Area ex Ceramica a Potenza Picena
Città Prestata: “Vogliamo spazi verdi e non inquinati”

L'associazione risponde alle dichiarazioni del sindaco Sergio Paolucci
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L'area ex Ceramica

Si torna a parlare della bonifica dell’area ex ceramica di Potenza Picena. La settimana scorsa il sindaco di Potenza Picena Sergio Paolucci intervistato da Cronache Maceratesi in merito ai dubbi sollevati dall’associazione Città Prestata”:  «Credo si tratti di argomenti gonfiati rispetto alla realtà: stiamo facendo un lavoro di pulizia, in un posto che per 100 anni è stato occupato da una fabbrica, ed ovviamente la situazione è tipica di un’area industriale dismessa, con manufatti e materiali di varia natura lasciati sul posto. Abbiamo fatto un progetto per rimuovere tutte le strutture che nuocciono alla città, vogliamo degli spazi che possano andare a disposizione della comunità: cosa vuole Città Prestata? Vuole l’immobilismo? Vuole lasciare tutti gli inquinanti sul terreno?»(leggi l’articolo)
Città Prestata ha sentito  il dovere di rispondere alle dichiarazioni del Sindaco  e  di chiarire alcuni aspetti. «In primo luogo – si legge in una nota –  è necessario ripetere che l’interessamento di Città Prestata alla zona ex-ceramica ha un unico fine: realizzare la bonifica dell’area e restituire alla città spazi fruibili e non inquinati. Il ruolo svolto da Città Prestata in questa vicenda complessa e di rilevante importanza emerge chiaramente nei documenti ufficiali della Provincia dei quali incoraggiamo la lettura nel nostro sito (www.cittaprestata.it). Chi ha orecchi per intendere, intenda e chi vorrà, come ormai è consuetudine, ribaltare la situazione, è libero di farlo. A noi interessano i fatti così come sono realmente avvenuti e non possiamo far altro che lasciar parlare loro attraverso documenti ufficiali. Le parole scivolano via i fatti restano, è per questo che non vogliamo raccogliere la polemica e lasciamo che le espressioni prive di rispetto riservate all’azione di Città Prestata e della Signora Mazzarella, restino lì, impresse sulle pagine del giornale, nero su bianco, quale timbro di un modo di fare politica che noi consideriamo sbagliato.
liquidi-estratti-dal-sottosuolo-500x353-300x211Per restituire alla parola Politica, il suo originario significato, vogliamo pertanto continuare a discutere, a riflettere, a documentarci, perché solo conoscendo a fondo le problematiche potremo risolverle. Ecco perché vorremmo parlare di questioni e problematiche cruciali per il nostro paese. Va tutto bene a Potenza Picena? Quale è la qualità della vita, la condizione economico e sociale del nostro Paese? Vi è cura per il nostro territorio e per l’ambiente in cui viviamo? Potenza Picena ha una potenzialità enorme: è immersa nell’ambiente, può offrire la dolce e calma poesia della campagna e della collina, quella dirompente e allegra del mare, o anche la poesia della memoria storica del centro. Ma noi potentini valorizziamo questa potenzialità? Abbiamo il territorio a ridosso del mare, stretto tra l’autostrada e la statale, strada che attraversa il centro abitato e che con l’aumentare del traffico ha aumentato le problematiche di viabilità, di sicurezza e di inquinamento. Abbiamo un magnifico territorio che stiamo consumando con una cementificazione senza logica perché non legata al fabbisogno reale di alloggi, o con il proliferare dei campi di pannelli fotovoltaici, che oltre a cambiare il nostro paesaggio sottraggono terre all’agricoltura. Abbiamo un vasto territorio agreste produttivo e fecondo, ma quale è lo stato della cura dello stesso? I fossi sono curati? Il dissesto idrogeologico del territorio è sotto controllo? E quale i livelli di inquinamento elettromagnetico considerando la presenza del Radar da 14 milioni di Watt e delle numerose antenne e ripetitori? Ed il centro storico è sufficientemente valorizzato e custodito o necessità di interventi?
Questo è ciò che noi crediamo significhi fare politica. Occuparsi dei cittadini, della loro salute, dei loro diritti, ascoltare le loro preoccupazioni, sviscerare a fondo i problemi, nel rispetto di tutte le parti, con l’unico obiettivo del bene comune. Abbiamo posto molte domande, non abbiamo le rispose per tutte, ma vorremmo che insieme se ne potesse discutere. Solo così potremmo recuperare quel senso di comunità viva che dovrebbe accomunarci ed essere di nuovo una città e non un semplice insieme di individui, case e strade.



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