Gli avvocati esprimono preoccupazione
per il tribunale unico per la regione
La nuova struttura richiederà - per evitare, già dopo pochi mesi, di accumulare arretrato - l’assegnazione di magistrati provenienti dagli altri tribunali della regione e questo impoverirà le dotazioni organiche degli uffici giudiziari interessati
I consigli dell’Ordine degli avvocati di Macerata, Pesaro, Ascoli Piceno, Fermo, Camerino ed Urbino esprimono la preoccupazione dei cittadini, delle imprese marchigiane e degli operatori del diritto in relazione alla bozza di emendamento (singolarmente simile a quella contenuta nel dossier di Confindustria n.11/2011 dal titolo “La giustizia più veloce accelera l’economia”: pagina 87) che devolve tutte le controversie societarie e quelle “connesse” ai soli tribunali che hanno sede nei capoluoghi di regione.
Come sottolineato dal Consiglio nazionale forense con delibera del 24 febbraio scorso che esprime la preoccupazione di tutta l’avvocatura nazionale, il tribunale unico per la regione richiederà – per evitare, già dopo pochi mesi, di accumulare arretrato – l’assegnazione di magistrati provenienti dagli altri tribunali della regione e questo impoverirà le dotazioni organiche degli uffici giudiziari interessati, già sofferenti, con pregiudizio della giustizia di prossimità e del tessuto economico dei singoli distretti industriali che sino ad ora hanno trovato nei tribunali un punto di riferimento immediato e facilmente utilizzabile. L’aumento della competenza del tribunale avente sede nel capoluogo regionale (estesa a tutte le controversie lato sensu societarie e, quel che è più grave, alle materie connesse) è tale da sottrarre agli altri tribunali, con particolare riferimento a quelli ubicati nel cuore dei distretti industriali, la maggior parte delle loro funzioni attuali, degradandoli a sedi ove si amministra una giustizia minore.
Lo scopo che le modifiche normative vogliono raggiungere è condivisibile perché la specializzazione dei magistrati nelle materie relative ai conflitti relativi ad imprese garantisce l’omogeneità delle soluzioni in un quadro nel quale la tendenziale certezza del diritto è un fattore primario nell’orientare l’allocazione degli investimenti, ma il rischio è che così si impoveriscano gli attuali distretti industriali, privi di un potente fattore di competizione costituito dalla giustizia di prossimità,come d’altronde rilevato dalla stessa magistratura con la nota del CSM del 23.2.2012 ove si sottolinea che così si rende difficile l’accesso alla giustizia delle società di piccole dimensioni, delle microimprese e dei giovani imprenditori organizzati in forma associativa
La soluzione è solo quella di istituire sezioni specializzate nel contenzioso relativo ad imprese presso gli attuali tribunali, ciò garantendo gli obiettivi prefissi senza i danni correlati alla soluzione su cui è orientato il Governo.
I consigli dell’Ordine degli avvocati di Macerata, Pesaro, Ascoli Piceno, Fermo, Camerino ed Urbino fanno appello ai rappresentanti di ogni colore della politica locale ed in particolare a quelli espressi dai distretti industriali perché sappiano farsi interpreti dell’insoddisfazione dell’avvocatura, che avverte i pericoli e le disfunzioni che deriveranno dall’attuazione della proposta emendativa, e dell’interesse della collettività che rappresentano con invito a far approvare modifiche in linea con l’istituzione di sezioni specializzate in materia di contenzioso di impresa presso ogni tribunale della regione.