“Bluffa” per ottenere la licenza di caccia
ma viene scoperto dalla polizia
Nei guai un 58enne di San Severino e il suo medico curante che gli aveva redatto un certificato nel quale veniva nascosta una patologia che non avrebbe consentito il rinnovo del patentino
Aveva rinnovato la licenza di caccia grazie a un certificato da cui emergevano dichiarazioni non veritiere fatte con la complicità del suo medico curante, ma la polizia è intervenuta prima che gli venisse riconsegnata e ha denunciato alla Procura della Repubblica di Macerata un cacciatore di San Severino di 58 anni e il suo dottore, anch’egli di 58 anni, per il reato di falsità ideologica in certificati in concorso.
Per rinnovare la licenza di porto di fucile per uso caccia era stato unito alla relativa istanza il prescritto certificato con cui l’ Ufficiale sanitario dichiarava l’ idoneità psicofisica in materia di armi dell’ interessato. Tuttavia, secondo gli accertamenti poi svolti dal personale di polizia amministrativa, diretta dal Primo Dirigente Marcello Gasparini, è emerso che il giudizio di idoneità espresso dall’ Ufficiale sanitario era stato falsato in quanto basato anche sull’esame del certificato preliminare esibito dal cacciatore e redatto in suo favore dal proprio medico di famiglia.
Infatti, in quest’ ultimo certificato figuravano informazioni rilevanti diverse in merito all’ effettivo profilo anamnestico del cacciatore. Quest’ultimo, infatti, è affetto da una patologia che va ad incidere negativamente sul giudizio di idoneità psicofisica. E questa patologia era già nota al medico di base.
Naturalmente la licenza di caccia, che nel frattempo era stata rilasciata e giaceva agli atti per essere poi consegnata al titolare, è stata invece revocata. Anche le armi di cui il cacciatore era detentore sono state immediatamente sottoposte a sequestro amministrativo in attesa della conclusione del procedimento volto all’ adozione del provvedimento di divieto di detenzione armi a carico dello stesso cacciatore.
Proprio in relazione ad analoghi episodi di falsità nelle certificazioni utili ad ottenere la licenza di porto di fucile per uso caccia, il personale della stessa Divisione di Polizia Amministrativa, a conclusione di indagini, nel 2003 trassero in arresto, in esecuzione della misura cautelare emessa dalla locale Autorità giudiziaria, un medico militare di Porto Potenza Picena.
L’ attività di controllo sulle armi e sulle licenze da parte della Divisione di Polizia Amministrativa è molto attenta: infatti, a fronte nell’ ultimo anno del rilascio e rinnovo di circa 1000 licenze di porto di fucile, ne sono state respinte 14 e revocate 18. I provvedimenti adottati si basavano sulla carenza, anche sopraggiunta, dei requisiti di idoneità psicofisica o dei requisiti di tipo morale.
(redazione CM)