Rapinatrice uccisa, l’orafo si difende: “Sono andati verso mio padre, non ho capito più nulla”
Emergono nuovi particolari legati alla rapina alla gioielleria Cifola di Monte Urano, finita nel sangue. A rivelarli l’agenzia Ansa:
”Ero incaprettato, non respiravo, ero avvolto dal nastro adesivo. Mi hanno trascinato dietro e quando gli ho detto che dovevo aprirla io la cassaforte loro mi hanno slegato le mani. Nel frattempo e’ arrivato mio padre”. Cosi’ l’orafo di Monte Urano Francesco Cifola racconta a Tgcom24 le fasi della rapina in cui e’ rimasta uccisa la donna della banda, Rosa Donzelli, 36 anni, raggiunta da un colpo di pistola esploso dallo stesso gioielliere. ”Quando loro sono andati verso mio padre e ho visto la pistola…Non ho capito piu’ niente”.
Come si difende? Ma ci mancherebbe altro! Ha fatto bene, benissimo esiste la legittima difesa da questi criminali. Ora basta, non deve essere nemmeno iscritto nel registro degli indagati…deve avere un encomio!
….concordo Tommaso….ma dissento in un dettaglio….non e’ un appartenente alle forze dell’ordine…. peccato….forse ne avrebbe lasciati tre sul selciato…..
….non e’ un eroe…. ha fatto il suo dovere…. non e’ poco…..
E se fosse stato ucciso lui o il padre? Ha fatto benissimoooo…
SI DIFENDE????!!!!!Da cosa? Si è difeso quel giorno,e ha fatto più che bene!!
…concordo…..
il giudice dovrebbe condannare la famiglia della ladra uccisa a risarcire il gioielliere del costo del proiettile.
Chi delinque deve essere punito, sic et simpliciter… Se l’ha cercata!
Un mio amico commenta cosi:”Se fosse sata a casa, magari a fa’ du’ gnocchi, adesso se li magnava, mentre lo piombo je jito de traverso”