Cicerchiata
La ricetta della settimana
Un tempo in paese durante il periodo di Carnevale si organizzavano feste danzanti chiamate veglioni. Era l’evento più divertente e più atteso dalla gioventù (uno dei pochi divertimenti che offriva Crispiero). C’era il complessino dei Duchi che suonava meravigliosamente e richiamava molti ragazzi da tutti i paesi vicini. Le signorine, tutte agghindate con abiti a palloncino sostenuti da un rigido sottogonna 8veniva bagnato in acqua e amido e poi stirato multo umido) arrivavano immancabilmente accompagnate dalle mamme che durante il veglione le 2vegliavano”, salendo addirittura sopra le sedie per avere una buona visuale. A mezzanotte, l’orchestrina si fermava e come per magia appariva ogni sorta di dolce di Carnevale, tra cui la ci cerchiata.
INGREDIENTI:
Farina q.b. 150 grammi di mandorle sgusciate e tostate
4 uova 5 cucchiai di miele
4 cucchiai di zucchero 5 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di Mistrà + 3 cucchiai limone
2 cucchiai d’olio di oliva olio di semi di arachidi
un pizzico di lievito di birra in polvere
Fate una fontana con la farina, rompete al centro le uova, unite lo zucchero, 4 cucchiai di Mistrà, l’olio, il lievito e il limone grattugiato. Amalgamate tutto fino ad ottenere un impasto morbido. Stendete con il mattarello un quarto della massa ottenuta e arrotolatela su se stessa come per le tagliatelle (usando molta farina per non farla attaccare). Tagliate a mo’ di quadrucci. Ripetete l’operazione per le altre parti della massa. Scaldate bene l’olio di semi di arachidi e versateci i quadrucci (vi consiglio di usare un colino per setacciare la farina in eccesso prima di tuffarli in padella). Il difetto di questo tipo di frittura è che appena si buttano i quadrucci l’olio si gonfia; per evitare che fuoriesca dalla padella usate la schiumarola ruotandola sopra all’olio. Nel frattempo tostate le mandorle in forno e tagliatele grossolanamente. In una padella, versate il miele, lo zucchero e 3 cucchiai di Mistrà. Appena gli ingredienti saranno sciolti unite le palline fritte e le mandorle girando con una paletta di legno fino a quando gli ingredienti saranno ben amalgamati (2-3 minuti). Sistemate su un vassoio la carta da forno e versateci sopra tutto il composto dandogli la forma che volete (a ciambella o a panetto). Usate altri due pezzi di carta da forno per stringere con le mani la ci cerchiata cercando di compattarla il più possibile. Il vino consigliato in abbinamento è un Verdicchio Passito. Volendo si può provare anche la Vernaccia di Serrapetrona Spumante in versione dolce. C’è chi nelle Marche però non rinuncia alla cicerchiata in unione con il vino cotto. Su questo prodotto della più pura tradizione rurale è da spendere qualche parola. Il vino cotto non ha una sua codificazione: c’è chi lo fa più aspro, chi più dolce, chi aggiunge mele cotogne alla cottura del mosto per ottenere sia vino cotto che sapa alla mela. Un detto vuole che i contadini a fine cottura del mosto usassero mettere nel paiolo un pezzo di ferro rovente per rendere più rustico il vino cotto e impedire così eccesive libagioni. Il ferro arroventato conferiva infatti un sentore lievemente metallico e affumicato capace di ingombrare il palato quel tanto per impedire di esagerare. Non è pratica che dia al vino cotto il suo giusto merito. Per abbinarlo alla cicerchiata dovete scegliere il tipo più dolce, altrimenti il contrasto con il miele sarebbe poco sopportabile.

…buona,buona !!!!!!!!!!
buonissimaaaaaaaaaaaaaaa