Ampliamento del Palas Fontescodella
Il traguardo è lontano

RIUNIONE IN COMMISSIONE - Romano Carancini ha presentato quattro soluzioni differenti, frutto di uno studio di fattibilità. Le valutazioni da fare sono ancora molte, non ultime quelle relative al finanziamento. C'è anche chi, come Maurizio Del Gobbo del Pd, chiede una valutazione a monte su una spesa tanto rilevante
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La riunione di oggi pomeriggio

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Il dirigente dell'Ufficio tecnico Cesare Spuri

di Alessandra Pierini

(foto di Guido Picchio)

Dieci mesi fa la Lube chiese alla Lega Volley di poter disputare le semifinali scudetto tra le mura amiche del  palasport di Fontescodella, nonostante l’impianto non avesse i 3.500 posti necessari per ospitare una gara tanto importante. Allora il sindaco Romano Carancini intervenne in maniera risolutiva nella questione, impegnandosi ad adeguare il Fontescodella ai dettami della legge sportiva. Da allora non sono state fatte modifiche significative e la politica si è mossa a colpi di mozioni, interrogazioni e ordini del giorno ma in questi mesi sono state fatte solo ipotesi, sia sulla soluzione tecnicamente più consona, sia sulle modalità di intervento, sia sull’importo della penale che la Lube dovrà pagare se non si metterà in regola.

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Luigi Carelli (Pd), presidente della Commissione Ambiente e Territorio

Ancora di ipotesi e di studi di fattibilità si è continuato a parlare oggi pomeriggio in una riunione congiunta delle Commissioni Ambiente e Sport ai cui componenti, il Sindaco ha presentato le ipotesi fatte dal tecnico comunale Carlo Paniccià: «Voglio ribadire – ha spiegato Carancini – che ci siamo impegnati politicamente e non giuridicamente come qualcuno vuole far credere, ad un adeguamento. Abbiamo cercato di fare un ragionamento che possa rispondere a più esigenze e consentire un certo risparmio e allo stesso tempo di raccogliere tutti gli elementi che possono essere utili per valutare la soluzione migliore. Bisognerà anche capire come finanziare qualsiasi intervento, quanto può costare un mutuo, se è possibile abbattere i costi grazie all’utilizzo anche da parte di altri soggetti oltre alla Lube. Bisogna poi tener conto del fatto che l’opera sarà appaltata e ci sarà quindi un ribasso d’asta, inoltre se non utilizzassimo quella struttura costerebbe comunque 100  mila euro l’anno. Oggi strillare “si fa o non si fa” non ha senso se non quello di  creare polemiche.  L’istruttoria non è completata e non è facile. L’alzata delle polemiche o la volontà di attaccarsi medaglie è in questa fase pericolosa».

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il sindaco Romano Carancini

Diverse le obiezioni da parte dei componenti delle commissioni. «Mi sembra strano – ha sottolineato Daniele Staffolani (Pd) che non si sia agibilità e accatastamento». E’ così per molti altri edifici, secondo il responsabile dell’Ufficio tecnico Cesare Spuri: «Ci sono almeno altri  30 casi simili per i quali stiamo lavorando con l’Agenzia delle Entrate».  Raffica di domande da parte di Claudio Carbonari del Pdl: «come mai è stato fatto il primo progetto se non soddisfa il numero posti? L’altezza sarà maggiore rispetto al passato? Sono stati fatti degli studi idrologici e quanto necessario?». Mentre il Sindaco ha precisato riguardo l’altezza (12,5 metri) , Spuri ha ricordato: «E’ uno studio di fattibilità. Quando si affronta una progettazione si avvicina gradualmente al calcolo dei dati. Sono cifre attendibili in base ad una valutazione complessiva».

