Vendita di terreni non edificabili
Il Comune dovrà pagare 110 mila euro

PIORACO - I lotti venduti a tre cittadini erano soggetti al vincolo della Sovrintendenza

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Pioraco dall'alto (Foto di Guido Picchio)

Il giudice onorario Alfredo Vita, del tribunale di Camerino, ha condannato il Comune di Pioraco a pagare 110 mila euro, tra risarcimento danni e spese legali, a tre cittadini che hanno adito una causa civile contro l’ente, per il grave inadempimento contrattuale venutosi a determinare, in seguito alla mancata possibilità di costruire nei due lotti di terreno edificabile, da loro acquistati nel 2000 in località San Rocco. Andrea Pugnotti, Giorgio Capesciotti e Roberta Santalucia hanno visto accolte le loro ragioni, assistiti dagli avvocati Maurizio Benvenuto ed Alessandro Casoni, mentre il comune di Pioraco, tramite l’avvocato Fabio Pettinari, ha annunciato l’appello contro la sentenza. I fatti risalgono al settembre del 2000, quando i tre piorachesi si aggiudicano l’acquisto di due lotti edificabili, nel bando emanato dal comune, all’epoca guidato dal sindaco Giovanni Miliani. Nel 2004 i tre presentano al Comune la domanda per ottenere il permesso di costruire  un’abitazione, sui lotti di loro proprietà, viene incaricato uno studio tecnico per il progetto e la pratica relativa all’abbattimento di alcune piante, come sostenuto in una nota della comunità montana inviata al Comune di  Pioraco, di cui però gli assegnatari non erano stati informati. Il permesso di costruire giunge alla completa istruttoria della pratica, firmato dal sindaco Giovanni Miliani in veste di responsabile dell’ufficio tecnico, in data 28 aprile 2004. Il 7 giugno del 2004 giunge anche l’autorizzazione della Comunità Montana per l’abbattimento degli alberi, ma in data 24 giugno dello stesso anno il parere della Sovrintendenza dei beni ambientali ed architettonici di Ancona, annulla la determinazione comunale per il permesso di costruire, in quanto l’area oggetto del bando comunale è soggetta a vincolo, dunque non edificabile. Il 17 marzo del 2007 i tre cittadini presentano richiesta di risarcimento danni in tribunale. Il dibattimento si è concluso lo scorso dicembre con l’accoglimento delle loro ragioni, il giudice Vita ha riconosciuto il danno da loro patito, dichiarando nelle motivazioni della sentenza che “Non vi è dubbio che nel caso di specie il Comune di Pioraco abbia agito se non altro con “leggerezza”. Sarebbe stato infatti opportuno, prima di indire il bando per la vendita di lotti edificabili, essere sicuri, attivando tutte le procedure burocratiche ed amministrative necessarie, nessuna esclusa, affinchè gli acquirenti potessero venire in possesso di quanto acquistato senza incorrere in successive e spiacevolissime “soprese”.
Per il giudice il contratto di acquisto tra le parti è risultato “viziato” “in modo talmente rilevante che se gli attori avessero saputo che il lotto acquistato non sarebbe stato poi realmente e materialmente edificabile, l’acquisto non si sarebbe più che probabilmente perfezionato”. Nelle motivazioni della sentenza si afferma che il venire meno del requisito di edificabilità dei terreni, ha fatto venire meno l’interesse dei ricorrenti all’acquisto dell’area in questione. Il giudice ha riconosciuto ad ognuno dei ricorrenti 20 mila euro di danni, oltre al rimborso delle spese sostenute per le pratiche di richiesta del permesso di costruire, al rimborso di quanto pagato al comune per l’acquisto, annullando di fatto il contratto di compravendita. Sulla vicenda è pendente un ricorso al tribunale amministrativo regionale delle Marche di Ancona, perchè il comune intende dimostrare la nullità dei vincoli che impediscono l’edificabilità. Il comune dallo scorso dicembre ha tentato di trovare un accordo con i ricorrenti, ma non è stato possibile, dunque è stato deciso di presentare appello. L’amministrazione comunale si è detta enormemente preoccupata per la somma da pagare, che potrebbe comportare un aumento delle imposte comunali.

(redazione CM)


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