Maceratese, per tornare a vincere
servono forze fresche e nuove idee

ECCELLENZA - Il Tolentino impartisce una lezione di calcio ai biancorossi, riuscendo ad arginarli anche in 10 contro 11 e risultando sempre pericolosa. Il doppio stop è un campanello d'allarme che deve servire da stimolo ai ragazzi di Di Fabio
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di Filippo Ciccarelli

Due sconfitte consecutive per la squadra che era abituata a non perdere e  non arrendersi mai sono un brutto viatico per la Maceratese. Novembre ha portato con sé un calendario agrodolce, con i successi preventivabili nei confronti di un Real Montecchio sempre più in disarmo e di una giovane Fortitudo Fabriano, ma anche la scoppola interna con la Monturanese e la sconfitta nel derby contro il Tolentino. La sfida del “Della Vittoria”, al di là delle recriminazioni sull’arbitraggio (ai cremisi non è andata giù l’espulsione, effettivamente molto dubbia, rimediata da Ortolani, né il giallo ad Arcolai per l’intervento su Melchiorri, mentre i maceratesi protestano per un fuorigioco nell’azione che ha portato al vantaggio del Tolentino) mette in evidenza i meriti dei padroni di casa e le lacune della Maceratese. La squadra di Mobili ha impostato una gara arrembante, dominando nel primo quarto d’ora ogni pallone, fino ad arrivare al meritato vantaggio grazie alla rete sotto misura di Iommi. Fermani e Sabbatini hanno vinto il confronto, sul piano dell’agonismo, sugli omologhi Bucci e Carboni – impresa ardua, questa – ed hanno infastidito costantemente il terminale offensivo della Maceratese, la punta Cristian Cacciatore.

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L’impressione è che la Maceratese sia in deficit di idee e vada in crisi se gli avversari riescono a prendere le contromisure per annullare la principale fonte di gioco dei biancorossi, Giandomenico, i cui lanci nella partita di domenica sono quasi sempre stati preda del portiere Cantarini o di qualche avversario. Anche la prestazione di Cacciatore non ha giovato alla Maceratese, visto che l’attaccante ha spesso cercato la sponda di prima intenzione, invece di provare a puntare il suo marcatore o girarsi per tirare in porta. A Tolentino ci si è resi conto, per la prima volta in modo evidente, di come Cacciatore sia troppo solo davanti. Forse una spalla là davanti gli farebbe comodo: a tal proposito ci sarebbe De Marco, ma potrebbe pure arrivare un’altra punta di peso a completare il reparto. Chiaramente, non è solo un problema di nomi, visto che bisognerebbe riadattare il modulo con cui la Maceratese ha imparato a giocare sin dal precampionato. Per quel che riguarda il centrocampo, tanto Biancucci quanto Olivieri potrebbero garantire quel ricambio di forze utile per pareggiare l’agonismo degli avversari.

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Il primo si è sempre allenato con la Sambenedettese ed è virtualmente pronto per essere mandato in campo sin dal prossimo turno; il secondo può dare il cambio a capitan Giandomenico, garantendo mobilità, grande qualità in fase di possesso ed abilità nello svariare verso il centro o sugli esterni per creare gioco. L’Atletico Truentina, avversario che domenica farà tappa all’Helvia Recina, sarà un’ottima occasione di riscatto per i biancorossi. L’ex Claudio Cacciatori ha già mandato un chiaro messaggio alla Maceratese, andando a segno contro il Montegranaro nella sfida che la squadra di Castel di Lama ha vinto per 2-0. Le inseguitrici sono a due punti di distanza: pur senza fare drammi per le due sconfitte consecutive, è bene capire che i passi falsi non sono più consentiti.

 

Nelle foto di Guido Picchio alcuni momenti della sfida tra Tolentino e Maceratese

Tifosi-Maceratese

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