L’Udc ritrova l’unità
Mariani confermata per acclamazione

POLLENZA- I componenti del partito trovano la convergenza grazie alla mediazione del segretario regionale Pettinari. Eletto vice segretario Giorgio Giorgi di "Dissenso Responsabile"

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Maria Berenice Mariani (al centro)

Si è chiuso all’insegna dell’unità il congresso provinciale dell’Udc che trovato la convergenza di tutti, anche dei componenti della corrente “Dissidio responsabile” che vede in prima fila l’ex segretario Augusto Ciampechini che non ha mai nascosto la sua contrarietà al Laboratorio Marche. Il lavoro di mediazione del segretario regionale Antonio Pettinari e l’esito delle primarie di Civitanova (dove la vittoria di Corvatta ha definitivamente stroncato ogni possibilità di alleanza col Pd), hanno fatto sì che il partito di centro ritrovasse l’unità. Maria Berenice Mariani è stata confermata segretario provinciale dell’Udc. Vice, Giorgio Giorgi, altro componente di “Dissidio responsabile”. Presidente Massimiliano Grufi. L’elezione, nel corso dell’assemblea provinciale del partito al Parco Hotel di Pollenza, è avvenuta per acclamazione.

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Affollata la sala, presenti anche numerosi ospiti tra i quali il presidente della Camera di Commercio, Giuliano Bianchi e il segretario provinciale della Cisl, Marco Ferracuti invitati dal segretario regionale dell’Udc (e presidente della Provincia di Macerata) Antonio Pettinari. Un invito che ha avuto la sua precisa ragion d’essere nell’aprire l’assemblea di un partito all’esterno dibattendo, con i protagonisti, i grandi temi e le problematiche della società italiana. In primis, il lavoro. “La gente –ha detto Pettinari- non ne può più di contrasti, distinguo, sottigliezze filosofiche e via elencando. Alla politica chiede che parli concretamente per risolvere i problemi. E’ questo che abbiamo inteso indicare invitando Bianchi e Ferracuti all’assemblea del nostro partito che peraltro, grazie alla sua unità, rumors non ha proprio da offrire”
La presenza dell’onorevole Nedo Poli, che fa parte della commissione Lavoro della Camera, ha stimolato gli interessanti interventi, seppure di segno opposto, da parte di Bianchi e Ferracuti. L’attuale situazione occupazionale in provincia e il dibattito nazionale sull’art. 18 sono stati al centro delle argomentazioni del presidente della CCIA e del sindacalista.

udc_congresso_provinciale-1-300x183I lavori congressuali sono stati presieduti dallo stesso on. Poli che ha dischiuso gli orizzonti e l’analisi sull’attuale situazione nazionale (aperto e convinto appoggio al premier Monti). E’ intervenuto Augusto Ciampichini che a nome della sua componente ha ribadito la volontà e le ragioni della coesione che fanno ora dell’Udc, ad ogni livello, un partito senza incrinature. Ci possono essere differenti valutazioni, idee diverse, ma tutto questo concorre alla crescita della democrazia e del dibattito interno senza stroncature accogliendo le istanze di tutti che diventano poi un patrimonio condiviso nella ragione superiore della crescita del partito e della sua propositività ad ogni livello nella condivisione dei grandi valori di fondo che animano gli iscritti (la Fede, la Famiglia).

Poi è stata la volta degli intervenuti, “disciplinati” da Rosalba Ubaldi, suceduta alla presidenza dell’assemblea all’on. Poli.
udc_congresso_provinciale-2-300x212Attesa la relazione dell’assessore regionale, Luca Marconi: “Un partito di identità, capace di governare ma anche di accogliere nuovo personale politico capace di testimoniare una fede che contrasti l’idea della Cosa Pubblica come pura gestione del Potere. In Regione –ha aggiunto Marconi- abbiamo tenuto sui servizi sociali mantenendo alta la protezione solidaristica a favore dei deboli. Per l’Udc questa è una scelta obbligata perchè tenere insieme un popolo significa che i più forti, i più ricchi aiutano i più deboli e i più poveri”.
Dopo gli interventi del presidente regionale del partito, Aldo Tesei e dell’assessore provinciale Leonardo Lippi, ha chiuso il segretario regionale Antonio Pettinari. Che, presidente della Provincia, ha annunciato l’istituzione sabato prossimo del Tavolo di Concertazione come riferimento di guida dell’ente pubblico, con la partecipazione di tutte le forze vive della società, della cultura, del lavoro, dell’economia. “Da noi ci si attende l’impegno costante per risolvere i problemi, non alchimie politiche e nuovi avanzati improbabili equilibri di cui l’opinione pubblica non vuole più sentire parlare. Come amministratori pubblici dobbiamo impegnarci sempre di più a risolvere i problemi. Quali sono questi, lo sappiamo tutti: si chiamano Lavoro, Lavoro, Lavoro. Per i giovani sopratutto ma anche per tutti coloro che l’hanno perduto ed ha gravi difficoltà a ‘rientrare’ e a provvedere alla propria famiglia”.

(Foto di Lucrezia Benfatto)

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