Disco rosso al sesso a pagamento
L’operazione Hot Rent inguaia 13 persone
Indagine dei carabinieri di Civitanova coordinata dalla Procura di Macerata. Sequestrati anche quattro appartamenti in centro e identificati diversi clienti
E’ arrivata ad una svolta l’operazione Hot Rent condotta dai carabinieri di Civitanova. Tredici le persone finite sul registro degli indagati e quattro gli appartamenti sequestrati dai militari del capitano Domenico Candelli a conclusione delle indagini sul favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione coordinate dalla Procura della Repubblica di Macerata. I quattro appartamenti, situati in pieno centro a Civitanova, erano abitati da donne straniere che si prostituivano. L’indagine si è protratta per oltre un anno e ha fatto indirizzare le attenzioni degli investigatori di Nucleo Operativo Radiomobile e Stazione civitanovese sul fenomeno che coinvolge, a vario titolo, varie figure. Innanzitutto sono finiti nei guai i proprietari che erano soliti affittare, da diverso tempo, appartamenti a ragazze dell’est Europa e del sud America dove si consumava sesso a pagamento. Case addirittura rivoluzionate nelle metrature per ricavare più mini appartamenti, o appartamenti ammobiliati con più camere da letto per ospitare anche gruppi di prostitute. Case rifornite di ogni comfort ed utenze, sempre a cura dei proprietari, e affittate a prezzi al di sopra della quota di mercato. Cinque persone, uomini e donne tutti civitanovesi, sono i proprietari delle decine di appartamenti rientrati negli accertamenti dei carabinieri. Un ruolo fondamentale, naturalmente, lo giocano gli sfruttatori che, a vario titolo, inducevano le ragazze a prostituirsi in casa, ma anche per strada, prevalentemente nella zona Fratte di Porto Sant’Elpidio. Tre persone, un romeno, una dominicana e un uomo di Montegranaro,sono stati indagati per le varie ipotesi di reato in violazione della Legge Merlin. Poi c’è l’anello debole della “filiera”: le prostitute. Le donne, infatti, incorrevano spesso nelle violazioni di foglio di via obbligatorio imposte loro essenzialmente nel comune di Porto Sant’Elpidio. Anche qui i carabinieri civitanovesi hanno localizzato 5 romene, tutte colpite da questo tipo di provvedimento. Ragazze che, durante i primi controlli dei carabinieri si erano mostrate refrattarie ma che, col tempo, e anche dopo le recenti rapine sulle quali i carabinieri civitanovesi stanno lavorando assiduamente, hanno cominciato a mostrare maggior fiducia verso le istituzioni e a collaborare.
Nessuna ipotesi di reato per i clienti che, pur non essendo indagati, hanno testimoniato le loro frequentazioni negli appartamenti oggetto di indagine i cui contatti erano stati appresi da riviste specializzate negli annunci di prostitute che riflettono un fenomeno che, a Civitanova, è cresciuto sensibilmente negli ultimi anni privilegiando le abitazioni alle strade. Gli inquirenti hanno quindi concentrato la loro attenzione anche sulle riviste e sui siti web dove venivano pubblicati gli annunci delle ragazze. In questo modo i carabinieri civitanovesi hanno potuto individuare tutti quei luoghi della città e gli appartamenti dove si consumava sesso a pagamento.
L’indagine è scaturita dalle insistenti segnalazioni fatte ai carabinieri di quartiere ed al centralino della caserma di via Carnia da molti cittadini civitanovesi. Gente stanca di vedere il via vai di clienti e prostitute in luoghi abitati da famiglie con bambini. Una connotazione, quella assunta da alcune strade del centro, che richiamava “clienti” da ogni parte della Regione. Identificati, durante i numerosi servizi di osservazione, uomini di ogni fascia sociale, spesso lavoratori dipendenti che utilizzavano magari la pausa pranzo per ritagliarsi un incontro a pagamento. Inoltre, sono stati rinvenuti, negli appartamenti sequestrati, “gadget” di ogni tipo e forma utilizzati da prostitute e clienti dai gusti più estremi.
I carabinieri di Civitanova hanno adottato, per oltre un anno, un modus operandi mai clamoroso, sfuggito spesso alle cronache grazie ad un lavoro svolto sempre in maniera sotterranea, per garantire la qualità degli accertamenti e la tutela delle investigazioni.
L’attività investigativa era iniziata con un arresto operato ad ottobre 2010, da parte dei carabinieri della stazione di Civitanova Marche, nei confronti di un 66 enne di Porto Sant’Elpidio, per favoreggiamento della prostituzione. Era stato sorpreso a prelevare due ragazze romene da un appartamento di via Regina Elena per accompagnarle nella zona Fratte, dove si prostituivano.
(redazione CM)
caspita……………………
–mi raccomando…..rilasciateli presto….