Il Cosmari contro Carancini e Monti:
“Non siamo la fabbrica degli orrori!”

Il presidente Sparvoli e il Cda del consorzio contro i sindaci di Macerata e Pollenza: "Allarmismi ingiustificati che minano il patrimonio dell'ente"
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Daniele Sparvoli

 

di Gabriele Censi

Chi specula sul Co.Sma.ri? La domanda arriva al termine di una conferenza stampa a Piane di Chienti dai toni concitati ed è indirizzata al Presidente Sparvoli. “Non so chi vuole trarne beneficio ma è indubbio che stiamo registrando un attacco al sistema pubblico di un consorzio che rappresenta un’eccellenza nazionale ed è patrimonio dell’intera comunità provinciale“. Entro l’anno la legge prevede la privatizzazione di almeno il 40 % dell’ente che ha complessivamente un valore patrimoniale stimato di 40/50 milioni di euro. “La campagna montata in questi giorni non è comprensibile, va bene che le associazioni ambientaliste intervengano ma non si giustificano dichiarazioni di soci del Co.Sma.ri come quelle dei sindaci di Pollenza Luigi Monti (“Da 30 anni si stanno avvelenando i cittadini”) e di Macerata Romano Carancini (“Questo CDA e il direttore non tutelano la salute dei residenti”). Noi qui non li abbiamo visti eppure i loro Comuni fanno parte del consorzio, le loro dichiarazioni creano allarmismi ingiustificati”

cosmari-cdaI fatti riguardano i dati delle analisi Arpam sulle emissioni dell’inceneritore riferite al mese di dicembre con percentuali superiori alla norma. Sparvoli precisa che il consorzio effettua analisi parallele anche con “Eco Chimica Romana” e i risultati sono contrastanti. “Ma nell’incertezza abbiamo deciso di spegnere l’impianto il giorno 21 febbraio, prima della diffida della Provincia”. Il Co.Sma.Ri. ha deciso di dotarsi di nuovi filtri per una spesa di 300.000 euro in tre anni. “La scelta è comunque molto meno onerosa che, in alternativa, a camino spento, portare per 6/8 mesi tutto ad Ascoli con enormi costi, in attesa della discarica di Cingoli”.

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Lo stabilimento del Cosmari

“Per Cingoli la procedura va avanti -prosegue Sparvoli- nonostante il ricorso del comune al Consiglio di Stato e con unico rallentamento dato dall’assegnazione della gara: la ditta vincente ha fatto un ribasso che supera la soglia dell’anomalia e da legge è prevista una ulteriore verifica.”

Un Cda schierato quasi al completo con accanto il direttore Giampaoli a difendere dati alla mano il proprio operato e con l’annuncio del progetto per mettere fine alle puzze estive che ha trovato anche l’adesione di Salvambiente . “Entro due mesi sarà operativo e prevede il raddoppio dell’impianto per l’organico, nuovi biofiltri, porte automatiche e sistemi di contenimento che risolveranno definitivamente il problema”

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La contestazione dello scorso gennaio

Sull’argomento ritorna il presidente: “il problema esiste ma ricordo che la puzza non provoca danni all’organismo e noi non stiamo avvelenando nessuno, non siamo la fabbrica degli orrori che qualcuno vuole far sembrare! Il nostro obiettivo è spegnere definitivamente il termovalorizzatore con una grande festa ma si può fare solo con l’80 % di differenziata e in provincia siamo a poco meno del 70″. Sparvoli chiama di nuovo in causa Carancini ricordando che il comune capoluogo è quello più indietro con il 45%.

Di concerto con la provincia  il Cda ha annunciato anche che i controlli saranno intensificati (da trimestrali a mensili). Per martedì prossimo è convocata la commissione dei 15, l’organismo ristretto dell’assemblea a cui partecipa anche il sindaco di Macerata.



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