Camerino, 5 anni non bastano per una pavimentazione in regola
Nonostante i lavori il manto stradale presenta pecche in diversi punti, a piazza Cavour ed anche alla Rocca Borgesca
«La storia infinita». È questa la prima riflessione dell’assessore ai lavori pubblici del comune di Camerino, Roberto Lucarelli, in merito all’ormai “famosa questione” della pavimentazione Camerte. Si, perché la storia si ripete. Il selciato del centro storico, i cui lavori hanno tenuto impegnate le strade del paese dal 2006 al maggio scorso, mostra ancora segni di cedimento. Un’altra puntata di questa interminabile vicenda è sotto gli occhi di tutti. La strada proprio all’ingresso della Rocca Borgesca, mostra un dissesto causato dal rigonfiamento del selciato. Ma questo è solo l’ultimo dei numerosi “dissesti” mostrati, negli anni, da questa nuova pavimentazione. Facciamo un breve passo in dietro. Nel febbraio di cinque anni fa iniziano i lavori in Via Venanzi. Dopo solo qualche mese, si assiste ad un primo stop. Le pietre nella via, infatti, iniziano già a staccarsi e, la precedente amministrazione decide di effettuare dei controlli sul collante accertandosi che la cosa non si ripeta. I lavori riprendono. Le pietre non reggono ed è decisione dell’attuale amministrazione asfaltare la via, su cui più volte si è intervenuti nuovamente, e risolvere il problema in maniera definitiva lasciando il tratto di strada centrale, quello in cui passano le auto, asfaltato, circondato ai lati dalle pietre. Si prosegue a lavorare in maniera più o meno costante fino al 2010. C’è qualche interruzione causa maltempo, anche Via Lili mostra qualche problema con le pietre che sembrano non reggere, ma si rimedia subito e si riprende con la sistemazione della pavimentazione. Fino al luglio scorso.
Proprio quando i lavori sembrano volgere al termine (mancava solo qualche ritocco), ecco riproporsi l’ennesimo episodio. Il selciato in Piazza Cavour, all’altezza della vetrina del Bar Centrale, inizia a mostrare uno strano rigonfiamento. Quella che dovrebbe essere una comunissima piazza, presenta una sporgenza proprio al centro di essa. «Si è compreso che il problema di fondo è la particolare predisposizione di queste pietre a dilatarsi, tanto è vero che sono stati effettuati immediatamente degli esami per verificare la loro capacità di dilatazione» spiega l’assessore. Come se non bastasse, ultimo solo in ordine di tempo, non prima di duesettimana fa, si assiste allo stesso rigonfiamento all’altezza della Rocca Borgesca. Si diffonde tra la cittadinanza un forte malumore che porta con sé dissensi e polemiche. In effetti, quello che potrebbe sembrare il più beffardo degli incubi è, al contrario, la peggiore delle verità. Si parla di lavori non svolti nella maniera giusta, di scelte sbagliate. È chiaro che col senno di poi, si potrebbero dire tante cose e scegliere altre alternative, ma stando alla situazione attuale, la realtà è questa. La ditta vincitrice avrebbe dovuto applicare una pietra arenaria locale, ma per la difficoltà di reperibilità, come nella maggior parte dei piani di recupero, si è optato per montare questa tipologia di pietre, più vicina chimicamente alla pietra arenaria e più facilmente reperibile.
Nessuno pensava che lo svolgersi dei lavori avrebbe portato a risultati del genere, ma ora che tutte le pietre sono in uso, si stanno verificando queste problematiche, per giunta in più parti della città. Va da sé che la pratica di riparazione sarà tutta a spese dell’impresa. In attesa che si riesca, finalmente, a mettere la parola fine su questa storia, l’assessore anticipa che « è stata fissata una riunione per il 2 settembre con la ditta e il collaudatore proprio per affrontare la questione e decidere per un intervento finale e risolutivo». Speriamo che gli episodi riguardanti questa spiacevole questione si possano limitare a quelli già citati. In fondo, la speranza è l’ultima a morire.

radetela al suolo camerino costa di meno
perchè non radiamo al suolo casa tua, fenomeno!
x giovanni del savio
Leggendo certi commenti mi viene spontaneo dire che a volte “l’intelligenza dell’uomo è come quella del somaro”.