Baraccopoli in pieno centro a Civitanova
17 nomadi denunciati a Porto Potenza

Diversi gli insediamenti abusivi trovati nel corso della maxi operazione dei carabinieri, supportati dall'elicottero. Immagini agghiaccianti e al limite della vivibilità nell'area Ceccotti
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(foto Vives)

di Laura Boccanera

Una vera e propria favelas in pieno centro città, nel cuore storico e produttivo di Civitanova. Sono stati scoperti questa mattina da una task force di carabinieri sei immigrati che dormivano in bivacco all’interno di una delle strutture dell’area Ceccotti in via della Vetreria. L’operazione, iniziata prestissimo (leggi l’articolo), attorno alle 7.30 di mattina è partita con un’ispezione al sottopasso di fronte allo chalet Batik, sul lungomare nord, dove pochi giorni fa un’operazione analoga aveva portato alla scoperta di un alloggio dormitorio abusivo. Questa mattina, dopo che nel rifugio non era stato ritrovato nessuno, i carabinieri, supportati dall’elicottero, hanno iniziato a circondare l’area sopra la stazione e poco dopo, attorno alle 10 il blitz. Immagini agghiaccianti e al limite della vivibilità quelle che si sono presentate agli occhi dei militari: decine di siringhe sporche sparse per terra, tanfo ed odore nauseabondi, materassi ammassati a terra tra sporcizia e disordine, bottiglie di birra, candele e torce per vedere al buio di notte. I militari hanno buttato giù vetrate e rotto le recinzioni di un grosso edificio a due piani ed al piano di sopra hanno rinvenuto altri ragazzi, probabilmente nordafricani. Una vera e propria baraccopoli sorta sotto gli occhi dei civitanovesi in una specie di non luogo per eccellenza, fermo ed abbandonato come la Ceccotti. Un’area industriale che con i suoi mattoncini rossi e per la posizione centrale potrebbe rappresentare, qualora recuperata, uno dei fiori all’occhiello della città.

operazione-carabinieri-via-della-vetreria-2-300x199In assenza di regolamentazione invece oggi è in totale degrado e rifugio di senza tetto e delinquenza.

La prima operazione ha riguardato Porto Potenza, quando sabato pomeriggio 11 roulottes, trainate da vetture di grossa cilindrata, erano giunte in località LidoBello e, non curanti della proprietà privata del suolo, si erano accampate a ridosso di un campo coltivato ad ulivi. In tutto sono 17 i nomadi ,tutti di origine comunitaria che sono stati deferiti alla magistratura per “invasione dei terreni”.

Sabato la proprietà aveva subito denunciato l’accaduto e numerose erano state le lamentele di camperisti del vicino camping e dei condomini delle abitazioni circostanti, anche a causa dell’assenza di condizioni igienico sanitarie, con gli accampati indotti ad usare le campagne a vista per ogni tipo di bisogno.  I rom erano gli stessi che se ne erano andati dal piazzale dello stadio di Civitanova poche ore prima (leggi l’articolo). Il servizio di controllo da parte della Compagnia di Civitanova è stato quindi finalizzato ad identificare tutti gli occupanti per liberare l’area privata occupata. Un’operazione che ha visto la collaborazione fattiva di unità elitrasportata dei Carabinieri, appartenente al Quinto Elinucleo dell’Arma di Falconara Marittima, che per oltre un’ora ha vegliato sulle operazioni di identificazione da parte dei colleghi civitanovesi che operavano a terra. Un sopralluogo fotografico e video è stato svolto dai carabinieri del nucleo operativo per verificare lo stato dei luoghi ed eventuali danneggiamenti che la proprietà dovesse lamentare. Nessuna sacca di resistenza da parte dei componenti la comunità ma solo una necessaria e pacifica attività di mediazione, da parte dei carabinieri intervenuti, per sedare sul nascere le loro imprecazioni. Hanno agganciato le roulottes e si sono mossi verso sud, oltrepassando il confine provinciale.

operazione-carabinieri-via-della-vetreriaTutti i 17 denunciati verranno proposti dal Nucleo Operativo dei Carabinieri civitanovesi al Questore per l’applicazione del foglio di via obbligatorio dal Comune di Potenza Picena. Da lì l’operazione si è spostata verso Civitanova, ispezionando dapprima il fosso sottostante la ferrovia nei pressi del distributore Esso di Civitanova dove le acque putride avevano nascosto negli scorsi giorni refurtiva proveniente da furti operati sulle spiagge del lungomare nord. I Carabinieri civitanovesi, con stivali da palombari grazie alla collaborazione di operai comunali, si sono immersi fra nutrie e ratti nelle centinaia di metri del fosso. Non c’era ombra di quegli stranieri tanto da confermare le supposizioni che si fossero trasferiti ad altra zona. Ma la conoscenza capillare del territorio da parte dei militari dell’Arma civitanovese, ha consentito di reperire immediatamente l’area dove si erano rifugiati. L’elicottero dell’Arma dall’alto ha segnalato il casolare della zona Ceccotti dove si scorgevano delle presenze sospette. Quattro autoradio dell’Arma si sono subito riversate sulla zona, accerchiandola e fermando 6 clandestini. Si tratta degli stessi del fosso ricercati per i furti del lungomare e sono in corso le procedure di trasferimento verso l’ufficio stranieri per le procedure di espulsione od accompagnamento ai CPT. Tutto ciò che avevano verrà inventariato, per individuare la refurtiva. Come era accaduto nel fosso, anche nel casolare dell’area Ceccotti le condizioni di vita erano pessime. Fra siringhe, insetti e ratti avevano ricavato giacigli.

Le operazioni di controllo straordinario del territorio proseguono ora su Porto Recanati.

 

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