Province marchigiane
in assemblea all’Abbadia di Fiastra
Venerdì 20 aprile l’Unione regione delle Province marchigiane (Upi Marche) terrà la propria assemblea annuale ad Abbadia di Fiastra. Dopo diversi anni, sarà quindi nuovamente il territorio maceratese ad ospitare l’appuntamento con le Province delle Marche. A presiedere i lavori, che avranno inizio alle ore 10 nella sala del centro congressi delle Fondazione Giustiniani-Bandini, sarà il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari.
L’assemblea prevede adempimenti statutari e l’elezione di alcuni dei componenti gli organi dell’Upi, sia regionale che nazionale, ma soprattutto affronterà la questione più calda e meno chiara del momento: “Il ruolo delle Province nel riordino del sistema istituzionale locale”. Questo è anche il tema centrale dell’incontro che sarà introdotto con una relazione la presidente dell’Upi Marche Patrizia Casagrande. Sono programmati interventi dell’assessore regionale agli enti locali Antonio Canzian, di Alessandro Sterpa, ricercatore di Istituzioni di diritto pubblico all’Università La Sapienza di Roma e di Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino, nonché vice presidente dell’Upi nazionale.
Questa mattina è stata la stessa presidente della Provincia di Ancona e dell’Upi Marche, Casagrande, a presentare i lavori con una conferenza stampa che si è svolta a Macerata, nella sede della Provincia. Erano presenti anche il presidente maceratese, Pettinari e il presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, Matteo Ricci.
Tutti hanno sottolineato come l’attuale momento sia quello di maggiore incertezza per le Province italiane, che anche di recente hanno dimostrato di essere centrali su ogni settore dello sviluppo e del governo del territorio. Ricci, inoltre, inte3venuto anche nella sua veste di presidente della Conferenza delle autonomie locali, ha annunciato che a fine mese il ministro Barca riceverà i rappresentanti delle Marche che gli esporranno la grave situazione economica e i problemi relativi ai danni dell’alluvione e della neve. E Pettinari ha aggiunto un altro aspetto critico, cioè il Patto di stabilità. “Limitando di molto la possibilità di dare corso agli investimenti nei lavori pubblici, il Patto finisce – ha detto il presidente della Provincia di Macerata – per frenare lo sviluppo economico e la ripresa dell’economia da tutti auspicata”.
Nella foto, la conferenza stampa dell’Upi Marche a Macerata
Stanche parabole di vecchi gabbiani si intersecano sopra la Provincia, quasi come se il tavolo perpetuo di quell’ente intermedio obsoleto che in molti vorrebbero sopprimere rappresentasse l’ultimo giaciglio del bianco pennuto di mare che garrisce, reso famoso dal romanzo di Richard Bach “Il gabbiano Jonathan Livingston”. Non basterebbe un manifesto di tipo futurista per elencare tutti i politici che hanno espresso l’intenzione di abrogare le province, additandole più volte al pubblico ludibrio per la loro inutilità. Infatti queste province non le vuole proprio nessuno: né Berlusconi né Fini, né D’Alema né Casini, né Salomon e neanche tutta quella gente che aderì alle campagne d’opinione condotte da Vittorio Feltri su “Libero” (“NON SERVE, NON VOTO”) e da Aldo Forbice su “Zapping”. CM risparmiaci tutti questi stucchevoli annunci. Libera nos a malo.
@ Bonifazi
Noi della Perovincia di Macerata siamo così attaccati alla Istituzione Provincia che, all’ultimo ballottaggio, NON ha votatopiù del 50% degli aventi diritto…