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I consiglieri Carbonari e Pantana del Pdl e Guido Garufi dell'Idv

Categorico Maurizio Del Gobbo del Pd:  «Quello alla Lega è stato un impegno e prima di esprimere un impegno credo sarebbe stato giusto un confronto del Sindaco col consiglio. Ci si doveva porre il problema che saremmo arrivati a questo punto. L’aspetto tecnico è l’ultimo dei problemi. Qui abbiamo due blocchi: da 700 mila e da 3 milioni. Abbiamo parlato di piscina, palasport ma su quanti fronti andiamo a confrontarci con risorse tanto limitate. E’ a monte che bisogna ragionare». Scettico Marco Guzzini (Pdl): «Perchè questo studio è arrivato a dicembre e da dicembre a marzo non si è confrontato con nessuno?Quali sono le prospettive di tempistica? Del mutuo si occuperà solo il Comune o parteciperà anche la Lube?». Infervorato Guido Garufi dell’Idv: «Qui c’è qualcuno che ha approfittato del dilemma Lega sì e Lega no. Ma i soldi chi ce li mette? Un Comune non avendo più soldi deve interloquire con i privati. Finora i privati hanno chiesto le varianti. Ci sono altri privati? Mica è lo ius priem noctis, non si può essere così provinciali. Mai mi sottoporrò all’illusione ottica dell’istinto sportivo ma il comune è povero perciò prima vengono altre cose. Io non ci sto, quelli della piscina è meglio che non parlo. Io voglio sapere Nnn cado nell’ipnosi dello sport. La domanda centrale da fare ai privati è tu quanto ci metti?».

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Maurizio Del Gobbo (Pd)

Carancini ha ribadito il suo impegno elettorale: «L’impegno è pari a quello che ho preso con i cittadinio quando sono stato eletto. E’ compatibile con il ruolo e con quello che è possibile fare. La decisione sul palasport non la prendo io. L’agenda non la può dettare nessuno perchè la fa l’amministrazione che ha una maggioranza. Una struttura polivalente era nel nostro programma».

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La soluzione numero 1

LE SOLUZIONI PROPOSTE La prima soluzione è quella che prevede interventi su più lati, ha un costo di 700.000 euro, permette di raggiungere una capienza di 3.288 posti seduti e può essere realizzata in 4 mesi. Si attua con il recupero di 90 posti seduti ottimizzando le sedute, l’installazione di una tribuna retrattile di 360 posti, realizzazione di una struttura metallica esterna sul lato privo di gradinate per la creazione di un soppalco a sbalzo che entra all’interno della palestra con 382 posti e l’installazione di tribune metalliche sul lato ingresso (328 posti).  «E’ l’ipotesi minimale – ha commentato Carancini – ma è anche la meno funzionale e percorribile».

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La seconda soluzione  propone di ampliare il palasport di circa 20 metri dal lato senza gradinate dove sarà costruita una gradinata lineare in legno lamellare capace di ospitare 720 posti a sedere e di una gradinata retraibile capace di ospitare altri 700 posti a sedere alla quota del piano di gioco. La capienza complessiva sarebbe così di 3.568 posti a sedere. La realizzazione  richiede 8 mesi e per 4 mesi il palasport sarebbe completamente inagibile. Questa opzione, del costo di 3 milioni e mezzo di euro, prevede anche la realizzazione di una nuova copertura  che potrebbe essere realizzata in legno e con l’utilizzo di pannelli fotovoltaici. «In questo caso – ha spiegato il Sindaco – interverremmo su un problema che già esiste e cioè la copertura che richiede una manutenzione straordinaria. L’utilizzo del legno, inoltre, migliorerebbe l’acustica».

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La soluzione numero 3  è molto simile alla seconda ma prevede, oltre all’ampliamento con la costruzione di una gradinata in legno lamellare per 800 posti a sedere, anche un lavoro di rimodulazione delle gradinate esistenti e della curva di visibilità. Anche in questo caso si procederebbe al rifacimento della copertura. Il palasport avrebbe così 3.522 posti e, come nell’ipotesi precedente, i lavori richiederebbero 8 mesi e il costo totale di 3 milioni e mezzo di euro. «Nelle ipotesi 2 e 3 – ha aggiunto il sindaco – la struttura potrebbe essere utilizzata anche per eventi musicali e convegnistici».
La quarta ipotesi è la più costosa e richiede 4 milioni di euro, necessari per attuare gli interventi previsti dalle soluzioni 2 e 3. La capienza, in questo caso, sarebbe di 4142 posti.

 

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Cesare Spuri e Guido Garufi

 



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