Salvi: “Innovazione e ricerca per uscire dalla crisi”

L'intervento del consigliere provinciale dopo la "Giornata dell'economia"

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Daniele Salvi

Da Daniele Salvi – Consigliere provinciale Pd :

La Giornata dell’Economia ha rappresentato anche quest’anno a Macerata un’utile occasione per capire a che punto siamo giunti nel “corpo a corpo contro la crisi”. I segnali sono preoccupanti e richiedono azioni concentrate e tempestive per incentivare la capacità di resilienza del tessuto imprenditoriale, bandendo ogni retorica sugli “spiriti animali”. L’impresa individuale, legata al mercato interno, è al momento la principale vittima della fase di contrazione di consumi, di investimenti e di disponibilità di credito che chiamiamo recessione. Siamo in presenza di una moria silenziosa e progressiva di microimprese. Il nostro tessuto produttivo appare troppo attestato su prodotti tradizionali e dimostra una scarsa capacità d’innovazione. Tiene l’export, mentre calano vistosamente valore aggiunto e profitti. Il costo del lavoro e gli oneri finanziari crescono, ma soltanto perché diminuisce l’incidenza del valore aggiunto. La compressione del lavoro non è più una leva praticabile per recuperare competitività. La questione è la crescita e le politiche di sviluppo per creare nuovo lavoro e ridurre i divari di reddito. Nella crisi ci sono anche segnali nuovi su cui investire: crescono le imprese negli ambiti delle professioni, nelle utilities, nell’energia, nel turismo e nell’immobiliare. Crescono le società di capitale e la cooperazione riconferma la sua natura anticiclica. Una nuova leva imprenditoriale è costituita dagli immigrati stabili e regolari, che trattano però prodotti standard e a basso know how.

giornata-economia5-300x183La popolazione immigrata è quella che sta impedendo l’invecchiamento rapido delle nostre comunità ed ha raggiunto un tasso del 17% nella fascia d’età 0-14 anni e del 13% in quella attiva tra 15 e 64 anni. La risposta alla crisi può venire anche da azioni come la piena cittadinanza per questi “nuovi italiani”.  Il turismo, che ha visto una crescita importante d’imprese, in particolare nell’entroterra, sconta l’aleatorietà dei flussi e la brevità delle permanenze. La crisi incide sulle presenze in particolare di connazionali, mentre c’è ancora molto da fare per intercettare presenze straniere. Gli interventi dovrebbero riguardare il coordinamento delle realtà che si occupano di accoglienza, la formazione degli operatori, il rafforzamento promozionale del brand regionale e provinciale. L’incidenza dell’investimento in cultura sull’economia, che pone le Marche al secondo posto tra le regioni italiane, e la provincia di Macerata, al decimo tra le province, rappresenta una novità che deve portare ad investire sulle industrie culturali e creative, sul patrimonio artistico e sulle arti performative e dell’intrattenimento, secondo l’idea del distretto culturale.

giornata-economia6-300x165L’internazionalizzazione e la tenuta dell’export anche nei settori del Tac, non può far dimenticare che esportiamo prodotti tradizionali e importiamo prodotti tecnologici e hitech, oltre ai semilavorati delle delocalizzazioni… Siamo più attenti all’innovazione e al trasferimento tecnologico, con particolare riguardo alle tecnologie “green”. Green economy e made in Italy costituiscono un connubio altamente interessante per il tessuto manifatturiero provinciale in termini d’innovazione di processo e di prodotto. Su questo terreno va valorizzato il protagonismo delle medie imprese che mantengono il rapporto con il territorio e operano sui mercati internazionali. Esse rappresentano anche i pochi recettori di manodopera giovane e ad alta scolarizzazione, in un’epoca in cui il vantaggio competitivo è sempre più dato dall’ “intangibile” del capitale umano e dal patrimonio di cultura d’impresa. Dalle risultanze sinteticamente illustrate emergono utili indicazioni per le istituzioni locali. Serve, innanzitutto, un ruolo delle istituzioni pubbliche che metta intorno ad un tavolo soggetti sociali, imprenditoriali e creditizi, selezioni progetti prioritari sui quali concentrare le risorse scarse, ma sufficienti, se gestite in un’ottica sinergica. Lavorare sulla crescita dimensionale delle imprese attraverso la promozione di reti d’impresa, sulla formazione e sul rapporto tra le nostre università e le medie imprese di qualità. Facilitare l’accesso al credito, investendo sui Confidi. Il ruolo del pubblico deve concentrarsi sull’innovazione, la ricerca e il sostegno ai settori emergenti, ma ancora troppo gracili. E’ tempo ormai di passare dalle azioni di resistenza alla crisi a quelle d’investimento su ciò che, dentro la crisi, ha dimostrato di resistere e anzi di crescere.


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