Controlli in tre laboratori cinesi
Lavoratori in condizioni raccapriccianti

Operazioni della Guardia di Finanza a Corridonia, Montecassiano e Tolentino, dove sono stati anche sequestrati 12mila articoli, tra cui prodotti elettrici potenzialmente pericolosi, in un bazar
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gdfI finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Macerata, nell’ambito dell’ ordinaria attività di polizia economico-finanziaria, hanno controllato tre laboratori tessili gestiti da cittadini di etnia cinese, a Montecassiano, Corridonia e Tolentino, dove peraltro è stato controllato anche un bazar, contestando diverse violazioni e procedendo al sequestro di circa 12.000 articoli non a norma, tra cui prodotti elettrici potenzialmente pericolosi.

I militari, che al momento dell’ingresso nei locali erano anche muniti di appositi decreti emessi dalla Procura di Macerata, hanno proceduto ad una attività a 360 gradi: verifica della regolarità dei documenti di soggiorno, regolare assunzione dei lavoratori dipendenti, controllo dei corretti adempimenti fiscali e contributivi, controllo dei contratti di locazione dei laboratori e riscontri sulla sicurezza e salubrità dei luoghi di lavoro.

gdf2-300x198I controlli hanno portato all’accertamento delle violazioni più disparate: impiego di manodopera in nero, omessi versamenti IVA per decine di migliaia di euro, omessi versamenti contributivi per altrettanti importi, ma soprattutto condizioni igieniche dei locali a dir poco raccapriccianti.

Quando i militari sono entrati hanno accertato, anche attraverso documentazione fotografica, la totale insussistenza delle minime condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro: locali fatiscenti, cavi elettrici penzolanti, assenza di areatori e di impianti di aspirazione, scarsissima illuminazione, prese di corrente con fili scoperti, macchinari senza dispositivi di protezione. Non solo, nella totalità dei controlli, è stato accertato che gli stessi locali vengono utilizzati come dispense alimentari e come cucina. Non a caso, i militari hanno sorpreso un cittadino cinese che, seduto alla postazione di una macchina da cucire, consumava il proprio pasto cucinato ad un metro di distanza.

Proprio in relazione a questi ultimi aspetti, sono scattate immediatamente le segnalazioni all’Ufficio Igiene dell’ASUR di Macerata e ai sindaci dei comuni in cui sono ubicati i laboratori, per i provvedimenti di competenza.

(redazione CM)



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