L’ultimo saluto a Bovolenta
Feretro portato dagli ex compagni
L'ADDIO AL CAMPIONE - Celebrati a Taglio di Po (Rovigo), i funerali dell'ex azzurro morto sabato sera a Macerata. L'omelia: "Alziamo come lui il muro, contro l'egoismo e le paure"
Il feretro di Vigor Bovolenta, l’ex azzurro della pallavolo morto dopo un malore accusato sabato scorso al Palas Fontescodella di Macerata durante la gara del campionato di B2 tra Forlì e la Lube, è arrivato alla chiesa di San Francesco, a Taglio di Po (Rovigo), il paese dove è nato e dove oggi pomeriggio si sono svolti i funerali. Avvolta nella bandiera tricolore, la bara era portata a spalla dagli ex compagni di squadra Giombini, Papi, Savani, Rosalba, Zlatanov.
Ad attendere il feretro c’erano la moglie, Federica Lisi, ex pallavolista, con i figli ed i genitori di Vigor, papà Gino e mamma Luciana, e la sorella Ambra. Dentro la piccola chiesa sono riuscite a trovar posto posto circa 400 persone; qualche migliaio sono rimaste invece all’esterno, in Piazza Venezia, dove gli altoparlanti diffondono le fasi del rito funebre. Tra i tanti presenti, gli ex ct della nazionale Velasco e Anastasi, oltre a ex campioni del volley come Zorzi, Gardini, Bernardi. Presenti anche il vice presidente della Lube Albino Massaccesi, il direttore sportivo Stefano Recine che con Bovolenta ha vinto uno scudetto a Modena, e i giocatori Dragan Travica e Cristian Savani, molto legati all’ex azzurro.
“Cerchiamo noi ora di alzare il muro, come faceva Vigor, contro l’egoismo e le paure, e voliamo in alto per ‘schiacciare’ punti di altruismo e di bontà”. E’ un passaggio dell’omelia, giocata sulla metafora pallavolistica, pronunciata da don Damiano Baschini durante i funerali di Vigor Bolvolenta, a Taglio di Po. Baschini, vicario vescovile a Chioggia, era stato il sacerdote che aveva celebrato il matrimonio di Bovolenta. “Piu’ che tutte le sue vittorie sportive ottenute in carriera – ha ricordato il prete – Vigor aveva vinto con la sua famiglia. Era un campione nella vita e della vita”. “Alto com’era – ha aggiunto – dovevi alzare la testa per guardarlo bene negli occhi, e quel suo sguardo trasmetteva distensione e gioia”.
“Quando Vigor si è accasciato sabato sul campo – ha concluso il sacerdote – ha abbandonato la palla: raccogliamola quella palla, per vincere la partita della vita e viviamo l’uno per l’altro, come una squadra”.
Bovolenta era nato a Contarina (Rovigo) il 30 maggio 1974. Il feretro sarà tumulato nella tomba di famiglia, vicino a quello del fratello Antonio, morto di leucemia nel ’90.
Nessuna risposta chiara è arrivata dall’autopsia, svolta ieri all’ospedale di Macerata (leggi l’articolo).
