Giallo al congresso del Pdl, spuntano 70 schede non vidimate

I documenti erano timbrati e votati. Acquaroli, sconfitto di misura dal coordinatore Lattanzi, esclude ogni ipotesi di ricorso
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acquaroli

Francesco Acquaroli

di Filippo Ciccarelli

Settanta schede timbrate ma non vidimate dagli scrutatori che spuntano al seggio 3, durante il congresso provinciale del Pdl. E’ questo il piccolo giallo che investe in queste ore il partito del coordinatore Mario Lattanzi.Le schede sarebbero state votate più o meno equamente per le due liste, capeggiate da Lattanzi ed Acquaroli, che sarebbero metà votate per la lista e metà per un’altra.

La domanda sorge spontanea: cosa accadrà ora nel Pdl locale? Lo abbiamo chiesto a Francesco Acquaroli, uscito sconfitto per una manciata di voti:
“Da parte mia non c’è nessuna intenzione di fare ricorso a Roma.
Prima di tutto perché ho grande rispetto delle 1638 persone che hanno votato. Penso sia stata una festa per il partito e per la democrazie, un ricordo andrebbe a macchiare in maniera responsabile questo risultato. In secondo luogo avevamo gli scrutatori presenti, e pensiamo che abbiano fatto il loro lavoro. Credo che ci sia stato solamente un errore in cui sono state vidimate le schede, nel Pdl c’è gente seria. Chi pensa male è malizioso”.



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