“Zero treni uguale a diminuzione della qualità della vita: cosa ne pensano i nostri politici?”

Ciclostile e MaceraTiAmo intervengono sulla situazione ferroviaria in provincia
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sciopero-treni-22-ottobre-300x225Dalle associazioni Ciclostile e MaceraTiAmo riceviamo:

“Assistiamo oramai da troppo tempo a continui tagli di corse per i treni della nostra regione e alla soppressione di molte fermate per i convogli a  lunga percorrenza. E’ evidente che i nuovi massicci investimenti annunciati dall’a.d. di TrenItalia Moretti per il trasporto regionale (essenziale per tanti pendolari) non riguarderanno la nostra regione. Anzi, tutto lascia pensare ad un progressivo disimpegno di TrenItalia in tutta la zona medio adriatica, disimpegno che porterebbe, tra le altre, allo smantellamento della linea ferroviaria Civitanova – Albacina. Di questo sembrano essersi accorte le forze sociali ed economiche di tutta l’area interessata, un po’ meno quelle politiche. Il recente appello di Giuliano Bianchi (leggi articolo), presidente della Camera di Commercio della Provincia di Macerata, ha  testimoniato questa forte preoccupazione. Ma ha anche sottolineato il sostanziale silenzio della politica maceratese: in un quadro regionale in cui la Provincia di Macerata non svetta certo per la sua rilevanza, il completo immobilismo dei nostri amministratori contribuisce ulteriormente ad aumentare i ritardi e a favorire così queste scelte che danneggiano tutte le provincie marchigiane, e l’entroterra in particolare.
Purtroppo, l’accorato appello di Bianchi, a cui va il nostro ininfluente ma sentito sostegno, conferma la sensazione che manchi nei nostri amministratori una visione complessiva della problematica e che considerino la questione treno solo come un problema, anzi un intralcio al traffico veicolare. Le discussioni a cui si assiste in ambito di mobilità riguardano quasi solamente la realizzazione dello svincolo della superstrada a San Claudio, necessario, per i sostenitori, a far partire la mai decollata lottizzazione di Valleverde ma causando un ulteriore ingolfamento di traffico di Corso Cairoli e di Santa Lucia e creando inoltre le condizioni per nuove ulteriori lottizzazioni nel confinante comune di Corridonia.
Il tema della ferrovia è però molto più importante e ricopre ambiti ed interessi molto ampi, molto di più delle file di auto che si formano ai pochi passaggi a livello del suo percorso. Un esempio delle potenzialità legate al treno è il non ancora dimenticato “treno della lirica”: un treno che raccoglieva turisti dalle spiagge della costa da Rimini a Pescara e li accompagnava, anche con l’ausilio degli autobus dell’APM, fin davanti allo Sferisterio, per poi riportarli sulle spiagge da cui li aveva prelevati. “Il treno della lirica” fu un’iniziativa di circa quindici anni fa dell’allora assessore provinciale Tonino Pettinari, che oggi, da presidente rimane silente sul tema. L’esempio mostra come il Treno non sia solamente quel mezzo che unisce le piazze delle nostre cittadine con le piazze del resto d’Italia (funzione questa tutt’altro che disprezzabile nell’epoca del movimento in cui ci troviamo) ma sia, di fatto, la reale spina dorsale su cui dovrebbe innervarsi tutto il trasporto pubblico locale. Quest’ultimo infatti, coordinandosi con i flussi ferroviari e integrandoli, ove carenti, trova la propria ragion d’essere nel suo scoprirsi elemento di collegamento e di transizione dalle linee nazionali, quelle ferroviarie appunto, alle vie delle nostre abitazioni. Per questo motivo riteniamo che sia indispensabile che tutti gli amministratori della provincia, dal sindaco del capoluogo al consigliere del comune più piccolo, si uniscano in un’azione coordinata, finalizzata al mantenimento della linea Civitanova – Albacina ed al suo rilancio.

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Tagliare sulla Ferrovia significa dare un colpo mortale al trasporto pubblico locale, e con la benzina che costa ormai 2 euro al litro, sembra l’ulteriore ingiustizia legata alla mancanza di lungimiranza dei nostri politici. Come se non bastasse, in questa situazione l’APM annuncia che da maggio taglierà dal servizio di trasporto pubblico locale per la città di Macerata 60.000 km annui in conseguenza dei mancati trasferimenti per la copertura dei costi da parte della Regione.
Un piano per una mobilità sostenibile è uno strumento indispensabile per una città ed un territorio che voglia offrire ai propri cittadini una vita giusta ed equa, e il trasporto pubblico ne è elemento essenziale. Per questo motivo le nostre associazioni intendono predisporre una proposta complessiva sulla mobilità a Macerata, una proposta ancora in fase di avviamento e alla cui predisposizione si invitano tutte le persone e le associazioni che vogliano dare un proprio contributo.”



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