierluigi Maggini. Nelle due pagine consegnate negli uffici comunali, infatti, Upp si appella agli articoli 10 e 12 dello Statuto Comunale in cui proprio i consiglieri possono richiedere la costituzione di commissioni straordinarie su questioni rilevanti. I consiglieri di opposizione, poi, sono stati spinti anche da altre motivazioni a partire dalla scoperta di un “esposto alla Procura della Repubblica di Macerata nel quale venivano lamentate presunte violazioni edilizie del quale non è dato sapere l’esito”. A questo si aggiungono, sempre secondo i consiglieri di Upp, “segnalazioni di situazioni in cui le metrature e i capitolati non sarebbero quelli propri di un’edilizia economica e popolare”, “il mancato aggiornamento delle liste dei soci prenotatari”, “appartamenti che risultavano abitati nonostante non fossero ancora stati rilasciati i certificati di agibilità in apparente violazione con il regolamento Peep3”. Lo scopo della commissione: accertare in 90 giorni le eventuali incongruenze depositando una relazione.

 

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Il sindaco Rosalba Ubaldi

Il sindaco rimanda, si fa per dire, al mittente la proposta e le accuse: “Una commissione straordinaria non è necessaria perché c’è già chi si occupa dei controlli: per le irregolarità tecniche c’è l’ufficio tecnico mentre per eventuali dati falsati c’è la Guardia di Finanza”. Sulla questione dei controlli fatti dagli stessi consiglieri di opposizione e sull’esposto presente in Procura il primo cittadino parla chiaro: “Non abbiamo negato a Uniti per Porto Recanati di visionare la documentazione e non la neghiamo a quegli enti preposti che vogliono fare dei controlli sulle condizioni dei vari richiedenti di alloggio. Aggiungo che ci sono stati dei controlli e le problematiche uscite sono state risolte. L’esposto, poi, è proprio la prova che ci sono organi competenti che valutano le irregolarità. La richiesta non ha dunque valenza”.


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